A proposito di alimentazione, cura e tumori

Cari amici vorrei ospitare in questo spazio un articolo che trovo molto interessante della Dott.ssa Mary Nicastro, biologa nutrizionista sul tema “alimentazione e cura”

Riguardo la diatriba che si è accesa sul caso “ALIMENTAZIONE E TUMORI” portato alla luce dai servizi delle Iene, vorrei dare il mio modesto parere in quanto professionista del settore della nutrizione.

Quando parlo di alimentazione a chi mi segue, mi piace usare un simbolismo:
”pensate al corpo come ad una automobile che per camminare necessita di benzina. Provate a mettere nel serbatoio di questa macchina, giornalmente e per circa 5 volte al giorno, una benzina scadente, sporca di residui. Cosa succederà a lungo andare? Prima o poi il motore si ingolferà e la nostra macchina non funzionerà più bene e questo ci impedirà di usarla. Detto ciò, sottolineando il fatto che un uomo in una vita media di 80 anni ingerisce dalle 30 alle 60 tonnellate di cibo (benzina), possiamo dire che il cibo riveste un ruolo molto importante in quanto veicolo di molecole che possono compromettere o migliorare lo stato di salute delle persone (macchina).

Se prolunghiamo nel tempo la nostra alimentazione scorretta e il nostro stile di vita incongruo, il nostro corpo finirà per esaurire la capacità di eliminazione delle tossine esogene (provenienti dall’esterno), verrà compromessa la funzionalità cellulare, si attiveranno i processi degenerativi, aggravati e favoriti dall’ambiente acido formasi nel corpo. Ci accorgeremo del danno fatto da tutti questi meccanismo distruttivi solo nel momento in cui la malattia si mostrerà con i sintomi specifici, ma sarà già troppo tardi. Da questo discorso si evince che la qualità del cibo che ingeriamo non è un fattore da sottovalutare! Feurback diceva difatti “Noi siamo quello che mangiamo”

È ormai assodato che una sana alimentazione, ricca di cereali integrali, legumi, frutta e verdura, con poca carne rossa e una fortissima riduzione del consumo di bevande zuccherate e carni conservate, ricca di alimenti freschi e privi di additivi, protegga l’organismo dai danni arrecati da molecole estranee al nostro corpo e dai radicali liberi che portano allo sviluppo di diverse patologie di tipo cronico degenerative, una tra tanti i tumori.

Particolari molecole presenti nei prodotti vegetali sembra possano aiutare a prevenire l’insorgenza di tali patologie, di contrastare efficacemente l’insorgenza di recidive e “collaborare” nella guarigione della patologia stessa.

Negli ultimi decenni si sta approfondendo sempre più lo studio della NUTRIGENOMICA, ossia quella scienza che studia gli effetti del cibo sull’espressione genica. Alcuni intervistati, nel servizio, affermavano che non ci sono evidenze che dimostrino come il cibo possa avere influenza sulla regressione della patologia, in realtà sono stati condotti tantissimi studi in vitro che dimostrano come molte molecole che si trovano nei vegetali abbiano effetti protettivi sul DNA cellulare e che aiutino a riparare i danni già esistenti e per cercare di confermare gli studi in vitro, che non tengono conto di tutte le influenze che le cellule hanno tra di loro in un intero organismo, i ricercatori stanno effettuando sempre un crescente numero di studi su popolazioni, i quali, rispetto alla prima tipologia di studi, sono più lunghi e laboriosi ma anche più complessi da interpretare.

È provato però che il cibo è in grado di modulare l’espressione genica attraverso l’interazione tra alcune molecole che si trovano negli alimenti e il DNA; in pratica esso è capace di “accendere o spegnere” alcuni geni i quali in tal modo possono attivare o meno determinate reazioni biochimiche.

Per esempio, molti studi dimostrano che esistono composti contenuti negli alimenti che sono utili nel ridurre il rischio d’insorgenza di patologie che dipendono dalle mutazioni genetiche.

È stato verificato che:

–        gli alimenti integrali (cereali integrali e legumi), buona fonte di fibre, sono un fattore protettivo nei confronti del cancro del colon.

–        L’ aumento del consumo di pesce favorisce una riduzione nell’incidenza di tutti i tipi di tumore a riprova del fatto che nel pesce vi sono sostanze importanti per la prevenzione degli stessi come gli acidi grassi omega-3.

