SOS PEDAGOGIA di Giovanna Giacomini

Come posso aiutare mio figlio a parlare?

Posted on: dicembre 28, 2009


La produzione della prima parola è una tappa molto importante nello sviluppo del bambino: viene attesa con trepidazione  ed è accolta con gioia e soddisfazione da parte dei genitori. In realtà, l’articolazione della prima parola non segna l’inizio dell’apprendimento linguistico, bensì è il punto culminante di una complessa serie di sviluppi prelinguistici cominciati alla nascita con il pianto.

CHI PUO’AIUTARE IL BAMBINO AD APPRENDERE IL LINGUAGGIO?

Il bambino impara a parlare soprattutto dagli adulti, in particolare dai genitori che parlano con lui.

QUANDO UN BAMBINO E’UN PARLATORE TARDIVO?

Intorno ai 21 mesi di età, il bambino impara parole nuove con un ritmo molto rapido tale da definire questo momento come “esplosione del vocabolario”. Il ritmo di acquisizione delle parole è molto variabile nei bambini. A 24 mesi i bambini producono in media 300 parole differenti con una variabilità che va da 80 a 500 parole, inoltre sono in grado di formare le prime frasi di due parole.

In situazione di normali abilità cognitive, normale udito e comprensione verbale, ma con una produzione di parole inferiore alle 80 si parla di un bambino “parlatore tardivo”.

In molti casi il genitore può facilitare l’acquisizione del linguaggio e addirittura aiutare il bambino che presenta difficoltà, senza bisogno di estenuanti esercizi di ripetizione. E’importante che i genitori comprendano bene come si forma il linguaggio per capire a che livello intervenire e in che modo. Spesso sento i genitori molto preoccupati del fatto che il bambino non sappia pronunciare correttamente le parole. E pensa che come ogni altra cosa il linguaggio si apprenda con la ripetizione. Non che in sè sia sbagliato, ma non è certo questa la strada dell’apprendimento. E’come se qualcuno volesse insegnarci ad andare in bicicletta insegnandoci solo a muovere le gambe in un certo modo.

Parlare è un’attività complessa. Per poter comunicare con qualcuno sono necessarie alcune abilità: quella di poter produrre i suoni – vocali e consonanti – e di unirli variamente insieme per formare le parole (abilità neuromotoria-articolatoria). Quella di ascoltare e percepire i suoni e di comprendere le parole dette dagli altri (abilità uditivo-percettiva e cognitivo-linguistica). Infine, ma non da ultimo, quella di interagire con le altre persone perché si ha la voglia di farlo (motivazione comunicativa), ma anche perché c’è qualcuno che ci ascolta e che ci parla (esperienza linguistica).

E non bisogna accanirsi su uno di questi aspetti trascurando tutti gli altri. E cosa fare invece?

La motivazione comunicativa:

Il registro dell’adulto

  • Utilizzare enunciati semplici
  • Riferirsi alla situazione in corso
  • Utilizzare tutta la comunicazione non verbale per sostenere l’espressività del discorso (i gesti per mostrare e descrivere; la mimica facciale; l’intonazione e il ritmo)
  • Utilizzare un tono enfatico per dare la sensazione del gioco
  • Mettersi all’altezza del bambino
  • Ascoltare il bambino e restituire al bambino un modello più preciso
  • Non dimenticare mai la pausa: l’adulto parla con il bambino e fa delle pause, introducendo in questo modo un invito a prendere parola. Anche quando il bambino non produce alcun suono, queste comunicazioni lasciano dei “vuoti” e appaiono come pre-forme dei dialoghi successivi. (Turno dei ruoli)

Attenzione! Il linguaggio non deve mai essere fisso. Il linguaggio dell’adulto deve seguire una evoluzione spontanea che precede i progressi del bambino. Una fissità di linguaggio bloccherebbe o per lo meno ostacolerebbe il progredire delle acquisizioni del bambino.Continuare a usare un linguaggio infantile con un bambino che sta crescendo significa andare nella direzione contraria al progresso.

Un’attività quotidiana che preveda:

- lettura  di una breve fiaba o racconto

- gioco del far finta, travestimento, vestirsi/svestirsi, sequenze di azioni da svolgere

- bambole o burattini come strumento per stimolare a parlare

L’abilità uditivo-percattiva:

Il corpo diventa fonte di rumori da esplorare: la voce, la parola, il canto, il battito del cuore, il respiro, il silenzio.

Imitare un suono con la voce o mediante oggetti o strumenti implica da parte del bambino un ascolto molto attento. Le proposte sonore devono alternarsi con l’esperienza visiva che le rinforza. Alcuni rumori, come quello del telefono, della sveglia, ecc. possono essere ricercati nell’ambiente usuale in una sorta di caccia al tesoro. I suoni della natura possono essere riprodotto attraverso la manipolazione di oggetti di vario tipo: barattoli, tubi, legnetti, cartone ondulato, scatoloni, mestoli, coperchi, cucchiai, bacinelle ecc…

Le filastrocche sono raccontate dall’adulto che, tenendo il bambino sulle ginocchia, lo fa saltellare. Mentre si scandiscono le frasi è necessario sottolineare in modo divertente il significato delle singole parole. Possono essere animate, muovendo le singole dita, la mano, usando la mimica facciale.

L’ascolto di tipo passivo non richiede una partecipazione attenta da parte del bambino che può abbandonarsi all’attività in corso pur esperendo indirettamente l’effetto stimolante della musica. In esso giocano un ruolo primario le sensazioni vibratorie e l’induzione motrice generata dal ritmo.

L’ascolto di tipo attivo implica una completa partecipazione corporea e l’attivazione dei processi mentali, in particolare di quelli attentivi dovuti ad un incremento dell’attività cerebrale. L’ascolto non deve essere continuo, perché in tal caso rischia di creare confusione e di incorrere in un’abitudine allo stimolo, al disinteressamento, alla perdita del gusto e del piacere dell’ascolto.

L’abilità articolatoria e fonetica-fonologica:

Si tratta di far giocare i bambini con i suoni, variando la lunghezza del suono:

Es: posti uno di fronte all’altro a due metri di distanza. Uno dei due emette un suono (per esempio la A) così che l’altro possa avanzare fintanto che sente il suono. Quando non si sente più il suono bisogna fermarsi.

variare l’altezza del suono Es: produrre un suono (per esempio la A). gridando (per aumentare l’intensità salire sopra una sedia), sottovoce, normalmente, ecc…

variare il ritmo Es: produrre un suono in associazione al ritmo (di un tamburello, di un fischietto, del battito delle mani, ecc…)

Esercitare la bocca, la mascella,  la mobilità della lingua, i muscoli facciali Es: pernacchie, soffi, strumenti a fiato, linguacce, ecc…

Migliorare l’abilità respiratoria Es: inspirazione naso- espirazione naso, inspirazione naso- espirazione bocca,  inspirazione bocca-espirazione bocca, inspirazione bocca-espirazione naso

La respirazione si può associare a giochi motori. Es: quando si inspira alzare le braccia, quando si espira si abbassano.Es: Gioco Acchiappami. Mentre si è fermi si inspira. Quando si espira ci si può muovere.

Spegnere candeline, far volare pezzetti di carta, strumenti a fiato, gara delle palline (soffiando), bolle, far tremare la fiamma di una candela senza spegnerla..

Esprimere emozioni con la voce (singhiozzare, balbettare, bisbigliare, lamentarsi, piangere, gridare, sussurrare, fischiettare, ridere, …)

Mimare con la voce (verso degli animali, suoni della natura, mezzi di trasporto, altri suoni)

Questi sono solo alcuni giochi, ma spero possano essere uno spunto efficace per i genitori che vogliono aiutare i propri bambini. Naturalmente in tutte le situazioni più complesse è necessaria anche una buona diagnosi del problema per scegliere in  che modo è meglio intervenire e se è necessario anche un intervento terapeutico.

About these ads

201 Risposte a "Come posso aiutare mio figlio a parlare?"

ciao mi chiamo flavia ti scrivo per la figlia di una mia amica che ha dei problemi nel parlare e motori vorrei aiutarla a parlare meglio la bambina ha 13 anni e parla come una bambia di 4 ed e molto timida mi sono presa degli appunti qui sopra ma vorrei un consiglio piu approfondito per come posso aiutarla dato che qui a pomezia non c’è posto per un petagologo aspetto una sua email per ora la ringrazio e la saluto

Risponderò privatamente al suo indirizzo mail

Buon giorno Dottoressa, mi chiamo Alina e sono una mamma di un bimbo, (Alex di 3 anni e mezzo) leggendo qui tutte le storie delle altre mamme a volte mi trovo nelle varie situazioni. mio figlio ha difficoltà nel parlare, pronuncia poche parole, molto spesso mi succede che neanche non lo capisco su quello che vuole dire, non riesce a dire la R e la L questo problema lo sto vivendo molto male. Già da quando aveva 2 anni avevo parlato con la pediatra, lei mi ha detto di non preoccuparmi perché prima o poi dovrà iniziare..invece niente. Lo vedo abbastanza sveglio, a modo suo conosce quasi tutte le marche delle machine, conosce le lettere, i numeri, i colori, però non più di tanto sto vivendo con questa anzia da 1 anno e mezzo e a volte sto male quando vedo bimbi più piccoli di lui che si esprimono molto meglio. Mi sarebbe molto utile un suo consiglio su quello che posso fare… Vorrei sapere a che medico lo posso far vedere.. ringrazio con tutto il cuore per la sua risposta.

Buongiorno Alina,
capisco cosa si prova perchè incontro moltissime mamme con le sue stesse preoccupazioni. La prima cosa seppur scontata è quella di rimanere sereni e propositivi. I bambini ci “sentono” e un clima positivo aiuta sempre lo sviluppo.
Per quanto riguarda la pronuncia. La R non mi preoccupa. E’ un suono che si presenta tardi anche intorno ai 5 anni. Per quanto riguarda la L invece potrebbe essere utile controllare lingua e frenulo. Chi può fare una valutazione? Può rivolgeresi ad un foniatra anche privatamente in modo da non dover attendere a lungo. Le potrà subito dire se da un punto di vista fisiologico va tutto bene e se eventualemente si tratta di un po’ di ritardo. A questo punto si possono fare delle considerazioni. Ma se ha un dubbio e questo dubbio è molto persistente allora piuttosto consiglio di togliersi il dubbio e non generare ansie magari inutili.
Un caro saluto

buanasera mi chiamo fabiola.ho un bimbo di 3 anni e mezzo il mio problema e’ che lui non parla ancora bene.bambini della sua eta’ gia sono molto avanti con il linguaggio .tante volte quando parla non riesco a capire cosa voglia dire e mi trovo in grande difficolta,vorrei qualche consiglio per migliorare la situazione grazie.

Carissima Fabiola, inizio la mia risposta precisando che in questa sede mi è possibile solo fare delle ipotesi, non conoscendo il bambino, la sua storia, le tappe evolutive e così via. mi riferisco alle sue parole “non parla ancora bene” e “non riesco a capire cosa voglia dire”. In questo caso è utile porsi delle domande:
- ci sono stati o ci sono difficoltà nella masticazione? Per esempio: mastica poco volentieri, assume ancora pappe poco consistenti, chiude bene o male la bocca, è presente una frequente salivazione? In alcuni casi infatti il bambino potrebbe avere difficoltà ad articolare per insufficienza dei muscoli buco-facciali o altre problematiche. Potrebbe essere utile lavorare sul tono muscolare generale e del viso, sull’articolazione e la masticazione.
- pronuncia con difficoltà alcuni fonemi in particolare? P e T? F e V?o altri? Ricordiamoci che la S e la R compiano più tardi anche intorno ai 4 anni e 1/2 in modo completo. In questo caso bisogna fare alcuni approfondimenti se non sono già stati fatti: esame audiometrico. Pone attenzione al volto dell’adulto quando parla? Confonde o sostituisce i fonemi?
-Si accosta volentieri al linguaggio orale? Ascolta e apprezza storie? C’è comprensione del linguaggio dell’adulto? E’ inibito?
- Come sono le altre acquisizioni? Lo sviluppo motorio? Il sistema visivo?
E’importante una buona analisi della situazione per capire come aiutare un bambino. Se in linea di massima si tratta di un aumento del vocabolario può essere utile far vedere al bambino il nostro volto quando parliamo, leggere storie associate ad immagini. Oppure far toccare al bambino il nostro volto per fargli toccare le parti che si muovono nell’articolazione di un suono (il bambino infatti impara molto “per via tattile”. Ricordiamoci che da piccoli i bambini devono manipolare gli oggetti per capire come sono). E’ altrettanto importante non sottovalutare le difficoltà ed eventualmente rivolgersi a qualche professionista per avere un parere ed eventualmente intraprendere un percorso di riabilitazione.
Un saluto al suo piccolo!

