Diario di una esperienza- Corri per il Parkinson – Venezia 2011 – seconda parte

IL  PERCORSO

Ci allontaniamo da Piazza S. Marco lungo le rive degli Schiavoni alla nostra destra il Bacino di S. Marco, sempre a destra la stazione Marittima e prima di arrivare ai Giardini della Biennale, giriamo a sinistra verso l’isola di S. Pietro, costeggiamo la Darsena Grande e l’arsenale e tra ponti e calli arriviamo al posto di ristoro davanti la chiesa di S. Giovanni e Paolo. Li ritroviamo uno striscione.. E’ fatta, abbiamo percorso i 4,5 kilometri destinati al Parkinson. Un passo dopo l’altro in questa Venezia magica che ha saputo mostrarsi viva, con la sua gente che svolgeva le normali attività giornaliere,perché solo allontanandoti dagli itinerari turistici scopri scorci inediti, le vecchie case, con le lunghe  file di panni stesi in alto , da un balcone all’altro, le piccole botteghe, le mura umide e scrostate, le mille chiese, i balconi fioriti, le barche colorate e le nere gondole. Mi sono sentita accolta e ho pensato che qui è inutile scappare,troverai sempre un canale, un ponte che ti farà rallentare , entrare così nella poesia e quando il tuo spirito si eleva e le emozioni sono forti ecco che dimentichi la fatica, la malattia e il tuo corpo ritrova energia e forza. Respiro quest’aria che sa di mare ma anche di cibi speziati, di acque stagnanti,guardo in alto l’azzurro e il bianco delle nubi : la giornata è splendida ! Sono felice e orgogliosa, sto  bene.

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Opere in concorso: malattia psicologica e rappresentazione artistica

L’arte dà un aspetto a ciò che spesso noi percepiamo ma non sappiamo esprimere.

Da questa riflessione nasce l’idea di dare un volto alla malattia, al disagio, al vissuto interiore, quello più oscuro e spesso dominante.

L‘artista Manuel Giacometti (www.manuelgiacometti.com) espone presso il negozio di arredamento “Controtendenza” di Preganziol di Treviso.

Le tre opere esposte rappresentano un ponte tra il mondo dell’arte e della psicologia.

“Isteria”, “Depersonalizzazione” e “Fobia”, questi i totoli delle opere e la loro relativa “lettura” sul piano psicologico. L’artista ha voluto dare un volto ad alcuni disturbi, ormai piuttosto frequenti, della nostra società. Volti di donne, che trascinano con sè lo spettatore, nel loro mondo fatto di paure, di sogno, di assenza o eccessiva presenza.

L’artista partecipa con le sue opere al concorso web di GigArte. BEST RANK è il nuovo concorso indetto da gigArte per premiare gli artisti e le proprie opere dando la possibilità ai visitatori di votarle scegliendo una delle seguenti caratteristiche:

– FORMA: intesa come espressione artistica immediatamente percepibile, la copertina, l’esteriorità.

– CONTENUTO: ciò che l’artista comunica del suo pensiero attraverso l’opera, il messaggio, l’interiorità.

– TECNICA: l’impegno materiale e tecnico, bravura, fermezza e decisione nell’esecuzione delle opere.

Le classifiche vengono generate in tempo reale seguendo i voti ricevuti da ogni singola opera dell’artista.

Informazioni principali:

Possono votare solo gli utenti registrati (registrarsi è semplice basta registrarsi come nuovo utente appassionato d’arte inserire la propria mail e una password a scelta confermare la registrazione cliccando sul link che viene inviato alla propria casella di posta elettronica e votare)

– Ogni utente può votare un’unica volta per ogni opere per una sola delle 3 caratteristiche

– Una volta assegnato il voto non sarà possibile votare la stessa opera per quella in corso e tutte le edizioni successive.

– Gli artisti possono partecipare selezionando 3 opere preferite dal proprio archivio.

p://www.gigarte.com/index.php?p=best

L’arte e la psicologia

L’arte, da sempre, è considerata un’importante forma di comunicazione, che riesce a dire più di quanto possano fare le parole. Attraverso le varie forme di arte gli artisti hanno potuto esprimere i loro pensieri, sentimenti, la loro visione del mondo.