–        Alimenti appartenenti alla famiglia delle crucifere o brassicacee (cavoli, broccoli, cavolfiore, cavolini di Bruxelles, crescione, rape, verza ecc. ) hanno un ‘azione antitumorale diretta, un’azione antiproliferativa, e un’altra disintossicante dai radicali liberi.

–        L’ aumento di alimenti che contengono composti solforati, appartenenti alla famiglia delle Alliacee come l’aglio, la cipolla, il porro, lo scalogno, l’erba cipollina, rivestono un ruolo protettivo estremamente potente contro i tumori.

–        I frutti di bosco (lampone, mirtillo rosso e nero, ribes, ecc.) sono ricchi di sostanze anticancro come l’acido ellagico, fenilico e clorogenico, inoltre contengono dei pigmenti ad azione antiossidante.

–        Bere , che contiene un composto chiamato epigallocatechingallato, ha un potente effetto antitumorale

–        Mangiare pomodori, che contengono licopene, protegge nei confronti del tumore alla vescica

–        Consumare agrumi (arance, limoni, mandarini, pompelmi, ecc…), che sono ricchi di polifenoli e flavonoidi, riduce il rischio di tumori a carico dell’apparato digerente.

Così vale per la curcuma, lo zenzero, il peperoncino, l’ olio extravergine di oliva e tanti altri alimenti che sono dei veri e propri concentrati di salute.

È necessario aggiungere che tutti questi ortaggi, per esplicare pienamente la loro azione, dovrebbero essere consumati crudi o, in alternativa, cotti brevemente al vapore per preservare i loro principi attivi che sono frequentemente termolabili.

C’è da sottolineare anche che chi NON consuma abitualmente frutta e verdura compromette la flora batterica intestinale che ha un ruolo fondamentale nella difesa immunitaria dell’organismo che pertanto diventa più suscettibile a malattie di tipo infiammatorio, batterico e virale.

 

Dal dopoguerra ad oggi, la durata della vita si è allungata ma è altrettanto vero che la qualità della stessa è peggiorata. Ci sono farmaci per curare tutto o quasi tutto ma che innescano un meccanismo vizioso che compromette la salute stessa. Per intenderci un farmaco cura un disturbo ma ne crea un altro come effetto collaterale per cui è necessario prendere un altro farmaco per curare il secondo disturbo e così via….

Sempre più persone assumono farmaci in maniera incontrollata, di cui potrebbero fare a meno semplicemente applicando corretti stili di vita; questo non è sempre vero, soprattutto per quelle persone con patologie gravi e altamente invalidanti, per le quali non si può prescindere dall’uso del farmaco.
Nel caso specifico, nel servizio si parlava di tumore/cancro che è una malattia multifattoriale per la quale non basta intervenire su un singolo elemento per modificare in modo sostanziale il rischio a livello individuale, ma bisogna agire su tutte le abitudini sbagliate della persona favorendo un miglioramento dello stile di vita.

Negli ultimi anni è stato coniato il termine “NUTRACEUTICO” che origina dal connubio di due parole: nutrizione e farmaceutico. Questo termine sta ad indicare come il cibo possa essere considerato un vero e proprio “farmaco” nella cura di alcune patologie. Ovviamente un alimento, costituito da molecole del tutto naturali non può avere lo stesso effetto, potente e immediato, di un farmaco (che è una molecola sintetica appositamente formulata per combattere uno specifico problema), quindi l’effetto “curativo” degli alimenti si manifesta nel lungo termine.

Il cibo può essere un grandissimo alleato per il benessere e la salute di ciascuno in quanto favorisce il riequilibrio dello stato fisiologico delle cellule e quindi dell’ organismo intero.

Naturalmente, avere delle corrette abitudini alimentari (e non solo) per gran parte della vita ci predispone meno a sollecitazioni da parte di molecole che favoriscono le patologie croniche, ci rende capaci di rispondere meglio ad eventuali “situazioni di criticità” e ci consente di vivere una vita più lunga ma soprattutto più sana. Questo è il concetto su cui si basa la PREVENZIONE, che è l’obiettivo su cui impronto una buona parte del mio lavoro.

.