Salve dottoressa le scrivo per la mia bambina che ha 22 mesi. Abitiamo in irlanda ma a casa parliamo italiano.Guardiamo pero’ molti cartoni istruttivi solo in lingua inglese, leggiamo libri con figure in inglese ( il suo gioco preferito e’ indicare le figure e io devo dirne il nome). Facciamo giochi con lettere e numeri. Ancora non parla. dice solo mamma da alcuni mesi e da una settimana a volte dice STAR, CAR, APPLE . Non riesce a dire nemmeno papa’… dice mamma al posto di papa’. Lo so che e’ confusa per il bilinguismo e che le devo dare tempo; il fatto e’ che l’impossibilita’ di esprimersi le causa molta frustrazione che sfocia in aggressivita. si picchia da sola e picchia me e le cose perche’ non riesce a esprimere a parole rabbia, stanchetta, tristezza e frustrazione. Ho letto i suo articolo e credo di fare molte delle cose che lei ha descritto. Quando fa i suoi discorsi nella sua lingua, che non ha sembra ne inglese ne italiano, ( tipo fa finta di parlare al telefono) fa pause durante i suoi discorsetti, incalza il tono della voce come se stesse spiegando le cose. pero tutto si ferma li’.. e’ come se avesse un blocco. Vorrei sapere se secondo lei devo fare qualcos’altro o darle piu tempo. A settembre avra’ 2 anni e mezzo e la mandera’ alla scuola materna part time ( qua il part time all’asilo e’ molto popolare.. anche perhe’ ha dei costi abbastanza elevati) cosi’ potra’ stare con altri bambini che parlano inglese e interagire un po di piu. aspetto la sua risposta. grazie

Buongiorno,
credo che l’inserimento a scuola sarà molto positivo.
In questi casi sarebbe una buona cosa scegliere una lingua “dominante” e cocentrarsi su quella sforzandosi di utilizzarla in maniera esclusiva. La seconda lingua sarà più facile quando la prima è un po’ più consolidata almeno a livello fonologico.
Cercate di ricominciare da zero. Non tanto dalle parole ma dai suoni e dalla loro impostazione fonetica. Dopo l’inserimento è possibile valutare la situazione e in quel caso se non si evolve prendere in considerazione un possibile intervento.
Un caro saluto dall’Italia

Ciao, Mi chiamo Cosmina. Mia foglia di 2ani e 4 messi parla molto poco.Devo dirti che io sono rumena il padre e italiano e viviamo in Cina. Di 2 giorni a cominciato anche andare a un azilo cineze.
In casa parliamo italiano ma lei sente anche il cineze, rumeno e anche ingleze.

Eh sì in effetti questa è una situazione di confusione di registri. Il bambino ha bisogno di uno e uno solo stabile di riferimento. Poi su quello potrà costruire tutti gli altri. Cercate di parlare con lui in una unica lingua, che sia rumeno o italiano. Il problema tuttavia dovrebbe risolversi, certo è che potrebbe essere un po’ più lento inizialmente degli altri bambini perchè gli è richiesto uno sforzo maggiore. Ma niente paura! :-)

salve dottoressa ankio ho lo stesso problema con mio figlio che compira due anni a breve . io sn italiana , mio marito americano e viviamo a New York. premesso che io gli parlo esclusivamente in italiano e mio marito in inglese perke vorremmo tanto ch e imparasse a comunicare in entrambe le lingue ma fino ad oggi Gianluca parla poco o niente rispetto ai suoi coetanei che hanno un vocabolario molto ricco.e un bambino un po pigro in tutto e anke un po timido.credo ci senta benissimo( e cque a breve mi togliero ogni dubbiofacendogli fare un esame uditivo), e sfuggente e nn mi ascolta .ma la cosa che piu di tutte ,dottoressa ,mi preoccupa come mamma e che spesso ho l impressione che nn mi capice quando gli parlo mi guarda come se stesse con la testa altrove .per il resto dice al massimo12 o 15 parole piu o meno corrette e poi isa un linguaggio incomprensibile ma direi molto “scorrevole “. secondo il suo parere dovrei consultare uno specialista in logopedia. aspetto con estrema ansia una sua risposta e la ringrazio con antivcipo e mi perdoni se mi sn dilungata troppo. grazie

Buongiorno,
qui ci sono sicuramente vari fattori correlati: il bilinguismo di per se stesso che in alcuni bambini si associa ad un ritardo nel linguaggio, ma anche la parte affettiva (pigrizia, timidezza… hanno a che vedere con la componente più affettiva che cognitiva). Sicuramente è bene procedere nell’ordine con un esame dell’udito. Successivamente è da prendere in considerazione soprattutto quello che scrive a proposito della non compresione. Se la comprensione dovesse essere deficitaria naturalmente anche la produzione (che è successiva) ne sarebbe compromessa. Vad aa fondo soprattutto su questo aspetto per fare chiarezza e capire se effettivamente il bambino non comprende ed eventualemente perchè (confuzione linguistica, difficoltà cognitiva, ecc…).
Un caro saluto

salve,vorrei esporvi un mio problema. Ho un bambino di 11 anni ( terzo di 4 figli) ha problemi nell’esprimersi, nel leggere. Ho provato più volte a spiegargli che quando parla o legge non deve andare di fretta e deve muovere bene la bocca e la lingua. Forse ho sbagliato a dirgli questo ma nn s’ho proprio come fare anche perchè lui non collabbora anzi, si offende. se può darmi un consiglio mi farebbe un enorme piacere. grazie

Purtroppo non è facile darle dei consigli. Mi servirebbero maggiori informazioni. Mi viene da chiederle. Ha osservato se respira correttamente o va in apnea mentre legge? Ha delle difficoltà nell’articolare i suoni o nel riconoscere i grafemi tipo inversioni di suoni simili, raddoppiamenti, o tende a contrarre parole lunghe o inventarne la parte finale?

salve ho un bimbo di due anni e mezzo

il mio Liam ha 30 mesi e parla pochissimo,poche parole,tanti suoni ma icomprensibili!!frequenta il nido da 2 mesi ,e sono un po’ preoccupata!

Buonasera, consiglierei di aspettare un pochino e tra 6 mesi circa eventualmente consultare un logopedista. Cordiali saluti

buon giorno.Il mio bambino ha due anni compiuti il 6 gennaio e ancora non parla. Aveva cominciato a parlare intorno a un anno ,diceva mamma,pappa,yogurt,banana,babo(bravo),poi a smesso.Adesso dice alcune parole,dice papà,mamma,otto,però molto raramente.Capisce tutto e se ha bisogno ti tira per mano e ti porta dove vuole.Sono preocupata,anche se il pediatra a detto che parlerà,che non devo preocuparmi.grazie

Buongiorno. Anch’io credo che non debba preoccuparsi almeno per il momento. Cerchi di stimolare il bambino, di non parlare al posto suo, altrimenti non avrà voglia di farlo spontaneamente. Provi a giocare con lui ancora con i suoni e i rumori, così che senta che comunicare può essere un gioco divertente e non una prestazione che gli viene chiesta. Quando avrà compiuto i due anni e mezzo se la situazione rimane la stessa provi a consultare un logopedista, almeno per avere un parere professionale ulteriore. Cordiali saluti

ciao,volevo sapere se il tuo bambino si e’ sbloccato visto che anch’ io mi trovo con lo stesso problema e sono molto preoccupata.
grazie tanto.

Ciao.Il mio bimbo e stato diagnosticato con “disturbo pervasivo dello sviluppo”,a gennaio abbiamo iniziato la terapia comportamentale aba,e migliorato tantissimo,adesso capisce tutto,segue le istruzioni,parla con frasi di 3-4 parole,certo,rispetto ai bambini della sua età e un pò indietro ,ma sta migliorando.Per me il più grande segnale che qualcosa non andava e stato il fatto che non guardava negli occhi e non so girava quando lo chiamavo.Adesso va meglio,ogni giorno fa progressi.Da settembre,oltre a fare aba,cominiciamo a fare logopedia.Se hai bisogno,il mio indirizzo e-mail e :vbilt66@yahoo.it

salve,io ho un problema con mia figlia che ha 10 anni.dopo anni di 6 a scuola dati per stimolarla e non per merito mi sono stancata e ho deciso di mettermi vicino a lei e di aiutarla nello studio. Spesso e volentieri stiamo dalle 14 alle 18 sui libri a studiare, premesso che frequenta la classe 5, dopo tutto questo tempo e altri giorni a ripetere lo stesso compito fino al giorno dell’interrogazione,mi sono sentita dire dalle maestre che mia figlia in classe alle insegnanti dichiara di non aver studiato anche se la lezione a me l’ha ripetuta più volte. Cosa posso fare per aiutarla a dirmi perchè si comporta così?

Buongiorno Debora, non è facile rispondere alla sua domanda perchè molto probabilmente sono molte altre le variabili da tenere in considerazione. Come vive sua figlia il rapporto con la scuola? Con le maestre e i compagni di classe? Come si comporta in altri ambiti sociali come lo sport e il tempo libero? qual è il suo vissuto rispetto al fatto di non sentirsi autonoma nel fare la propria attività? Capisco la sua preoccupazione, ma la invito anche a tener presente che il prossimo anno sua figlia andrà alle scuole medie ed uno dei requisiti di base, il più importante per poter accedere allo studio è l’autonomia. E’importantissimo quindi riuscire a condurla verso questo obiettivo, prima che la mole di lavoro sia ancora maggiore. Se desidera altre informazioni mi scriva eventualmente un messaggio nella posta privata. Un caro saluto

salve,vorre esporle il mio pensiero piu’ grande che mi affligge, ho un bambino di 22 mesi e dice poche paroline ad esempio mamma, babbu, papa’, i versi di alcuni animali,azie(grazie)zi(si)aa(ciao)aei(acqua).Lui è iperattivo, fa tutto quello che gli chiedi di fare(ad esempio prendimi una cosa in camera ecc)e nonostante non frequenti nessun nido lui interagisce con gli altri bambini con molta gioia,gioca tanto con il nostro cane ed è sempre pronto ad ogni cosa,se te non lo capisci o ti indica o ti prende per mano e ti porta dove dice luui

Penso proprio che questo bambino abbia tutta la voglia di comunicare. E questo è sicuramente un grandissimo punto di partenza. Nello sviluppo del linguaggio nonostante esistano delle tappe è facile vedere che molti bambini procedono seguendo uno sviluppo proprio del tutto personale. Non preoccupatevi ed aiutatelo sempre in questa sua voglia di esprimersi con forti incoraggiamenti così che non senta mai il limite, ma solo la possibiltà. :) se durante il terzo anno di vita presenterà ancora delle difficoltà a quel punto chiedete un parere professionale. A volte magari bastano pochi incontri per “sbloccare” il linguaggio. Un abbraccio!

salve,mio figlio 3anni 7mesi bambino vispo e vivace,ma nn parla correttamente piu’ che altro nn riesco a discutere con lui.nn si capisce sempre bene e usa di rado verbi.spesso si infervora nel gioco e nn si capisce nulla di quello che dice.all’asilo si isola nn gioca con gli altri,mentre a casa gioca con la sorella,5,e altri bimbi.disegna,preferisce barche,moto,e la figura umana appare allungata con occhi,bocca,naso,braccia mani,gambe piccole e piedi
tipo barbapapa’!predilige il colore blue.
interagisce al gioco con gli adulti,a lui ormai famigliari.
lvuole che gli leggiamo le favole e ascolta volentieri.
il problema e’ a scuola,le maestre dicono che nn collabora come gli altri,e il fatto che x l’eta’ che ha nn riesco(ma nn solo io)a parlare,domanda risposta continui,cioe’ nn si instaura un dialogo.
la ringrazio anticipatamente di una sua risposta

