Difficoltà di lettura? Divertiamoci con i colori

“M. vuoi leggere?”

“No, non non mi va. Sono stanco…..” = ” Non mi piace leggere perché non è divertente. Faccio tanta fatica e mi sgridano perché non sono bravo.”

Come trasmettere a un bambino che ha difficoltà a leggere un po’ di amore per la lettura? Come interessarlo alle storie? Ma ancor prima a quel mondo pieno di confusione che è il mondo delle parole? I libri dopo la scuola dell’infanzia, non sono più divertenti. Sono solo parole nere su uno sfondo bianco… e parole sempre più piccole e vicine… E poi prima si leggeva per terra, sul tappettone di scuola alla materna, adesso sempre sedur composti sul banco…Blaaaa A chi piacerebbe? 🙂

E allora via libera al colore! E alle posizioni! Ma insomma. in fondo non si dice anche ad un adulto che la miglior cosa nella vita per appassionarsi è sperimentare, rompere la routine, divertirsi??!!

Il Metodo Educromo® proprio della Pedagogia Clinica prevede un percorso di facilitazione della lettura. Non solo quindi per i disturbi degli apprendimenti, ma anche per i bambini o i ragazzi che hanno poca motivazione a leggere o che hanno qualche difficoltà. “Un iniziale momento dell’intervento è finalizzato a promuovere nella persona, attraverso Giochi di Esplorazione e di Relazione condotti in un atelier, il Riequilibrio Psicoemozionale che sarà propedeutico alle tecniche corporee finalizzate alla Conoscenza di sé e alla Scoperta del Segno Grafico.
La fase più importante del metodo è tuttavia quella finale, in cui viene fatto un uso didattico della Lettura Cromatica e del Testo Cromatico, tecniche in cui risulta centrale l’utilizzo del colore come strumento fondamentale per facilitare la persona nelle esperienze di lettura. ”
Nelle esperienze di lettura cromatica al bambino viene proposto di leggere, assumendo posture privilegiate (seduta a terra, sdraiata), un testo proiettato su parete. Il bambino da subito è favorito nell’approcciarsi in modo “non convenzionale”, “non scolastico”, “divertente”. Paura che ci prenda troppo gusto? Gli insegnanti forse non sarebbero d’accorso: “già fatica a star seduto a scuola, se gli diamo pure il permesso di farlo” – obietterebbe qualcuno. Già, ma nella pratica non è così. Il bambino è consapevole e sa distinguere momenti differenti. diamogli un po’ di fiducia 🙂

Il lavoro segue ogni precetto indicato dagli interventi per la riabilitazione delle difficoltà di lettura: sillabe, sillabe inverse, lettura incalzante, non parole, parole e testi, ecc ecc. Ma in tutti casi viene data molta importanza al “come lo si fa”. Non direttamente davanti al pc ma in videoproiezione su parete di uno stimolo cromatico su sfondo nero, con righi in movimento, di grandezze diverse e con margini ridotti, per ridurre l’affaticamento e favorire l’attenzione e la discriminazione visiva.
“I quattro colori sono utilizzati in base alle preferenze della persona ma anche adattati alle caratteristiche di ogni singolo soggetto, in quanto hanno valori psicologici diversi.
Il rosso per persone timide e introverse, il giallo per chi presenta difficoltà di attenzione e nella tonicità muscolare, il blu per coloro che presentano irritabilità ed eccitabilità, il verde per chi manifesta disagi emozionali ecc. ” (Educromo)
Inoltre il bambino è invitato a giocare anche con la propria voce, al fine di favorire maggiore disinvoltura nella comunicazione paraverbale e nella relazione, a scandire il ritmo delle parole, a marcare la punteggiatura con espressioni facciali e con l’intonazione. Esperienze che avvieranno gradualmente la persona verso una maggiore disinvoltura nella lettura tradizionale del testo acromatico.

Mi piace. Mi piace vedere bambini che “odiano leggere”, divertirsi. A scuola, a casa, hanno strumenti di supporto ed aiuto preziosissimi. Ma non tralasciano del tutto la lettura. Non la temono. Non la odiano. Giocano con la lettura.