A conclusione di tutto posso dire di credere molto nell’effetto che gli alimenti hanno sulla salute, sul loro ruolo preventivo e sull’importanza di “abbinare” la componente farmacologica e quella nutrizionale al fine di favorire la regressione della malattia, nello stimolare il sistema immunitario a rispondere in maniera più efficace ed efficiente, nel purificare il corpo dalla sostanze tossiche assunte anche con i farmaci, nel ridurre il rischio di recidive e quant’altro.

 

E come diceva Ippocrate: “ fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”

 

A cura della dott.ssa Mary Nicastro, Biologa Nutrizionista

Per contatti: 330.664449 dott.ssamarynicastro@gmail.com

profilo GD

Annunci

Prevenzione e scuola dell’infanzia

La scuola dell’infanzia rappresenta il luogo elettivo per cogliere le modalità di espressione delle difficoltà di apprendimento; il terreno più fecondo per la prevenzione e la progettazione di interventi educativi e didattici strettamente legati alle specifiche problematiche individuali.

L’utilizzo di uno strumento informativo rappresenta il primo contatto formativo per i genitori e per chi lavora quotidianamente nella scuola dell’infanzia.

Nella scuola elementare  il bambino si avvia al processo di apprendimento della letto-scrittura, è quindi importante individuare prima i processi che caratterizzano queste acquisizioni e le problematiche ad esse inerenti, quali: disgrafia, disortografia, dislessia, discalculia…

Genitori e insegnanti, grazie alla relazione quotidiana con i bambini, sono in una posizione privilegiata per poterli osservare, sia perché li conoscono, sia perché non sono portati ad alterare il loro comportamento normale e spontaneo. Continua a leggere

Sviluppo cognitivo e scuola dell’infanzia

Gli apprendimenti di lettura, scrittura e calcolo, pongono i bambini all’inizio della scolarizzazione primaria nella necessità di possedere particolari condizioni di base che sono i prerequisiti. Quanto detto quindi ci fa riflette sull’importanza che riveste la scuola dell’infanzia, sulle attività che vanno proposte ai bambini e quelle che invece non servono a molto. Dopo questa lettura, se ancora ne avrete voglia, troverete delle domande.

Le funzioni psicomotorie e le funzioni cognitive corrispondono a due insiemi funzionali differenti. Lo sviluppo delle funzioni psicomotorie è fondamentale per l’educazione cognitiva del soggetto. e questo è il primo dato certo, sul quale dovremmo essere tutti d’accordo. Ma qui già potremmo inserire una domanda ai genitori e agli insegnati della scuola dell’infanzia. Quante ore trascorrono i bambini in palestra, all’aperto, in spazi non strutturati e quante sui banchi sopra a schede o libretti? Perchè se è vero (ed è la scienza a dircelo) che lo sviluppo delle funzioni psicomotorie viene prima dell’educazione cognitiva, cosa succede se le prime non sono ancora ben sviluppate quando andiamo a stimolare le seconde?

Continua a leggere

Cosa fare per la discalculia

Le azioni professionali utili per contrastare la discalculia rimanda all’ambito delle competenze pedagogiche, un insieme di attività specialistiche abilitative di natura educativa e di avvertenze organizzative e procedurali per la scuola.

Possiamo individuare alcuni ambiti di azione educativa:

1. La prevenzione.

2. La diagnosi.

3. Il trattamento abilitativo.

4. Le avvertenze organizzative e didattiche per la scuola.

Questa volta mi occuperò dell’aspetto della prevenzione. Continua a leggere

Psicomotricità e scuola

Il lavoro sul corpo o psicomotricità non è una somma di esercizi da copiare. E questo è già un buon punto di partenza. Perchè dico questo? Troppe volte nella scuola, soprattutto nella scuola materna si vedono insegnanti dirigere i bambini in una serie di coreografie complesse ad imitazione oppure proporre esercizi di vario genere. Ma i bambini soprattutto prima dei 6 anni devono – non solo possono – fare altro. Questa è quella che possiamo chiamare prevenzione per evitare che il bambino si ritrovi poi alla scuola elementare con difficoltà negli apprendimenti, non ancora lateralizzato, senza equilibrio e orientamento spaziale… tutti i prerequisiti per la lettura, la scrittura e il calcolo. Continua a leggere