Buongiorno Roberta, da quello che mi racconta mi sembra di capire che il problema del linguaggio possa essere legato più che ad una cattiva articolazione o dislalia o altro, piuttosto alla sfera emotivo-affettiva. Mi spiego meglio. Dalle informazioni che mi ha dato (si infervora nel gioco, si isola con i coetanei, preferisce bambini o adulti che gli sono familiari…) sembra che le difficoltà si possano riscontrare nella gestione delle emozioni, nella maturità psico-affettiva del bambino. quindi il linguaggio che matura di pari passo con l’area motoria e del sè ne risente, rimanendo probabilmente immaturo. Naturalmente posso solo darle un’impressione di massima in base a quanto lei racconta. ci sarebbero molte altre questioni da approfondire, ma sicuramente vista l’età del bambino non va sottovalutato, nè tantomeno però bisogna preoccuparsi. Anzi. E’importante lasciare ampi spazi di silenzio al bambino nei quali possa inserirsi, aspettando che l’emozione del momento che può prendere il sopravvento passi. Quindi lunghe attese nelle quali far capire al bambino che non c’è fretta e che si attende una sua risposta, senza che questa sia anticipata.
un abbraccio

Buongiorno,sono una mamma di una bimba di 10 anni che frequenta la 4 primaria.Sono un po disperata perchè dopo una valutazione dall’ompia lo scorso anno precisamente aprile 2010 alla bambina le è stata dignosticato un disturbo misto del’apprendimento da gennaio abbiamo iniziato un percorso con frequenza bisettimanale dalla logopedista. Ho notato un leggero miglioramento nella scrittura ma per quanto riguarda il calcolo è un disastro vero e proprio. Ho messo ha conoscenza le insegnanti del problema di mia figlia compresa la dirigente scolastica con relativi certificati ma ad oggi a distanza di un anno non ho avuto nessun aiuto da loro e nessun accortezza nei confronti della bimba,in italiano le vengono sempre corretti tutti gli errori di ortografia su un tema ,non tenendo conto del pensiero che la bambina cerca di esprimere con grande difficoltà non parliamo di storia e geografia,perchè la bambina ha difficoltà a trovare le parole per esprimersi facedole subentrare la vergogna nei confronti della classe,la matematica un disastro vero e proprio il programma è andato avanti ma mia figlia riesce a fare solo operazioni con il + e il – non si capisce i problemi le equivalenza,il nulla.Mi sento io come madre demoralizzata e impotente nei confronti di mia figlia. Sono stanca di non essere ascoltata dalle insegnanti con il risultato che mia figlia piange sempre e mi chiede di non mandarla a scuola. La psicologa mi ha detto di cambiarle scuola ma ho paura che sia uguale dappertutto. LE CHIEDO UN CONSIGLIO. come posso pretendere che le insegnanti considerino questa” problematica” e aiutino invece di peggiorare la situazione ? la ringrazio fin d’ora Monica

Buongiorno Monica,
la situazione che mi descrive PURTROPPO non è insolita. E’ molto difficile riuscire a sensibilizzare la scuola e spero che in questo lei non sia sola. Di solito vengono organizzati degli incontri programmati con noi professionisti insieme a genitori e insegnanti proprio per stabilire come intervenire nei vari ambiti. La riabilitazione infatti non è una delega all’esterno, e ogni educatore, compresa la scuola, ha il suo compito da portare avanti. Soprattutto con bambini che hanno maggiori difficoltà. L’attenzione deve e sottolineo deve essere costante. Se non è già stato fatto chieda ai professionisti che la stanno seguendo di contattare la presidenza della scuola e fissare gli incontri con gli insegnanti. Lei non può e non deve essere sola.
Solo una perplessità. Mi dice che la bambina è seguita da una logopedista. Si tratta di una professionista che ha conseguito una specializzazione nei DSA? Perchè un logopedista è sicuramente di aiuto soprattutto nel passaggio da linguaggio parlato a linguaggio scritto, ma poi quando si tratta di disturbi degli apprendimenti il lavoro è molto più complesso e richiede una preparazione specifica, come ad esempio nell’area logico-matematica, ma anche nello sviluppo delle funzioni che solitamente in questi bambini sono carenti: funzione temporale, spaziale e via dicendo alla base degli apprendimenti. Nonchè un lavoro sulle strategie cognitive e sulle funzioni esecutive.
Un caro saluto

Gent.Dott Intanto la ringrazio per avermi dedicato una parte del suo tempo. Le dico innanzitutto che ho chiesto di organizzare un incontro ma la risposta è stata vaga, nel senso che secondo la psicologa,dovevano essere le insegnanti a chiamare e preoccuparsi della situazione e che se volevo mi avrebbe dato il numero di telefono,e che comunque non poteva obbligare le insegnanti ad usare metodi appropriati,da qui il suggerimento di cambiarle la scuola,ma io non sono stata e non sono d’accordo ,come dire allora arrangiati!!! io ho interpretato cosi’ il discorso.
Per quanto riguarda la logopedista non so risponderle è stata sempre la psicologa a mandarmi da lei l’unica cosa che le posso dire e che non è stato fatto niente in questi mesi per la discalculia nonostante sui referti ci fosse scritto “intervento immediato”e nemmeno su altre funzioni da lei descritte e ha scuola continuano a impedirle di usare strumenti tipo la calcolatrice,giustificando il fatto che cosi’ fa del male solo a se stessa e che si deve sforzare.
A me sembra veramente strana anche la spiegazione della logopedista che ha risposto alla mia domanda del perchè non si era fatto nulla per l’area matematica dicendomi che per le elementari non ci sono interventi riabilitativi ma che incominciano dalla scuola secondaria. Ho cercato di cambiare ASL ma i tempi di attesa sono veramente lunghi e vorrebbe dire perdere altro tempo prezioso.
Il 31 maggio ho un incontro con la logopedista e la psicologa come posso “puntare i piedi” e far capire loro che non sono una mamma che accetta in silenzio ?
La ringrazio di cuore Monica

Mi scuso per la tardiva risposta. Come sono andate le cose? Purtroppo non credo le abbiano dato le informazioni corrette. Non è vero infatti che non si può fare nulla nell’area logico-matematica per il livello della primaria. E sicuramente non si può pensare di cambiare la scuola. Che messaggio daremo in questo modo alla bambina?

Buongiorno,sono una mamma preoccupata perchè ho un bimbo di 20 mesi che ancora non parla.Ripete solo mamma e papà e poi non dice più nulla.E’ capitato che dicesse gg..gazie(grazie),nanna,pappa,ma solo 1-2 volte e dietro mio invito.Conosce il significato di molte parole,ma,per farsi capire, piange e basta e si aspetta che qualcuno capisca i suoi bisogni e lo accontenti.Io ogni volta che gli porgo qualsiasi cosa ne specifico il nome,cerco di mostrargli e leggergli le immagini sui suoi libri,gli commento sempre le situazioni.Ho paura di non riuscire a fare un buon lavoro con lui,ho come un senso di colpa.Cosa mi consiglia di fare? Grazie

Cara mamma preoccupata! Basta preoccupazione! E’ proprio questa che a volte non ci aiuta! Come i sensi di colpa… Che non deve avere! Innanzi tutto la rincuoro. molti bambini hanno iniziato tardi a parlare e recuperato molto in fretta!! :)
Sta facendo un buon lavoro! Sottolineo solo “piange e basta e si aspetta che qualcuno capisca i suoi bisogni e lo accontenti”. Sono sicura che qualcuno pronto a tradurre ogni suo piccolo sforzo ci sia. ma è importante imparare a dilatare questi tempi del bambino e saper aspettare. Perchè altrimenti dovebbe cambiare qualcosa se ha imparato che in questo modo ottiene ciò di cui ha bisogno? ASPETTARE. Questa è la formula magica per voi genitori, e nonni. :) Dilatare i tempi di risposta. In modo che il bambino possa provare a trovare una nuova strategia per soddisfare i suoi bisogni… tra cui il linguaggio.

mio figlio di 2 anni non parla non dice ne mamma ner papa quando vuole parlare dice solo mmmm tutte le cose per lui si chiamano mmm come posso aiutarlo grazie una mamma molto preoccupata

Cara Francesca, in questo caso mi sembra sia importante almeno una vsita di controllo. In effetti dovrebbero essere presenti almento le bisillabe con lo stesso suono come mamma, pappa, tata, ecc…
Un abbraccio

Salve Dott.ssa Giacomini,
sono mamma di tre figli. Il problema della “parola” si è manifestato sia nel primo figlio (risolvendosi spontaneamente a 5 e mezzo), che nel secondo circa dai due anni. Hanno iniziato a dire le prime paroline tra gli otto mesi e l’anno di età entrambi, ma (secondo me) all’arrivo della televisione nella loro vita tutto si è fermato o estremamente rallentato!
Il secondo ora ha tre anni e mezzo e sta aumentando il suo “vocabolario” lentamente. L’unica cosa in comune, prestano poca attenzione quando si rivolge loro la parola(ormai il più grande non ha più problemi!). Non ho l’impressione che sentano poco, ho l’impressione che siano molto distratti e pigri!!! Hanno due caratteri estremamente diversi. Il primo è calmissimo, il secondo è molto vivace. Sono una mamma fin troppo presente, forse diventa una nota negativa ed in casa si una quasi sempre un tono pacato!
Mi potrebbe aiutare?
La ringrazio.
Patrizia

Cara Patrizia, sicuramente come ha evidenziato la televisione non aiuta. Non è che di per se stessa sia negatva, ma dipende da come la si usa. Sicuramente sono preferibili programmi o cartoni animati, lenti, ma dove i personaggi parlano in modo chiaro e comprensibile. Poi andrebbe guardata insieme ai bambini e le parole che si incontrano durante la visione dovrebbero essere riprese dal genitore che dovrebbe mostrare al bambino la pronuncia e trovare insieme a lui i significati della parola a seconda dei contesti. Mi spiego meglio, se nella storia il bambino sente parlare di, per esempio, “giocoliere”, possiamo una volta spenta la televisone fargli sentire il suono della parola, cercare la parola sull’enciclopedia di internet, mostrargli figure ecc per destare in lui interesse, curiosità e motivazione ad apprendere.
Credo che solo creando un clima di curiosità intorno a loro sia possibile stimolarli in questo senso e promuovere un apprendimento.
Un caro saluto

Gentile dottoressa,il mio bimbo a maggio compirà 3 anni,ed il suo problema è che anche se è un bimbo che ripete ciò che dici e spesso e volentieri si butta a rispondere alla maggior parte delle domande che uno gli pone e gioca molto facendo fare molti discorsi ai propri giocattoli, tende a pronunciare tutto abbastanza male.Inoltre lo reputo anche abbastanza intelligente sa i numeri fino a 12 sia in italiano che in inglese(o almeno ci prova) e sa l’alfabeto in inglese (frequenta una scuola bilingue); a livello motorio è più che agile e per quanto riguarda l’espressività visiva e nel gesticolare è più che ok.e risproduce spesso i versi degli animali.Le sembrerà esagerato il mio intervento ma il fatto è che confrontandolo agli altri bimbi della sua stessa età noto che le parole nn riesce proprio a pronunciarle bene…il mio sbaglio è sicuramente nel riprenderlo per correggergli continuamente le parole facendogliele ripetere ma nn ne posso proprio fare a meno.Avevo pensato di farlo intanto vedere da un logopedista..lei cosa mi può consigliare?che tipi di esercizi o cmq che tipi di giochi potrei fagli fare?Non sono generalmente una madre ansiosa anzi… ma proprio perchè lo reputo un bambino sveglio e abbastanza intelligente nn capisco questa sua mancanza nel linguaggio.Grazie dell’attenzione cordiali saluti .Claudia.

Gentilissima, penso che il tutto si spieghi nella frase “frequenta una scuola bilingue”. Infatti secondo alcuni studi recenti si è visto che in alcuni casi il bilinguismo può essere responsabile di difficoltà e ritardi nello sviluppo del linguaggio. Un bambino a cui viene chiesto di imparare contemporaneamente due lingue è sottoposto a un notevole sforzo, in quanto deve immagazzinare ben due sistemi lessicali e sintattici differenti con la capacità di distinguere in quale contesto utilizzare determinati vocaboli e in quale quelli dell’altra lingua. Il bambino bilingue normalmente inizia a parlare un pò più tardi rispetto ai suoi coetanei. Questa situazione può preoccupare molto i genitori ma bisogna fare lo sforzo di ricordarsi che il ritardo è solo provvisorio, e intorno all’età di quattro o cinque anni, il distacco dai coetanei sarà impercettibile.