Numerosi psicologi si sono impegnati nello studio delle produzioni artistiche e della personalità dei loro autori, rilevando relazioni tra l’opera e la vita dell’artista.

Lo stesso S. Freud, padre della psicoanalisi, era attratto dall’arte e dalle sue manifestazioni, definì l’artista “uomo che si distacca dalla realtà giacché non riesce ad adattarsi alla rinuncia al soddisfacimento pulsionale che la realtà inizialmente esige, e lascia che i suoi desideri di amore e di gloria si realizzino nella vita della fantasia” (1911).

Dopo di lui, molti altri tentarono di approfondire la complessità dell’argomento e alcuni psicologi iniziarono a vedere nell’arte una via per la cura di problematiche della persona, anche per quegli individui non particolarmente dotati dal punto di vista creativo.

Le terapie artistiche sono oggi utilizzate per la riabilitazione L’espressione della propria creatività dà un aiuto non indifferente all’individuo per ridurre l’inconsapevolezza e la negazione della disabilità, sviluppare l’autonomia personale, sviluppare le relazioni sociali. 

Tra le forme di arte maggiormente utilizzate in ambito clinico si possono menzionare:

– La poesia: è utilizzata per il trattamento dei disturbi emotivi ed affettivi. Le strategie usate sono l’acquisizione, lo sviluppo e l’utilizzo del linguaggio poetico, la modulazione della sfera emotiva e razionale, la presa di coscienza del proprio stato emotivo. I pazienti vengono invitati a produrre delle poesie, e sono aiutati da colloqui di gruppo, libri, video e stimolazioni sensoriali, quali immagini, profumi, suoni.

– Il teatro: attraverso la recitazione i pazienti riscoprono il piacere di giocare con sé e gli altri, acquisiscono la capacità di improvvisazione e scoprono che non sempre l’inesprimibile è davvero tale. Dal punto di vista fisico, i soggetti sono invitati a muoversi per la stanza, a parlare con volume alto e scandire chiaramente le parole, a ravvivare la gestualità, richieste che aiutano la persona che ha subito lesioni neurologiche ad allenare l’espressività in maniera divertente.

– Il disegno e la pittura: per acquisire capacità di rappresentazione fantastica e copia dal vero, dare forma e colori alle emozioni. Durante questa attività, i pazienti potenziano le capacità di coordinazione visuo-motoria, compiono movimenti fini e precisi, traendo di conseguenza giovamento anche per ciò che concerne il punto di vista strettamente motorio.

– La musica e il canto funzionale: permette di riscoprire possibilità comunicative non verbali, sviluppare l’autopercezione attraverso la correlazione e l’interazione corpo-suono.

– Esperienza motoria: per sperimentare liberamente le capacità motorie individuali attraverso sequenze armoniose. Si impara a comunicare anche attraverso il corpo, a sviluppare un modo particolare di conoscere gli altri che va al di là della parola o dello sguardo.

L’arte viene utilizzata da alcuni psicologi come una forma di psicoterapia. Le forme più conosciute in questo settore sono lo psicodramma e la musicoterapia.

