Dislessia e company: non siamo svogliati!

Sempre più spesso agli incontri con le insegnati, ma anche con molti genitori sento frasi del tipo:

“Non ha voglia di fare niente”, “Si distrae sempre”, “Non è interessato”, “Non sta attento”, “E’furbo”, “Non ha motivazione”, “Non si impegna abbastanza”, ecc… ecc…

Poi, magari (non sempre purtroppo, ho la possibilità di vedere il bambino o il ragazzo e mi accorgo quasi subito che ci sono dei segnali… segnali di qualcos’altro, i segnali di un disturbo tanto fastidioso quanto nascosto… i Disturbi dell’apprendiemento.

Osservate:

La postura è scorretta, non hanno equilibrio, si spostano continuamente sul banco e spostano il quaderno, si strofinano spesso gli occhi, sembra che abbiano uno sguardo vacuo, sono disturbati da una molteplicità di stimoli differenti, dopo un compito sembra che riprendano fiato come dopo una corsa…

Pensate di vedere tutto questo così:

cjfhgdfvdhbchww dbhwevfhw bhdsbchefbhwl bhdbfhdb bhdbhfdbhdbl b dkhbvhebdlvhbe bhdbvhjdbvhj  jdhgvhwliwjdojfndh   bjebdfjhòewk  enfhjehfqòjw jkedfbje bjdbfje nfjehqwokmn kdjnje jfnejnje nfdknf njken bnjf

Quanto ci avete messo per leggerlo BENE?????

Come vi siete sentiti alla fine?

Se ho un disturbo dell’apprendimento faccio fatica, tanta fatica e inoltre  mi sento dire spesso che sono incapace. Che uomo o che donna sarò? Quanto conta il mio benessere e quanto la scuola?

Aiutateli: prima di tutto aiutate tutti a capire che cosa sono i Disturbi dell’apprendimento. Molti non lo sanno.

Una mamma racconta la sua esperienza con uno dei disturbi dell’apprendimento ancora meno conosciuti: la discalculia

Qualche mese fa ho scoperto che mia figlia è discalculica.

Cosa vuol dire? La discalculia è un disturbo dell’apprendimento, come la dislessia. O meglio, è una forma di dislessia che però non crea difficoltà nell’ambito lettura/scrittura ma nell’ambito del calcolo, della matematica… non solo… perché poi alla fine le conseguenze ci sono un po’ in tutte le materie, dove più evidenti dove meno.

Torniamo però indietro alla mia prima frase: “ho scoperto che mia figlia è discalculica”.

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Difficoltà di lettura: che fare?

L’attività di lettura implica lo sviluppo delle seguenti abilità:

Memoria:

L’allenamento sarà sulla:

–       memoria visiva

–       memoria uditiva

Percezione e analisi visiva:

L’allenamento sarà sulla:

Attività di discriminazione di forme

Abilità percezione spaziale e orientamento nello spazio: alto, basso, destra, sinistra, davanti, dietro, percezione del proprio corpo

Abilità fonetica-fonologica:

L’allenamento sarà sulla: respirazione, abilità vocale

Percezione e discriminazione uditiva e sintesi uditiva:

L’allenamento sarà sulla:

Abilità percezione temporale (tempo e ritmi)

Lavoro da sinistra a destra:

L’allenamento sarà sulla:

lettura

Implicazioni del sistema visivo:

Gli occhi, nel corso della lettura, si muovono a scatti. Si spostano da sinistra a destra con rapidi movimenti saccadici alternati a pause di fissazione, cioè momenti nei quali rimangono fermi. Durante i movimenti saccadici, data la velocità con cui vengono compiuti (10-20 msec) non è possibile trarre alcuna informazione dal testo; durante le pause di fissazione invece il lettore acquisisce i dati grafici e li elabora. Le pause di fissazione possono avere durata variabile, in un lettore esperto si attestano attorno a 200-250 msec con fluttuazioni legate al livello di competenza del soggetto e alla difficoltà dei testo. I movimenti saccadici utilizzati nel corso della lettura sono di tre tipi: progressivi, regressivi e di ritorno.

I movimenti progressivi vanno da sinistra a destra e sono estremamente veloci: in 20 millisecondi gli occhi compiono un movimento di 3 gradi, con una conseguente velocità angolare media di circa 150 gradi al secondo.

I movimenti regressivi (o regressioni) vanno nella direzione opposta; sono più rari (circa il 20% dei movimenti lungo la riga), meno ampi, aumentano in relazione alle difficoltà di elaborazione del testo: sono infatti più numerosi nei lettori inesperti oppure nel corso della lettura di materiale complesso o di difficile interpretazione.

I movimenti di ritorno sono quelli che gli occhi compiono al termine della riga per passare a quella successiva; hanno durata di circa 65 msec, con variazioni legate alla larghezza del testo esaminato.

Nel corso della lettura i messaggi raccolti dai bulbi oculari giungono, attraverso il nervo ottico, alla corteccia visiva primaria; ciascun punto dello spazio visto dall’occhio ha un corrispondente punto nella mappa della corteccia visiva primaria. L’informazione viene poi trasmessa a circa trenta diverse aree visive dell’encefalo, altamente specializzate nel ricavare distinti attributi dall’informazione visiva.

L’analisi deve tenere conto delle specifiche modalità dell’atto visivo e della fluidità e precisione dei movimenti oculari. Difficoltà funzionali nel sistema visivo portano a difficoltà nella lettura e scrittura.

Gli aspetti motivazionali:

Anche la motivazione alla lettura gioca un ruolo fondamentale. Quando un bambino fa una cosa volentieri perché gli piace e lo appassiona allora ci sarà un vero salto nell’apprendimento. Esiste una motivazione estrinseca che si ottiene collegando l’attività a qualcosa di piacevole e gratificante (ad esempio letture  Tuttavia è la motivazione intrinseca (quella che viene dal bambino stesso) che risulta determinante. Per stimolare questo tipo di motivazione il bambino non deve vivere una situazione di frustrazione e il compito deve essere inizialmente proposto di facile esecuzione. Solo in seguito lo standard potrà essere vi via alzato.

Implicazione del sistema visivo nei disturbi dell’apprendimento: parte I

Con funzione visiva non si indica la sola capacità di visione, ma ci sono molte altre funzioni coinvolte nei processi legati agli apprendimenti che comprendono aspetti percettivi e cognitivi.

Quando utilizzi i tuoi occhi, molte abilità visive lavorano in contemporanea. Tuttavia, se dovessimo suddividerle in cinque gruppi di abilità specifiche, risulterebbero come segue.

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Disturbi dell’apprendimento e apprendimento creativo

Spesso quando pensiamo al bambino dislessico pensiamo ad un bambino che fa fatica, tanta fatica, che è sempre un passo indietro, che ha bisogno di aiuto. E tutto questo ci porta a pensare che non sia abbastanza intelligente. Grave errore. Il bambino con difficoltà negli apprendimenti è indiscutibilmente intelligente. E ha qualcosa in più, vogliamo di dire di diverso? dagli altri. Come la frase che ho appena scritto… probabilmente grammaticalmente scorretta, ma molto molto chiara 🙂

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