Salve il mio secondo figlio ha 2 anni e 4mesi ,fino a 16 17 mesi si comportava normalmente ,anche se caratterialmente è un bimbo timido e silenzioso ,ho sempre detto che è un calmo apparente ,che cova invece tanta rabbia ,che sfoga su di me,ha iniziato a dire mamma e papà verso quei mesi e iniziava anche a dire puzza,acqua ecc poi ad un altro si è azzittito ,tutti mi dicevano che era un periodo che ci sono bimbi che parlano poco o iniziano tardi ma la cosa che mi preoccupava e che io lo chiamavo ma lui non si girava eppure alla nascita il test per l’udito era positivo,5 mesi ho iniziato a prenotare per gli esami e dopo attese e burocrazie finalmente è stato sottoposto ad esami audiometrici, il mio bimbo aveva un udito con 40 decibal ,dovuto a dei muchi che gli facevano da tappo,mi hanno una cura per un mese e sottoposto nuovamente ,il risultato però questa volta ha rilevato un udito normale .Nonostante ciò la settima successiva siamo andati da una neuropsichiatra la quale mi ha detto che forse è presto per diagnosticare un eventuale problema di comportamento ,potrebbe essere un bimbo oppositivo e avere avuto dei problemi di isolamento ,gli ha prescritto delle psicomotricità per 180 giorni 3 volte la settimana .Attualmente ne ha fatte 8 ,è sempre un arrabbiato ma se ora sale su una sedia e io gli dic scendi lo fa ,ecc anche se il suo sguardo è discontinuo e spesso se lo chiamo non viene ,però se gli dico vuoi il biscotto corre ,è un bimbo autonomo per la sua età mangia da solo e non hai mai portato il ciuccio ,,,,,,,,grazie

Gentilissima Maria,
grazie per questa testimonianza. Sono sempre utili le vostre esperienze magari per mamme e papà che vivono situazioni molto simili alla vostra. Sono sicura che il percorso di tipo psicomotorio vista l’età del bambino sia stata la scelta migliore. In base alla mia esperienza le posso dire che ci vorrà del tempo ma non bisogna mai mollare. Soprattutto ne approffitto per ribadire a tutti i genitori che quando si intraprende un percorso è necessario avere la costanza per affrontarlo. Perchè ci saranno le feste, le visite dei parenti, la tosse e mille altre cose che potranno impedire di essere presenti agli appuntamenti. Ma un percorso discontinuo è un perocorso del tutto inefficace. Ci sono tante brave mamme e papà e nonni che si impegnano molto!
Per quanto la riguarda non trascuri il suo vissuto personale nei confornti del bambino. Pensi anche ad un percorso per se stessa, a saper trovare degli spazi per sè, al suo benessere di mamma e soprattutto di donna. Solo in questo modo il vostro rapporto potrà essere ben equilibrato. Un abbraccio

Gentile dottoressa, la mia bimba ha quasi 27mesi e da un un po’ di tempo a questa parte sta manifestando difficolta’ nel linguaggio. Premetto che la bimba fin da piccina e’ sempre stata piuttosto chiacchierina,ad oggi le parole singole le pronuncia abbastanza bene,non tutte, alcune le dice a modo suo,ma riusciamo a comunicare;il problema che sta sorgendo da poco e’ simile ad un balbettio quando deve formulare una frase,ma la cosa ancora piu’ strana e’ che non succede sempre, succede saltuariamente ed alcune volte in modo insistente. il risultato e’ che la piccola si sforza molto nel formulare la frase, diventa rossa per lo sforzo che sembra appunto un balbettio,e si arrabbia perche’ non riesce a dire cio’ che vuole. fino ad ora non ho dato troppo peso perche’mi dava l’impressione che volesse parlare troppo in fretta,ma oggi invece inizio ad esser preoccupata. La ringrazio molto per l’attenzione,distinti saluti,Giovanna.

Carissima Giovanna,
penso che la sua bimba sia in una fase esplosiva. Se è stata una bambina chiacchierina e pronuncia bene le parole singolarmente non potrà regredire. Di solito un problema di linguaggio si manifesta fin da subito. Probabilmente come lei ha ipotizzato la sua bimba vuole parlare più in fretta di quanto riesca a pensare e questo le procura “lo sforzo” e il balbettio. E’ un sistema in via di sviluppo e a volte ci possono essere degli intoppi. La incoraggi a dire una cosa per volta e a fare un bel respiro tra una cosa ed un altra. Un abbraccio

Gentile Dottoressa, mia figlia (secondogenita) ha 33 mesi e parla molto male. A parte mamma, papà, nonno, nonna Pipì e Gioggia (il suo nome) Kitti (hello kitti le interessa allora lo dice) e non dice nient’altro. Tutte le parole sono con la C (grazie diventa cacche, sete-cheche, cartoni cocchi, ancora diventa UAA). Il fatto è che se le chiedo di dirmi ad esempio PANE, ti dice PA, ti dice NE ma non riesce a metterle insieme, e diventa CACHE anche quello. Io noto che non è sciolta con la lingua, come lo è invece come movimenti, è sempre stata agilissima e sveglissima, quando le chiedi qualcosa (di andare a prendere qualcosa ti dice IIIIII (si) e lo fà- Con la sorella va d’accordo come possono andare d’accordo due bambine di quasi 3 e quasi 6 anni, si vogliono bene (la grande ha parlato benissimo prestissimo ma è più goffa nei movimenti), anche se la piccola ogni tanto ha qualche stizzina nei confronti della sorella ma proprio poca cosa (vedendo gli altri bambini della sua età): Gentilissima dottoressa cosa posso fare? devo aspettare o insistere sulle parole ripetendole per “sciogliere” il difetto? Devo dirle in onestà che io parlo velocemente e capita che mangi le parole. Io cerco di farle ripetere le parole nel modo giusto ma lei ogni tanto parla a voce bassissima come se si vergognasse (allora io le dico di urlare le parole che è bravissima e lei allora urla fortissimo la parola). Ogni tanto miglioramenti fonetici li riscontro, stasera ha detto EMME ed ELLE senza la C o M davanti (le viene più facile mettere la consonante davanti). stasera le ho fatto cantare LA LA LA , LE LE LE, LI LI LI, LO LO LO e LU LU LU e su LI LI LI ha fatto fatica. Mette la bocca strana anche con LOLO, fa fatica come se non sapesse come fare a muovere la bocca (da piccola ha imparato a masticare prestissimo) allora io le dico di guardare la mia bocca e come faccio e lei cerca di imitarmi.Ora concludo, e mi scusi il papiro che le ho scritto. Solo che ho paura di non fare abbastanza per lei. La ringrazio in anticipo dell’attenzione.Una buona serata. Cinzia

Buongiorno Cinzia, il suo caso è emblematico. La sua piccola forse ha difficoltà nell’articolazione del suono. Potrebbe essere utile allora non solo farle “sentire” il suono corretto, ma mostrarglielo. Ovvero: appoggiare le sue mani sulla nostra bocca e sulla gola per farle sentire dove e come si origina il suono (per via tattile); portare la sua attenzione alla nostra bocca e articolare piano il suono in modo che possa vedere come si muovuono labbra, mandibola, lingua; esercitare la muscolatura buco-facciale.
Le consiglio comunque una visita specialistica qualora il problema dovesse persistere. L’acquisizione del linguaggio infatti è fondamentale prerequisito agli apprendimenti scolastici successivi. Un caro saluto

Grazie infinite per la risposta. speriamo di risolvere. una buona serata.

Gentile dottoressa sono mamma di 2 bimbi la bimba di 6 anni seguita da una logopedista per disturbo nel linguaggio dice poche sillabe come posso ad aiutarla a pronunciare più parole? e il bimbo di 3 anni ripete tutto ma si capisce poco ma non riesce a fare ad esempio mamma voglio l’acqua ma dice mamma acqua come devo fare anche con lui. premetto che pure io ho iniziato a sei anni a parlare, può essere genetica la cosa? grazie dell attenzione cordiali saluti alice.

Gentilissima Alice, per quanto riguarda il linguaggio ogni situazione è particolare ed è molto difficile fare delle generalizzazioni. Io consiglio sempre di promuovere lo sviluppo motorio perché molto affine e precursore dello sviluppo del linguaggio. Spesso con un intervento massiccio sulla percezione del corpo e dei propri segmenti corporei compresi quelli deputati al linguaggio si assiste a dei veri e propri miglioramenti anche sul piano linguistico. Provare per credere. A volte ci si dimentica che un bambino apprende seguendo le leggi naturali e difficilmente “costretto” sul piano di lavoro del professionista o addirittura a pc.

Buonasera dottoressa sono una mamma di un bambino di 4 anni che non parla ancora pochissime parole frequenta l’asilo solo da 2 mesi frequenta la logopedia da 3 mesi per ora e’ fermo ma non vedo molti risultati non ha nessun problema di udito ma e’ molto vivace cosa mi cosiglia? la ringrazio

Cara Simona il mio consiglio è sempre lo stesso: fargli fare un’esperienza di tipo motorio :) Lo sviluppo motorio è fondamentale non solo per lo sviluppo del linguaggio ma anche per gli apprendimenti futuri. Un abbraccio

Buona sera dottoressa mi chiamo Francesca il mio bimbo ha 30 mesi, ma purtroppo ancora non parla sono andata da un otorino e l’ho sottoposto a tutti i controlli medici per vedere se sentisse avendo io una sorella audiolesa dalla nascita.
I c ontrolli hanno dato esito negativo il bimbo sente benissimo ed interagisce con noi ma non vuol saperne di parlare, dice poche cose mamma papà nonna….. e non vuol saperne di ripetere le parole che gli ripeto spessisimo per stimolarlo….. mi hanno detto che per la logopedia è presto ma io sono molto preoccupata…. la rinfgrazio anticipatamente per la risposta…….

Buonasera Francesca. E’ vero che per la logopedia può essere presto. Questo perché molto spesso per fare le sedute il bambino deve stare a lungo seduto o lavorare al pc e sforzarsi molto. Si aspetta che sia un po’ più grande e riesca a sopportarne meglio la fatica. Ma allora si può fare qualcosa? La risposta è sì, perché dipende dall’approccio con cui si fa. Si può lavorare a livello pedagogico aiutando il bambino attraverso il gioco e il movimento a parlare. Le consiglio quindi di rivolgersi ad un pedagogista che potrà aiutarla o ad uno psicomotricista. Infatti molti non sanno che la psicomotricità non è una semplice attività motoria ma coinvolge tutto lo sviluppo del bambino e quindi anche il linguaggio e la comunicazione. Per quanto riguarda voi genitori invece provate a fare un passo indietro e a giocare con il bambino ma senza chiedergli una prestazione sul piano linguistico. Si sentirà meno inibito e inizierà ad avere più voglia di comunicare. Un abbraccio

Buongiorno, sono mamma di una bimba di 17 mesi…dice tante paroline…alcune le ripete bene come mamma papà pappa acqua titti(il canarino giallo)nonna nonno zia, denti e crackers…altre le ripete non benissimo come scarpe dove dice cappe e naso che ripete nao..altre parole inoltre si possono capire ma noto una ripetizione di sillabe ad esempio per banana dice baba per panda dice papa…che può sembrare papà ma dall’intonazione che da insieme al fatto che mi fa vedere la cosa di cui parla si capisce che sta parlando del panda..oppure pesce dice pepe…e fa così anche con altre parole come piedi che chiama sempre pepe.. quando ad esempio lei mi indica il pesce e dice pepe le dico si brava è il pesce…ripetendo la parola correttamente…ma non so se faccio bene o se sia normale il modo di parlare di mia figlia….per altre parole infine, come palla o pane le chiama pa senza aggiungere altro…dice che ha dei problemi a pronunciare qualche consonante come la L o la S?cosa posso fare?
La ringrazio tanto

Buongiorno Marta, posso rassicurarla. Vista l’età della bambina direi che lo sviluppo del linguaggio per il momento è nella norma. Quello che può fare da mamma è incoraggiarla con parole gratificanti ed espandere il suo discorso. Se dice “cappe pepe” lei potrà dire “Le scarpe si mettono sui piedi”
Cordialmente :)

Buonasera sono la mamma di un bambino 4 anni compiuti ora non parla rnon ripete sente benissimo ma all’asilo le maestre mi dicono che non ascolta e sembra iperattivo ora inizia logopedia cosa mi consiglia le maestre vogliono affiancare a mio figlio una maestra di sostegno anche se non ha pìritardi cognitivi ma solo di linguaggio grazie

Le consigli di dire alle maestre che non si può parlare di sostegno se non vi è un ritardo cognitivo. Non mi sembra il caso vista l’età del bambino di iniziare a parlare utilizzando etichette come “iperattivo”. Le insegnanti osservano un bisogno del bambino di muoversi forse anche per compensare la difficoltà nell’eloquio e quindi nella comunicazione. Potrei consigliarle di lavorare con la tecnica del movimento educativo da affiancare alla terapia sul linguaggio.