Diario di una esperienza: Corri per il Parkinson! Venezia 2011

Oggi è la giornata mondiale di lotta alla malattia di Parkinson. Lotta alla malattia ? Mi sto chiedendo cosa significhi veramente!! Mi interrogo su questo e  mi domando se sto diventando paranoica, condizione da non escludere in caso di tale malattia. Per fortuna ho tanti amici e amiche  e mi è possibile , subito, un riscontro: non sono paranoica, bene, questo mi da la possibilità di cercare risposte e fare in prima persona ciò che posso per il mio benessere. Dunque, ammalato che cerca   di migliorare la propria  condizione, visto che di guarigione non se ne parla. Se togliamo i farmaci cosa resta ? Resta tutto quello che ci fa star bene,cioè una quantità di attività,il ballo, il cinema,il teatro, le passeggiate, cantare , leggere, scrivere, hobby vari e tutto ciò , anche la più stupida cosa che  , se siete in grado di ascoltare il vostro corpo e il vostro spirito, vi renda felici, sereni. Ci sono poi professionisti seri e competenti che vi offrono terapie alternative, quali:  le varie metodologie mirate proprie della pedagogia clinica, la  musicoterapia,lo yoga, il tai-chi,  e tutte le attività fisiche adatte al singolo individuo. Attenzione, ognuno valuti per se,  se va bene a mio cugino non è detto che vada bene a me ,è risaputo che il Parkinson è diverso da individuo e  individuo. Insomma , se ancora ne abbiamo adoperiamo il buonsenso, non abbiamo altro.  Invece no, c’è la possibilità di renderci visibili e attivi per spronare chi ha le capacità e il dovere di farlo, di andare avanti con la  ricerca e con l’aiuto immediato al malato e ai famigliari.  Ecco a cosa serve la giornata della lotta, ecco a cosa è servita la mia marcia di oggi a Venezia.Marcia in solitaria  devo dire perché lungo il percorso dedicato al Parkinson , scarsamente delimitato,di malati non ne ho visti, di associazioni neanche l’ ombra e chiedere informazioni al riguardo, venivi guardato  quasi con sospetto. Alla partenza, dopo aver chiesto a varie persone che indossavano la felpa dell’ organizzazione “ su e zo “ dove si radunavano le associazioni del Parkinson e dopo aver sgomitato tra la folla per trenta minuti,alla ricerca dei miei “ simili “quando mancavano cinque minuti alla partenza,come un cane che insegue l’osso  ho notato un gran numero di palloncini azzurri e bianchi attaccati alla mano di una gentile signora che mi ha spiegato che si partiva assieme a tutti gli altri e che forse era  il caso di aspettare un po’ che il grosso dei partecipanti fosse partito. Un gentile signore li vicino mi scattò delle foto e  scattò in me l’ idea di essere una delle poche parkinsoniane presenti, se non l’ unica. Fine della prima parte.

Bianca

Un piede dopo l’altro

SENTO CHE POSSO FARE UN PASSO,

UN PIEDE DOPO L’ALTRO,

IL  MOVIMENTO AL CERVELLO E’ COLLEGATO,

NON SO SE AVRO’ FIATO,

VOGLIO GIUNGERE AL TRAGUARDO,

UN PONTE DOPO L’ALTRO E

SOTTO  UN CANALE,

SIAMO NELLA PIU’ BELLA  CITTA’ LAGUNARE.

VOGLIO SFIDARE  LA MALATTIA,

GRAZIE ALLA TUA BELLEZZA,

ARRIVERO’ ALLA META,

CARA VENEZIA.

Rorato Bianca Maria

Per “Su e Zo per i ponti” – Corri per il Parkinson – Venezia 2011

Su e Zo per i ponti. A Venezia si corre per il Parkinson

Cari Amici,
in occasione della “Giornata mondiale di lotta alla Malattia di Parkinson “ che si svolgerà domenica 10 aprile 2011 vogliamo sostenere il progetto internazionale “Avanti! Tocca a te! Corri per il Parkinson” coordinato a livello internazionale da “Unidos contra el Parkinson” con sede a Barcellona (SP) e organizzato a livello locale dall’Associazione Parkinsoniani di Mestre Venezia e Provincia.
Lo studio di Pedagogia Clinica GD ha collaborato attivamente con Unidos Contra el Parkinson, portando in Spagna la propria esperienza terapeutica di riabilitazione, come terapia complementare alla terapia farmacologica.
Crediamo fermamente che sia importante porre l’attenzione alle nuove terapie che possono offrire nuove possibilità alle persone con malattia di Parkinson. La Pedagogia Clinica si occupa anche di questo, offrendo risposte nuove e sempre dinamiche.

Info:
La “Su e Zo per i ponti “ accoglie quest’anno il progetto. All’interno della corsa è previsto infatti un tratto del Parkinson ( inizio corsa in Piazza San Marco ,fine corsa ristoro S.Giovanni e Paolo) ogni persona percorrendo questo tratto di 4,5 km contribuirà alla realizzazione dell’obiettivo, fare i 40.000 km del giro del mondo.
Alla fine della corsa insieme alla medaglia della su e zo per i ponti verrà consegnato un adesivo a ringraziamento della partecipazione al progetto Parkinson.

Associazione Parkinsoniani Associati Mestre Venezia e Provincia onlus
Cell. 348 9248317