Feuerstein e riabilitazione cognitiva

A chi è rivolto il metodo Feuerstein?

Il metodo si pone come obiettivo il potenziamento delle abilità cognitive dell’individuo. Viene applicato in ambiti diversificati: dal ritardo mentale, ai disturbi di apprendimento, al potenziamento del processo di apprendimento, al metodo di studio, alla formazione.
•    Modalità

Il programma si sviluppa attraverso l’esercizio sistematico delle funzioni cognitive che sono alla base di una corretta operazione mentale. Gli strumenti sono graduati e, al loro interno, le varie schede sono ordinate secondo difficoltà crescente. Ogni strumento è rivolto ad un serie specifica di obiettivi, ma ne riprende alcuni già presenti negli strumenti precedenti. In questo modo la ripetizione di principi ed operazioni abitua ad applicare modalità di pensiero adeguate ad affrontare situazioni nuove. Gli strumenti propongono esercizi tipo carta-matita.
Il concetto di fondo del metodo Feuerstein è la modificabilità cognitiva strutturale.

 
•    Cosa significa?

Se l’intelligenza è un’entità plasmabile, la cui plasticità si estende ben oltre l’infanzia, l’attività mentale è suscettibile di modificazione e di evoluzione a tutte le età ed in tutte le fasi del suo sviluppo. Per cambiamento strutturale Feuerstein intende una “modificazione stabile nel tempo della struttura cognitiva“.

Prodotto finale è un funzionamento cognitivo autonomo.

Obiettivo dell’apprendimento non sono azioni concrete, ma competenze.

Scopo delle singole prove non è la soluzione, ma la messa a fuoco del processo mentale attraverso il quale si arriva alla soluzione: come la mia mente ha ragionato? quali strategie ha messo in atto?
•    Come si attua questo metodo?

Programma di Arricchimento Strumentale (P.A.S. STANDARD)

Il P.A.S. ha richiesto 25 anni di lavoro e comprende 14 Strumenti .Ognuno consiste in una batteria di esercizi in sequenza graduata che si pone come strumentale al superamento di una carenza cognitiva.

Esempio di carenza cognitiva:comportamento esplorativo non sistematico, impulsivo, non pianificato.

Il P.A.S. è oggi utilizzato in 30 paesi.

In Italia:
nelle scuole con progetti sperimentali
nelle formazione professionale
nell’educazione degli adulti
nella riabilitazione degli anziani
in aziende che operano in campo informatico e metalmeccanico.

Apprendimento mediato

Nel modello di apprendimento proposto da Feuerstein gioca un ruolo essenziale l’esposizione agli stimoli  dell’ambiente che già dai primissimi stadi dello sviluppo agiscono sull’organismo indicendo cambiamenti. L’efficacia degli stimoli si protrae ben al di là dell’infanzia e influenza l’apprendimento per tutta la durata della vita a patto che vengano assicurati rinnovamenti e variazioni. Feuerstein oltre a riconoscere l’importanza degli stimoli individua un’altra modalità di apprendimento più articolata e complessa, caratteristica dell’uomo.

Il bambino impara non solo perché è esposto agli stimoli dell’ambiente ma anche e soprattutto perché tra lui e l’ambiente si inserisce una figura- un genitore che si prende cura di lui- che interviene esplicando una preziosa funzione di mediazione.

Il mediatore, guidato dall’intenzione, da tutto il suo patrimonio affettivo, emozionale ed intellettivo, seleziona ed organizza gli stimoli che devono arrivare al bambino, li filtra e li struttura. La prima mediatrice è la madre , la quale, ancor prima  che egli controlli il linguaggio verbale, seleziona per lui gli stimoli. Richiama e cattura la sua attenzione, crea situazioni in cui egli sia portato a richiedere la mediazione. In questo stadio di sviluppo il contenuto svolge un ruolo secondario: lo sviluppo della struttura mentale non dipende dall’offerta di un contenuto specifico.

Nella mediazione che la madre offre al bambino, Feuerstein individua categorie precise tra cui:

  • selezione degli stimoli (“Questo no!”, “Poi, non adesso.” e “Ho detto là, non qui”);
  • organizzazione di stimoli;
  • organizzare gli eventi lungo gli assi del tempo e dello spazio produce  nel bambino la capacità di individuare gli attributi degli eventi, cioè il tempo in cui si verificano, la correlazione reciproca, e la sequenza in relazione agli altri eventi.

I criteri della mediazione

Attraverso il mediatore il bambino acquisisce una serie di apprendimenti, di comportamenti, di abilità operative (ad esempio l’organizzazione mentale, il controllo dell’impulsività). L’esperienza di apprendimento mediato è dunque sostanzialmente un’interazione del bambino con l’ambiente, ma perché ciò avvenga occorre che l’interazione presenti precise caratteristiche, tra cui ad esempio:

  • intenzionalità e reciprocità;
  • trascendenza( oltre il qui e ora; impartire un ordine indicando lo scopo);
  • mediazione del significato( rendere il bambino consapevole del valore che oggetti, fatti, persone hanno).

 

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