Buonasera,
Io ho un bimbo di 3anni e 3 mesi e non parla ancora…lui capisce 3 lingue comincia a dire le prime frasi….e sono molto preoccupata cosa mi consigliate di fare?

Buongiorno Deborah, considerato l’ambiente linguistico in cui è inserito il bambino ovvero di tre lingue probabilmente inizierà più tardi la fase di produzione perché ancora troppo assorbito dalla fase di discriminazione di suoni diversi tra loro e di distinzione dei fonemi appartenenti alle diverse lingue. Non preoccupatevi e aspettate ancora un po’.

cara dottoressa sono emilia,la mamma di un bambino di 18 mesi iperattivo nel gioco ma la cosa che mi preoccupa di piu´che verso l´anno diceva alcune paroline come (mamma,ada,e cacca)e ora non parla piu´dice solo quando vuole lui(Hiiiii,heeee) e nn risponde alla mimica e alcune volte quando lo chiamo nn si gira,gioca sempre con luci e con le porte(Apre e chiude)abbiamo gia´fatto la visita dell´udito ed e´tutto apposto,sono davvero molto preoccupata confido in una vostra risposta!!!:)

Buongiorno Emilia, le informazioni che mi ha dato sul suo bimbo non sono molte ed è difficile poter essere di aiuto. Mi soffermo su alcune parole che ha usato “non risponde alla mimica”. Nel senso che è il bambino stesso a non avere risposte empatiche come non rispondere ad un sorriso, sembrare spesso inespressivo, lo sguardo assente? Come si comporta in presenza di altri bambini? Se il bambino non gioca e non interagisce, ma preferisce un gioco ripetitivo e stereotipato, non risponde a richiami verbali, non cerca e non sostiene lo sguardo dell’adulto allora potrebbe essere necessaria una visita dal neuropsichiatra infantile per una diagnosi approfondita. In caso contrario se non sussistono queste condizioni potrebbe essere una fase di stallo che si dovrebbe superare in breve tempo. tuttavia è bene tenere la situazione sotto controllo e favorire il più possibile la socializzazione con altri bambini per osservare i suoi eventuali progressi. Un abbraccio

salve dottoressa sono la mamma di un bimbo di 16 mesi e mezzo cammina bene da un mese fa scle corrre ed è molto vivace la cosa cher mi preoccupa e che non vuole parlare se non vuole una cosa fa no con la testa ogni tanto gli scappa mamma , papa (papà) e alcune parolone senza significato ,se gli dico di battere le mani lo fa tranquillamente fa ciao a tutti se lo faccio giocare a nascondino lui si tappa gli occhi è aspetta il mio cucù quando gli preparo il latte corre e mi tita i pantaloni perchè capisce che nel micronde sta scaldando il suo latte se lo chiamo si gira ma non sempre quando non lo fa ride cosa mi consiglia grazie ….

Penso che sia una situazione transitoria. Il suo bimbo manifesta la sua volontà comunicativa. Forse sta “approfittando” del fatto che riesce comunque ad ottenre ciò che gli serve senza troppi sforzi. Manifestazione di una volotà forte. :) Un caro saluto

Buonasera,

sono il papà di un bambino di 22 mesi, vivace, socievole, affettuoso (non mancano mai i baci, le carezze e gli abbracci verso noi genitori, verso i nonni, la zia e gli altri bambini soprattutto se più piccoli), sveglio (usa l’Iphone meglio del sottoscritto, sa accendere e spegnere i condizionatori col telecomando, sa accendere e spegnere la sveglia, sa far viaggiare la macchinetta telecomandata…), a volte un po’ irascibile (soprattutto se non gli riesce una cosa come ad esempio far passare il carrello della spesa giocattolo tra due sedie ravvicinate).
Purtroppo non parla, comprende tutto, anche richieste abbastanza complesse, ha un’ottima memoria (ricorda brevi percorsi stradali e dove lascia determinati oggetti), ma pronuncia pochissime parole. Anzi, direi che le uniche parole che pronuncia con una certa frequenza sono:

“can” per indicare i cani che adora e

“cammmmmm” per indicare camion, trattori e autocarri in genere.

“mamma” e “papà” non lo dice nemmeno su richiesta se non in rarissime occasioni con relativa nostra sorpresa, non dice “acqua, pappa, nanna, tata, tato, nonna, nonno…”.
Qualche sera fa per 3-4 volte ha detto “shia” per indicare la zia.
Come versi di animali riproduce il “mmmmm” della mucca, l’”hu – hu” della tortora, ma non il “bau” del cane o il “miao” del gatto. La pecora per lui non fa “beeehhh”, ma “ah ah” (una specie di risatina).

Ha iniziato a camminare ad un anno esatto ed è molto abile ed appassionato nel utilizzare oggetti come i lego o ancor di più le chiusure in plastica delle cinture di sicurezza del passeggino o dei seggioloni, nonché la pistola ad acqua del vicino di ombrellone di 5 anni (insomma oggetti che richiedono una certa manualità).

Ovviamente si fa comprendere benissimo. Se ha sete indica con la mano il posto dove si trova l’acqua, quando ha fame il posto dove si travano i grissini piuttosto che i biscottini. Non frequenta il nido e probabilmente i suoi bisogni sono assecondati troppo rapidamente dai nonni, con i quali trascorre le ore del mattino e del primo pomeriggio, e da noi genitori.

Scusandomi per la prolissità, la ringrazio e la saluto cordialmente.

Mi sembra una situazione abbastanza complessa che forse potrebbe richiedere un intervento. Avete mai chiesto una consulenza specialistica?

chiedo scusa…

è saltata la riga finale del commento precedente:

volevo un suo parere in merito alla situazione di mio figlio, ovviamente…

grazie

io ho un bimbo di due anni e due mesi che parla a periodi e’ solo molto legato al gioco, sono un po’ disperata dice ghia ( zia) mamma diceva papà in continuazione ma ora non lo dice e vedo che a volte si sforza con ah oh però capisce tutto quello che gli si dice che devo fare

Buonasera, può essere frequente che il bambino nella fase dello sviluppo inizi a parlare e poi ci siano dei periodi nei quali sembra che “si ritorni indietro” rispetto alle conquiste effettuate. Di solito non c’è da preoccuparsi. E’ bene sollecitare il bambino soprattutto attraverso l’ascolto. Rimane importantissima la lettura costante di storie per favorire il vocabolario e soprattutto stimolare l’interesse.

Buonasera,
scrivo xchè sono preoccupatissima x il mio bambino di un anno e 1/2.
Si è sviluppato a livello kmotorio molto bene, è sempre in movimento e vuole correre, giocare.. scherza e ride molto con noi.
Dal punto di vista linguistico non ci siamo proprio.. all’età di un anno dopo la consueta lallazione, aveva iniziato a dire mamma e papà.. e lì si è fermato.
Non c’è verso di farlo parlare, ho il dubbio di avergli dato pochi stimoli.
Capisce molte cose anche se non tutte, e lui si fa capire benissimo da noi.. ma x chiedere qlcs usa versi oppure mmmmmm.
Il pediatra mi dice di dargli ancora tempo ma io sono molto giù..
Grazie x l’attenzione

Buonasera,
sono d’accordo con il pediatra. Bisogna dare tempo al bambino e fino ai due anni, due anni e mezzo si può aspettare un po’. E’ comunque importante stimolare il bambino come già accennavo. Leggere tantissimo in modo che il bambino possa ascoltarci, mettendolo vicino a noi perchè possa osservare come pronunciamo le parole. I libri devono contenere immagini in modo che possa fare delle associazioni figura-parola. Le farà da solo anche se noi non indichiamo la figura. Giocare molto con i versi degli animali e con i suoni (la porta che sbatte, il vento, il campanello e tutto ciò che ci verrà in mente). Anche la musica è un’ottimo veicolo per la comunicazione. Riprodurre i ritmi attraverso un tamburello, il battito delle mani, i legnetti facilita l’acquisizione del linguaggio. :) un caro saluto

scusi, non avevo letto il commento al posto numero 1…

il pediatra ci ha detto di aspettare i due anni e poi eventualmente di fare una valutazione foniatrica(?) logopedica (?)…
In che senso è complessa la situazione?

Eccomi. Normalmente si aspetta la soglia almeno dei due anni per fare una valutazione. In questo periodo infatti si può assistere all’insorgere del linguaggio in qualsiasi momento. Inoltre è necessario che tutte le funzioni del bambino siano per così dire “mature” per una corretta valutazione. La presa in carico di solito è del foniatra per una prima valutazione. Si escludono problemi a carico dell’apparato uditivo, malattie, malfunzionamenti o patologie varie. Spesso c’è una visita da parte del neuropsichiatra infantile perchè il linguaggio a volte è associato ad altri disturbi e comunque si circoscrive la difficoltà. Il logopedista si occupa della valutazione specifica del linguaggio e dell’intervento. Anche lo psicologo specializzato, il pedagogista e il neuropsicomotricista sono figure utili per promuovere lo sviluppo del linguaggio.
Personalmente non escudo l’idea di intervenire anche prima sul linguaggio. E’ vero che per fare una “valutazione” si aspettano i due anni, due anni e mezzo, ma è possibile anche intervenire precocemente. Se questo fosse il vostro caso potreste rivolgervi ad un professionista privato della vostra zona, terapista della psicomotricità o pedagogista (con esperienza nel lavoro con bambini con difficoltà di linguaggio) per un lavoro specifico.
mi sembra di aver capito che il bambino parla pochissimo. Forse ha frequentato anche poco i “contesti sociali” e il veder realizzati subito i suoi desideri dai nonni non aiuta. Tuttavia se non frequenta l’asilo sarebbe comunque opportuno promuovere situazioni di apprendimento per favorire non solo l’ampliamento del suo vocabolario ma affinchè non sia trascurata anche la parte motoria relativa alla pronuncia di alcuni suoni. Ci sono per esempio dei bellissimi percorsi nei quali i bambini utilizzano la musica e i suoni prodotti dalla voce per familiarizzare con le parole.

il mio terrore da papà ansioso è…
…l’autismo…
può tranquillizzarmi da questo punto di vista?
Scusi se sto abusando del suo prezioso blog, ma spero che la mia situazione sia d’aiuto anche ad altri genitori ansiosi come me…

La cosa più importante soprattutto nel bambino piccolo è saper osservare molte cose non solo il linguaggio. Tendenza all’isolamento, difficoltà ad instaurare il contatto visivo diretto. Spesso si tratta di bambini che sembrano “sordi” agli stimoli esterni, a qualcuno che li chiama o interagisce con loro. Particolarmente interessati a certi gruppi di oggetti. Le variabili sono molte. Ecco perchè diventa importante il parere di un professionista e la diagnosi precoce. Il pediatra dovrebbe saper cogliere certe caratteristiche visto che conosce il bambino e chiedere una consulenza specialistica se ce ne fosse la necessità. Invito naturalmente altri genitori del blog a dire la loro. Caro Alessandro vorrei esserle di aiuto ma purtroppo è molto difficile capire una situazione sulla base di una descrizione. Provi a osservare che tipo di giochi fa il bambino e se durante il gioco cerca la relazione con l’altro o se prediligie un gioco solitario.

Caro Signor Alessandro,se ha il minimo dubbio che riguarda L’autismo,faccia subito una visita,chiedendo il parere di uno specialista.Forse non e autismo,però cominciando presto a stimolarlo con le tecniche giuste può aiutare il bambino.
Il mio aveva quasi due anni ,diceva poche parole,ma sembrava sano e sveglio,capiva tutto,ma non indicava quello che voleva,invece mi portava per mano se voleva qualcosa.Anche il mio era bravissimo a giocare sul telefonino,ha cominciato ha caminare presto,era un bambino normale.
Il pediatra mi ha sempre detto che parlerà,che ogni bimbo ha i suoi tempi….
.A due anni e mezzo ,visto che ancora non parlava,l’ho portato dal neuropsichiatra.Non dimenticherò mai quel giorno.Durante la visita ha cominciato a mettere oggetti in fila.Non l’aveva mai fatto prima.”disturbo pervasivo dello sviluppo”.Questo a gennaio,2012.In sei mesi,facendo terapia comportamentale aba,il bimbo ha cominciato ha parlare,adesso riesce a usare frasi di 3 ,4 parole,e sveglio,allegro,scherza con me,insomma ,sta migliorando moltissimo.

Grazie per l’intervento “vio”…
Al compimento del 2° anno sicuramente una valutazione, se non cambiano le cose, la farò fare. Da un lato la mia paura è quella di una diagnosi infausta, dall’altra quella di esporre il bambino e soprattutto mia moglie ad ansie inutili. Tra l’altro ho come l’impressione che al giorno d’oggi la diagnosi di disturbi dello spettro autistico sia sovrastimata.
Sarebbe così gentile da descrivermi altri comportamenti di suo figlio?
Manteneva lo sguardo con i genitori o le altre persone? Faceva giochi ripetitivi? Camminava sulle punte dei piedi? Insomma a parte il ritardo nel linguaggio, cos’altro c’era di sospetto con il senno del poi?
Il mio bimbo indica tutto (se gli dico dov’è la luna la cerca nel cielo e poi la indica con la manina, se gli dico dov’è il cuoricino del papà o della mamma o di chichessia mette la sua manina sul petto della persona, se vede un aereo che passa in cielo lo indica, se passa il carretto dei gelati spiaggia si sbraccia proprio finché gli andiamo a prendere ciò che vuole :-)) , gioca molto con i camioncini e le automobiline ultimamente simulando con dei borbottii il rumore del motore, gioca anche con i lego e per adesso non li ha ancora allineati, ma li sovrappone e li incastra (a volte si arrabbia a lancia tutto per aria se non riesce a farlo!).
Con bambini della sua età non ha ancora avuto una vera possibilità di interagire in maniera stretta e forse questo è il problema principale… Ad essere sincero in spiaggia ed al parco giochi non ho visto molti bimbi sotto i 2 anni e mezzo/ 3 interagire giocando tra loro… anzi, non ne ho visto nemmeno uno… il discorso cambia se parliamo di fratelli magari di età vicine tra loro.
In quest’ultima settimana per altro qualcosa sembra muoversi. Ho iniziato a leggergli due o tre volte al giorno e sempre su sua richiesta un libro illustrato sugli animali della fattoria. Mi chiede col ditino di leggergli questa o quest’altra pagina abbinata magari ad un disegno che gli piace. Non so se è dipeso da queste letture impegnate ;-), ma ha iniziato a biascicare qualche parolina in più ed in maniera più chiara. E’ uscito anche qualche bel “papà”, per il resto una lingua oscura tra il cinese e l’aramaico antico :-), ma almeno sembra impegnarsi a sciogliere la lingua che sarà pure atrofizzata a furia di star ferma impalata in bocca!!!.
Oltrettutto si è arricchito il repertorio di versi animali: sono arrivate le api che fanno “zzzzzzzzzzzhhhh”, il cane piccolo che fa “bau” (con la vocina acuta) ed il cane grosso che fa “uuuuuoh” (con la vociona grave), il colombo che fa “cruuuu, cruuuu”…
Negli ultimi giorni vicino al nostro ombrellone era arrivata una bimbetta di 20 mesi molto meno attiva del punto di vista motorio di mio figlio che comunque ha cercato una certa interazione vuoi cercando di darle un bacino sulla guancia, piuttosto che rubandole la paletta o qualche altro giocattolino. Un vero e proprio gioco tra loro non c’è mai stato vuoi per l’iperattività del mio pargolo rispetto alla bambina, vuoi per la differenza di sesso… Anche la bimbetta non parlava moltissimo a dirla tutta!. In merito a questo aspetto vorrei chiedere alla dottoressa Giacomini come avrebbe dovuto essere il gioco tra un bimbo di ormai 23 mesi ed una bambina di 20?
Ovviamente sarebbe gradito anche un suo parere in merito al “diario di bordo” che ho appena finito di scrivere.

Grazie

Per quanto riguarda l’interazione tra i due bimbi mi sembra di vedere una scena “classica”: i bambini piccoli hanno spesso bisogno dell’intervento e dell’aiuto dell’adulto per poter giocare insieme. Molto dipende dalla loro personalità e dall’abitudine a stare con gli altri. Ma quando sono ancora piccoli sono ancora piuttosto chiusi nel loro mondo, egocentrici e l’altro è qualcuno da scoprire poco alla volta. Per questo ci vuole molto tempo e le interazioni tra bambini sono efficaci se si crea con il tempo la relazione. Sono importanti gli ambienti strutturati come nido, ludoteche, piccoli gruppi educativi per vedere quella che potremmo defifinire “sana relazione”. Di certo il contatto con gli altri è sempre positivo: bambini anche di altre età, preenti al parco o in spiaggia sono stimolti positivi.
L’idea di leggere è ottima. Anche se non sempre se ne vedono subito i risultati ma è importante leggere con costanza. Meglo ancora se si leggono soprattutto nei primi tempi sempre le stesse storie. Il bambino a differenza del ragazzo e dell’adulto ama la ripetittività e attraverso la costanza dello stimolo apprende. Meglio dunque scegliere due o tre storie e continure con le stesse finchè si vuole (non c’è un tempo per la lettura). Poi via via è possibile integrare con qualcosa di nuovo. Ma poco per volta. La regola con i bambini è “poco e bene” per tutto. Non dobbiamo avere fretta.

Eccomi :) .Lui non ha mai avuto comportamenti “strani”,i miei amici non hanno mai visto niente di anormale,però dopo la visita ha cominciato a mettere oggetti in fila,non guardava negli occhi(adesso lo fa,ma stiamo lavorando tanto sullo sguardo),non indicava, però si faceva capire benissimo.Mi portava per mano se voleva qualcosa.E poi ,fuori,correva vicino a un camion o vicino alla ringhiera guardandola.C’e stato un periodo ,due o tre settimane quando si copriva le oreccchie con le mani,sopratutto all’asilo,poi ha smesso.Quando ha cominciato ha parlare aveva un pò di ecolalia,ripeteva ciò che dicevo io,poi e scomparsa anche quella,appena ha capito come funziona :) .Non so neanche io se la diagnosi e giusta,però non ci penso tanto.Penso solo a come stimolarlo,come aiutarlo.
Certo che il suo bimbo e ancora piccolo,poi il fatto che indica e già un buon segno.Forse ha solo un ritardo del linguaggio.Conosco tantissimi bimbi di due anni e mezzo che non parlano tanto,parlano male,ma COMUNICANO.

Buonasera,
le scrivo perchè sono preoccupata per la mia bambina di 21 mesi che dice solo ciao ciao, ga(tto), mamma(che da qualche settimana utilizza per chiamare tutto), e
no, si, scuotendo la testa
Prima diceva anche papà, gaia,e in rarissime occasioni nonno. La bimba è sveglia capisce subito,è socievole, mangia sola, attività motoria eccellente,indica con il dito o ti prende per mano se vuole qualcosa
sto cercando perfinodi toglierle il pannolino. insomma le manca solo la parola! sono disperata perchè cerco di stimolarla quanto posso ha fatto pure due mesi di asilo.
Sembra che si rifiuti proprio di parlare!
inoltre morde se viene trattenuta!
grazie tante
lucilla

Rispondo in grandissimo ritardo, ma è stato un periodo denso di impegni. Buonasera Lucilla, riprendo le sue parole da mamma “disperata” e come prima cose le chiedo di non disperarsi. :)
E’ importantissimo che voi genitori abbiate un atteggiamento sereno e accogliente. Non tutti i bambini sono uguali, non tutti i bambini iniziano a parlare nello stesso momento, a volte nel corso dello sviluppo fanno dei passi avanti e qualche passo indietro anche nel linguaggio e tutto questo fa parte del processo di maturazione delle funzioni in una fase di grade sviluppo. La cosa importante è creare un ambiente ricco di stimoli: sì alla lettura, sì all’interazione con altri bambini. Lasciamo passare ancora un po’ di tempo e vediamo cosa succede… :)
“morde se viene trattenuta”… sta sviluppando la sua personalità e probabilmente quello che non esprime a parole lo esprime attraverso il corpo. :)

Buongiorno,
mio figlio quasi 21 mesi, nato prematuro ( 8 mesi), non parla per nulla…o quasi.
Non ha avuto la lallazione ( cosa che mi ha e mi preoccupa molto)ma solo versi tipo vvvvv.
non indicava con il dito indice. I
ntorno ai 18 mesi indicare per lui era alzare le braccia e fare un verso tipo umm?. Adesso indica la luce ( quando lui spinge l’interruttore) tutto estasiato e quando vuole qualcosa si avvicina all’oggetto e ti guarda o cerca di prenderlo da solo
Mamma lo ha detto per qualche giorno verso i 15 mesi…poi basta, neanche quando sta male o mi cerca.
E’ un bambino molto vivace, ma questa vivacità è aumentata negli ultimi mesi. Per il primo anno un bambino molto tranquillo.
A due mesi gli è stata diagnosticata una plagiocefalia, ha fatto fisioterapia per 4 mesi e tutto si è risolto.
Dice “te”, per dire grazie, lo dice da diversi mesi.
zi per dire zio ( la prima parola che ha detto dopo mamma, che continua a dire)
finge di parlare al telefono, emettendo suoni ( non piatti… ma modulando quasi a conversazione… intercalando zi… telefona agli zii)
Da una settimana dice :
sese ( sempre tutto estasiato per indicare un cartone animato che si chiama semsem)
bapa e bapapa ( con difficoltà …nel senso che piu che una parola sembrano sillabe che cerca di unire) per indicare barbapapè….le prime nuove sillabe che dice ( per ora era tttt…vvvv…zzzz)
corre e gira su stesso ( ma lo ha visto fare anche al fratello più grande di 8 anni) cammina ogni tanto sulle punte (in casa è a piedi nudi).
Gli piacciono i bambini, quando siamo al mare cerca di giocare con loro, aiutandoli nel costruire le buche e le torri di sabbia, comunicando sempre con versi non piatti.
Adora fare le torri con le costruzioni, o mettere in fila i blocchi, giocare con la palla per fare canestro, e giocare con la macchinine come fa il fratello grande, o con le calamite sulla portella del frigorifero, gli piace la musica e ballare.
Tutto questo comunque mi preoccupa, non solo perchè mio figlio grande ha iniziato a parlare prestissimo ( 6 mesi) quindi con mio marito purtroppo abbiamo notato subito delle differenze, ma perchè non riusciamo a comunicare! se cerchiamo di spiegargli delle cose da qualche settimana inizia ad urlare e gridare e lanciare cose, stessa cosa se non gli diamo quella cosa o quell’oggetto che lui desidera…allora ci prende per mano e ci porta davanti alla cosa che vuole o fa di tutto per prenderla da solo.
Lo abbiamo sempre chiamato cucciolo di uomo, perchè sino ad oggi lo accompagnano solo versi anche di affetto verso di noi…quando viene e ci fa le coccole, ci accarezza i suoi versi diventano dolci e calmi.
Sono molto preoccupata, poichè la pediatra mi ha detto che potrebbe essere un parlatore tardivo o avere una forma di autismo… da ieri solo panico.

Cara Silvana, nel suo caso la situazione mi sembra un po’ più articolata e da approfondire. Provi a riparlarne anche con il pediatra e valutare insieme un consulto da parte del neuropsichiatra infantile. Il bambino è piccolo ma oggi sappiamo che è bene riuscire ad intervenire tempestivamente. Quindi si raccomandi che venga preso in carico il prima possibile per una valutazione, anche solo un’osservazione così da poter essere aiutata e supportata da un intervento specialistico mirato. Un caro saluto

Gentile Drssa,
la ringrazio per la risposta.
In questo mese ho inserito il mio bimbo al nido, ha già effettuato una visita dell’udito ( non ha problemi) abbiamo fatto un d.h. in neuropsichiatria infantile. ( siamo in attesa di essere richiamati per avere una risposta ai nostri dubbi).
Il nido sta aiutando molto il nostro bimbo. Adesso dice papà ( per indicare il suo papà quando rientra dal lavoro, oltre che il suo cartone preferito), pappa, mamma ( non solo per chiamare me, ma anche altre cose) faffa ( giraffa) fo fo ( gufo), interagisce molto bene con gli altri bambini, partecipa alle canzoncine e ai balli ( imita le maestre in alcuni movimenti)…tutto questo mi sta dando un pò di fiducia in più, ma rimaniamo in attesa sempre di parlare con l’equipe di neuropsichiatria.
Dopo il d.h. ci hanno consigliato di continuare con il nido, ma anche di farlo interagire quanto più possibile con i bambini della sua età ( parco, ludoteca ecc); ci hanno anche detto che molto probabilmente le sue reazioni ( a volte eccessive urla, rabbia ecc) possono essere legate alla sua incapacità di esprimersi, che ci sono dei lievi problemi ( ma non abbiamo capito cosa: la rabbia? la mancanza di linguaggio?o lieve autismo?) … che il bambino è molto sveglio e che ha interagito bene anche con loro.
Fosse ritardo di linguaggio si è già in grado di capire se un bimbo di 22 riuscirà a recuperare questo gap?
La ringrazio in anticipo.
Silvana

Gentile Silvana,
spero che tutto stia procedendo per il meglio. Attendete gli esiti e i consigli che avete ricevuto (socializzazione) sono molto corretti. Certo è difficilissimo fare delle ipotesi. mi posso riferire ad A. una bambina che ho seguito fino ai 6 anni età nella quale ha cominciato finalmente a parlare facendo in breve tempo passi da gigante. Ogni bambino è storia a sè. La cosa più importante è creare un ambiente sensibile e stimolante. Nell’esempio di cui sopra io, i genitori, gli insegnanti ed una educatrice tre pomeriggi a settimana abbiamo veramente lavorato molto per portare la bambina a quel risultato. Se potete chiedete aiuto e approfittate di questo tempo di crescita dove un bambino può modificarsi continuamente. :)

Buongiorno, da un anno ho in affido 2 gemelle di 5 anni, portano entrambe gli occhiali(mancano ad entrambe 6.5 diotrie per occhio sono ipermetrope e nessuno se ne è mai accorto..)e in particolareuna ha difficoltà nel linguaggio.

Oltre a non riuscire a dire bene alcune lettere (tipo anto invece di alto o polta invece di porta) ha difficoltà a fare una frase, è molto timida e quando parla ha paura di sbagliare quindi sta zitta. Inoltre la gemella non è per niente d’aiuto perchè la prende in giro..Da lunedì cominciamo con la logopedia… ma come posso sbloccarla e aiutarla a parlare? Sia la logopedista che la pediatra dicono che queste bimbe non sono state stimolate per 4 anni(soprattutto una) e quindi queste difficoltà sono nella norma..

Cara Barbara, la cosa migliore è creare una routine giornaliera nella quale si dedica del tempo alla lettura insieme. Per imparare a costruire le frasi invece un bel gioco potrebbe essere il “paese delle parole”: con delle scatole di ricupero (tipo scatole da scarpe) si dividono le parole che via via si incontrano. In una scatola i nomi, in un’altra gli aggettivi, i verbi e così via. Si possono fare insieme dei cartoncini colorati con o senza immagini in modo che per i bambini sia un gioco piacevole e contemporaneamente vivano il “parlare” e “raccontare” come un’esperienza di gioco e non un dovere sociale.
Un abbraccio

buon giorno dottoressa sono daniela la mamma di un bambino di 4 anni appena compiuti.
Ha iniziato a parlare all’età di un anno circa con mamma e papà e acqua che lui pronuncia aua.
Poi si è fermato e pronunciava solo le stesse parole.
All’età di 3 anni quando ha iniziato ad andare all’asilo ha ripreso a pronunciare nuove parole e adesso a 4 anni inizia apronunciare delle frasi e a rispondere alle domande che uno gli fa.
Il mio dubbio è che non sempre dice le parole in modo corretto per esempio lui ci chiama alessio e dice “alle” poi storpia il cognome e altre parole tanto che certe volte non capisco cosa voglia dire e se chiedo ri ripetere mi urla quello che mi voleva dire e se non lo capisco se ne va incavolato.
A sentire sente bene, poi ci divertiamo a leggere io la favola e lui la seconda volta (dietro mie domande) i mi ripete i nomi dei protagonisti o quello che fanno , sempre a suo modo .
Mi sorge il dubbio a che età devo iniziare a preocuparmi se non sillaba le parole corretamente o per sbaglio inverte le sillabe?
la ringrazio
una mamma forse troppo preoccupata

Buongiorno Daniela, per il momento è importante che il suo bambino venga rinforzato. Se si arrabbia con voi provate a chiedere l’aiuto di qualcuno che proprio perchè esterno al nucleo famigliare possa aiutarlo a “correggere” qualche difetto di pronuncia. Per una valuatazione invece è un po’ presto e non c’è da preoccuparsi. :)

Gentile dottoressa, mia figlia, nata dopo 8 mesi, ora ne ha quasi 20 e dice poche parole: mamma, papà, pappa, cacca, pipì, acqua (avvua), Stefania (gnagna o nanà), nuvole (uvvoe), pallone (peioo), prosciuto (popopo), aprire (aprete), chiudi (cudte), brava (aba), bella (eba), andiamo (ammo), alzati (attu) e poche altre, conosce i versi degli animali (miao diventa aoooo, bau, bee, muuu, zzzzzz) e va matta per i gatti. Prova a ripetere le parole che pronuncio io anche se spesso inverte le vocali es. nonna è talvolta noona e talaltra nanao. Ha lallato regolarmente ma intorno all’anno di età si è fermata, e solo a 16 mesi ha ripreso a dire qualche parola perchè la pediatra mi un po’ spaventata e sollecitata a sillabare bene le parole e parlarle tanto. Ha camminato a 11 mesi, non ha gattonato, ha usato il girello per pochi mesi e mezz’ora circa 2 volte al giorno. Ha imparato da un mesetto a scendere dal letto gattonando all’indietro. E’ vivace e sveglia, indica le cose, si gira incuriosita a guardare se parlo di qualcosa pur senza indicargliela, da il cibo alla bambola e al cane di plastica, gioca con il computer che pronuncia le sillabe delle cose e le ripete con lui, interagisce molto con la sorella, insomma sembra che faccia le cose che piacciono a tutti i bambini. E’ affettusa e quando io o il papà o la sorella tornano a casa, fa tante feste e ci chiama. Mangia da sola, talvolta col cucchiaino ma poi lo lascia e mangia con le dita. Mi lascia molto perplessa la scarsa quantità di parole. Qualche volta prende la mia mano per accendere un video sul computer e ho letto che questo può essere un sintomo di autismo. Inoltre, una sola volta (era assonnata ma non so se c’entri qualcosa e stavamo in macchina) si è estraniata e non mi rispondeva, poi mi sono fermata, le sono andata vicina e mi ha guardato e risposto, poi si è addormentata. Non fa cose particolarmente ripetitive (solo il video dei 44 gatti lo vuole rivedere almeno due o tre volte). Ancora, si tocca spesso le dita dei piedi e controlla tra un dito e l’alto. Le piace stare scalza. Talvolta, se non la capisco quando vuole una cosa, piange. Sono una mamma molto apprensiva e ho paura della sua risposta perchè ho letto che i sintomi dell’autismo sono difficilmente diagnosticabili a quest’età, d’altra parte terrei molto ad avere una sua indicazione in merito.
La ringrazio anticipatamente.

Buongiorno, leggendo con attenzione mi ritrovo a pensare a molti genitori e ai loro mille dubbi in questa fase di sviluppo dei bambini, perchè è proprio nei primi anni che non c’è una linea comune, uno sviluppo univoco. Questo crea molta difficoltà nei genitori che si sentono confusi, a volte spaventati. Rispetto a quello che mi scrive però mi sento di rassicurarla. In parte. Nel senso che non è davvero possibile fare delle ipotesi a distanza e questo lo ripeto spesso perché so quanto i genitori abbiano bisogno di ciò ma so altrettanto che solo i colleghi specialisti vicini a voi possono realmente darvi una mano. Io posso ascoltarvi e in base a quello che scrivete incoraggiarvi. Tante cose che mi ha scritto sono molto comuni ai bambini e quindi (in linea di massima come ripeto) non preoccupanti. per esempio è normale che i bambini piccoli preferiscano vedere lo stesso cartone animato o ascoltare sempre la stessa storia. Non sono queste stereotipie ma normali processi di crescita e sviluppo. lo sviluppo del linguaggio segue un andamento molto vario. Ecco perchè è molto difficile fare ipotesi prima di una certa età. La cosa più efficace rimane la socializzazione. E’ nella relazione con gli altri bambini che i bambini maturano le loro funzioni. Via libera a nidi, ludoteche, festone con gli amici, parchi, biblioteche specializzate per la lettura ai piccoli, psicomotricità e pedagogia naturalmente. Se tutte queste sollecitazioni non bastano allora dopo attenta riflessione è il caso di richiedere una valutazione. Spero di essere stata utile. Un abbraccio.

Buonasera, sono nuovamente Lucilla la mamma disperata,le riscrivo perchè volevo anzitutto ringraziarla molto per la risposta precedente e poi perchè volevo aggiornarla sugli sviluppi di mia figlia. Fra poche settimane compirà due anni ma ancora non parla, o per meglio dire a casa non sembra proprio volerlo fare, perchè all’asilo la maestra sostiene che la chiama per nome (anna) e che dice ai compagni: pronto, vieni, là, quà. Mah! sono perplessa ultimamente a casa dice solo un determinato “no!”, con tanto di indice, pernacchia e braccia incrociate. Non ci capisco più niente!! La prego mi aiuti a capirci qualcosa. Un abbraccio e veramente tante grazie Lucilla. P.S. Adesso non morde neache più.

Buongiorno Lucilla. Sarebbe interessante sentire proprio le sue maestre perchè se la bambina all’asilo ha un comportamento e a casa un altro potrebbe essere più utile indagare i motivi di questa differenza di comportamento. A questo punto se la situazione persiste e dall’asilo ha delle indicazioni molto diverse da quelle che osserva in famiglia provi a rivolgersi ad un pedagogista che la può aiutare ad analizzare meglio il vostro rapporto e la relazione educativa e darle qualche indicazione. Un caro saluto

Buongorno sono una mamma di un bambino di 4 anni e mezzo nato prematuro di 7 mesi come sviluppo motorio tutto nella norma ma lo sviluppo linguistico e molto rallentato .E’ un anno che frequenta logopedia e sta facendo da un mese osteopatia per sboccare il linguaggio abbiamo fatto ben 3 visite dal neurospichiatra ed e’ tutto ok inizia ora a ripetere vorrei sapere lei cosa ne pensa grazie

Buongiorno,
mi ha dato poche indicazioni sul bambino. Visto che ha fatto diverse visite e non è stato riscontrato nulla direi che forse si dovrebbero considerare altri fattori che possono essere lo sviluppo affettivo e relazionale, la situazione familiare e sociale, capire se ci sono dei “blocchi” sul piano affettivo. Se invece il problema è solo articolatorio e di linguaggio il percorso che sta facendo è il più corretto. Altrimenti provi a consultare qualche altro specialista per un lavoro anche sul piano affettivo e/o psicologico del bambino.

Buonasera, mi chiamo Fabio. Sono il papà di un bimbo di due anni e tre mesi e le scrivo per ricevere un suo gradito parere.
Mio figlio nonostante comunica molto bene con i gesti del corpo, facendoci capire cosa vuole e portandoci, per mano, laddove si trova ciò che desidera….ovvero biscotti, latte, acqua, giocattoli, ecc., non parla ancora!!! Dice solo poche parole come papà, acqua, biquì (biscotti), pro (pronto, al telefono). E’ un bimbo iperattivo, non si ferma un attimo, quando prende in mano un oggetto e glielo leviamo, corre subito a prenderne un altro e così via…
Cosa possiamo fare per aiutarlo a sviluppare il linguaggio più velocemente?
Grazie

Buongiorno Fabio,
se il bambino vi sembra molto attivo, quasi distratto dai molti stimoli intorno a lui, potrebbe avere più difficoltà a concentrarsi e portare l’attenzione uditiva al suono o visiva all’articolazione dei fonemi. Vista che ha solo due anni potrebbe essere più efficace lavorare sul piano motorio (psicomotricità) e vedere se poi grazie a un maggiore controllo e alle esperienze percettive migliora anche il linguaggio.
Un caro saluto

Gentile dottoressa, la ringrazio per la sua risposta. Mia figlia sta lentamente pronunciando nuove paroline, che dice ogni volta che vede quel determinato oggetto, ad esempio se usciamo la sera e c’è la luna, lei guarda su e dice “una”, o cose simili. Nonna ora è diventato definitivamente “nona”. Se vede una moto, o un signore in moto, dice “papà” in quanto il suo papà ha la moto. C’è speranza che recuperi? Comunque secondo me ritarda a parlare. Ho letto che a 20 mesi i bambini dovrebbero conoscere un centinaio di parole, ma lei è ancora troppo distante (cioè credo che le conosca ma non le dice). Inoltre, ancora molte parole hanno suoni diversi da quelli noti, spesso inverte le sillabe come faceva con la parola “nonna”, es Sofia (il suo nome) diventa Fofaie.
Vorrei un aiuto per il linguaggio. Cerco sempre di sillabare ogni parola, ad ogni cosa che vediamo dò un nome, ha molti giochi che parlano, come computerini o tavolini con tante attività, ecc. Che altro si può fare?
Con riguardo alla mia preoccupazione sul fronte autistico, vorrei chiederle: il fatto di allineare gli oggetti è una peculiarità di questi bambini o può essere un gioco comune? Ricordo che mia figlia grande talvolta lo faceva, ed oggi lo ha fatto la piccolina, prendendo dei chiodoni ed allineandoli sopra le pareti del cassetto, mostrandomi poi entusiasta il risultato. Ho provato a giocare con lei e mi ha dato volentieri i pezzi, glieli ho scombinati facendo cadere i chiodoni ma non si è arrabbiata, li ha raccolti,riallineati e poi ha cambiato gioco.
Recentemente ho portato mia figlia ad una giostra, ed ha giocato con la sorella, poi si è avvicinata un’altra bimba, e la mia ha subito cercato di carezzarla. Ad una festa di compleanno poi guardava il comportamento dei bambini grandi, poi è arrivata una piccolina e lei la ha inseguita per un po. Certo non è molto, può essere perchè non è mai stata con altri bambini oltre alla sorella?
Continua a toccarsi i piedi, cosa potrebbe essere? E’ un gesto che faceva anche da piccolina.
Gentile dottoressa, capisco che da lontano non si possano fare diagnosi, nè le pretendiamo!! Però certe volte ci aiuta separare gli atteggiamenti potenzialmente “non comuni” da quelli comuni a tutti i bambini durante la crescita.
La ringrazio anticipatamente e saluto

Se c’è un problema a livello di linguaggio purtroppo si può intervenire solo con un aiuto specialistico. Infatti il recupero è un’attività riabilitativa specifica che i genitori possono fare solo se accompagnati e istruiti da un professionista esperto. Prima di tutto ci dovrà essere una valutazione e poi a seguire l’intervento. Per quanto riguarda voi genitori è importante fare in modo che il bambino ci guardi quando pronunciamo le parole, che ascolti suoni e rumori e impari a differenziarli, è importante leggere molto, libri con le figure grandi e poche parole.
Per quanto riguarda l’autismo invece: allineare gli oggetti è una caratteristica di molti bambini e non necessariamente dell’autismo. sicuramente è importante che la bambina frequenti molti altri bambini. Solo da questo momento in avanti sarà possibile capire meglio le sue caratteristiche. Il toccarsi i piedi invece è un segno di esplorazione del proprio corpo ed in genere è positivo.
Spero di aver risposto almeno in parte ai suoi dubbi. Ma se persistono le consiglio di consultare un professionista magari le potrà dare una risposta più certa e più rassicurante.
Cordialmente

Gentile dottoressa, la ringrazio per il suo prezioso aiuto. Mia figlia ora ha 29 mesi, ma sul fronte del linguaggio non vi sono stati grandi miglioramenti, nel senso che ha aumentato il numero di paroline e perfezionato il suono di quelle che conosce, ma non dice ancora frasi di 3 parole. Per la prima volta ha usato una frase col verbo solo ieri, per dire “addae a mae” andare al mare. Mi pare in generale che ci siano miglioramenti. Nonostante ciò i miei dubbi persistono e si acuiscono, soprattutto perchè ho notato che oltre alle difficoltà del parlare, la bambina mi pare avere difficoltà motorie, nel senso che a 29 mesi vedo gli altri bambini saltare come grilli mentre la mia cammina bene senza stancarsi ma non corre molto, e soprattutto quando corre muove le manine in modo disordinato, scoordinato, quasi come una bimba che stia iniziando a camminare. Inoltre sale da sola piccoli gradini ma quelli un po più alti, che altri suoi coetanei fanno senza aiuto, lei non riesce a farli. Anzi, ieri sera ha provato su un gradino altino ma non riusciva a tirare su l’altra gamba ed ha pianto, non so se per un dolore o per lo spavento di essere rimasta “a metà”. La sto portando quasi ogni giorno al mare per circa 2 ore, sta scalza sulla sabbia, e qualche miglioramento si è visto: di tanto in tanto vedo che ora la bambina tiene le braccia ordinatamente lungo i fianchi durante la corsa e il gioco, poi però ricomincia a muoverle come una farfalla. Temo a questo punto che il ritardo nel linguaggio e quello motorio siano collegati. Purtroppo, avendo lei a che fare spesso con genitori di bimbi in difficoltà, capisce che noi mamme sappiamo trovare su internet le cose più tristi e dolorose, e ce le portiamo come un doloroso fardello fino alla diagnosi del problema (se non alla sua risoluzione). Così vedo la mia stella ammalata di una qualche maledetta malattia degenerativa che temo a nominare (distrofie? distonie?). La bambina ha fatto comunque una visita presso un NPI, alla quale ho espresso le mie perplessità per il linguaggio e per la corsa. La psicomotricista ci ha detto che la bambina ha piede piatto, ginocchio valgo e una leggera ipotonia, e questa cosa mi ha fatto cadere nel panico. Ho fatto fare alla piccola una visita presso un fisiatra che ha escluso l’ipotonia ed altre problematiche, ma nessuno mi dice se da sole queste cose possono causare i problemi che lei ha nella corsa. Non so più cosa pensare, nessuno poi mi ha rilasciato un referto medico per cui si contraddicono, spero che la NPI e la psicomotricista della asl ci diano relazione della visita il 19 agosto, data del prossimo appuntamento.
Posso chiederle in merito a quanto detto un suo parere? Cioè sul potenziale collegamento delle due problematiche e su tutto il resto? Cerco tanto una rassicurazione che non so di non poter avere, vorrei tanto che qualcuno prescrivesse a mia figlia le analisi per le distrofie, ma non so se posso chiedere.
La prego di perdonarmi per essermi dilungata. Ormai sono nel baratro…

Buongiorno,
cercherò di darle una risposta per punti e spero di potrla aiutare.
- la bambina ha 29 mesi. E’ un’età di mezzo, nel senso che è davvero molto difficile fare diagnosi in questo momemnto di grande sviluppo da cui può seguire anche la differenza tra i pareri. Tuttavia NON accetti che non le venga rilasciata una relazione e la PRETENDA. Troppe volte ho visto situazioni di questo tipo soprattutto nelle strutture del SSN. Una relazione rappresenta una storia clinica. Se (sottolineo se) ci fossero delle difficoltà che si manifestano nel tempo e lei avesse bisogno di rivolgersi a qualcuno (altra struttura o privato) le sarebbe molto difficlle spiegare che tipo di visite sono state fatte, se sono stati svolti dei test e con quali esiti.
- Al di là del piede piatto o del ginocchio valgo le difficoltà a livello motorio non hanno solo ed esclusivamente un origine fisiologica. Mi spiego meglio: camminare non ha a che vedere con l’avere un piede e una gamba “ben funzionanti”, ma con l’integrazione dei sistemi: motorio (deambulare), visivo (coordinare occhio e piede dominante). Inoltre altri fattori contribuiscono a ciò: coordianzione dinamica generale, equilibrio, e naturalmente, l’aspetto affettivo-relazionale. E’ importante una valutazione globale che tenga conto delle implicazioni di tutti i sistemi nello sviluppo e che alla fine offra delle indicazioni o un piano di intervento (altrimenti a che pro rivolgersi a qualcuno se poi non ci aiuta dicendoci cosa possiamo fare o offrendo la possibilità di un intervento?)
- Pubblicherò a breve un articolo più esaustivo sulle implicazioni tra i due sistemi. Spero le sarà utile.
P.S. Non ricordo se l’ho già detto: ha fatto un controllo anche del sistema visivo? (vista, capacità visuo-spaziali, dominanza oculare?)

Buonasera dottoressa ho scoperto stasera il suo blog ,lo trovo interessantissimo e le faccio molti complimenti per l’aiuto pratico e morale che riesce a dare a noi genitori alle prese con i problemi dei nostri piccoli angeli….come avra’intuito sono una mamma di un bambino di 3anni e 9 mesi affetto da ritardo del linguaggio, abbiamo eseguito un DH in neuropsichiatria infantile nel quale hanno diagnosticato questo problema all’epoca mio figlio aveva 39 mesi e la comprensione morfo sintattica secondo il test risconti era 31,1 un livello basso;la comprensione lessicale al test Ping si colloca per ve nomi 17/20 per i verbi 12/20,la comprensione sintattica esaminata con individuazioni di oggetti in base all’uso si colloca sotto i 30 mesi il primo giorno 3/10 dopo quattro giorni 6/10 quindi ci hanno detto che mostra buone potenzialita’ di apprendimento.Attualmente sta seguendo due sedute settimanali di logopedia alternate a cicli da due sedute settimanali di potenziamento cognitivo da uno psicologo infantile,dal punto di vista della comprensione ci sono stati miglioramenti ma dal punto di vista linguistico pochissimo ancora non formula nemmeno una frase ,solo quando cerca un oggetto es.palla dice:”Paa vee? “per il resto se vuole qualcosa dice solo il nome senza utilizzare i verbi anche se ne conosce il significato e lo associa a immagini visive.quando gli viene fatta una domanda risponde solo se interessato e se ci si riferisce a una situazione presente non e’ in grado di collegarsi a un evento passato o futuro;ci siamo accorti dei suoi problemi fin da piccolo perche’ non si girava se chiamato e non prestava attenzione alle attivita’ proposte se non di suo gradimento tipo puzzle a incastro canzoncine e tv,ora si mostra interessato agli altri bambini e cerca di stabilire un rapporto ma date le sue difficolta’ linguistiche sia in comprensione che in produzione non ci riesce perche’ non lo capiscono cosi’ lui si isola comincia a camminare avanti e dietro come se si estraniasse dal resto del mondo,inutile che le dica la sofferenza che mi da tutto questo le lacrime inutili versate, il senso di colpa per non aver fatto abbastanza o per aver magari sbagliato qualcosa nel rapporto con lui ..proprio per questo vorrei fare di piu’ e le chiedo dei consigli per aiutarlo a casa per cercare di spronarlo a produrre piccole frasi,a riuscire a stabilire un rapporto verbale con gli altri ,inoltre durante il DH ci hanno detto che lui per migliorare ha bisogno di “capire” ad esempio nel dirgli il cavallo salta bisogna prendere un cavallo e simulare l’azione ,io nella quotidianita’ come posso aiutarlo a capire ?mi scusi se mi sono dilungata spero che lei possa aiutarmi buonasera

Buongiorno,
grazie per l’interesse dimostrato nel seguire il Blog. :)
Risponderò per punti, premettendo che forse non riuscirò a dare risposta a tutti i suoi quesiti, soprattutto perchè è davvero difficile formulare idee senza aver visto un bambino.
- pariamo dal primo punto che è quello che più mi interessa. Il bambino è seguito da due professionisti con una buona frequenza. Ma “sento” che lei ha molti dubbi soprattutto sul rapporto tra lei e il bambino e sugli “aiuti” che può dargli anche a casa. Mi viene spontaneo chiedermi perchè questi dubbi non sono stati dissipati dai colleghi. Ovvero. Mi spiego meglio attraverso alcune domande: quanti incontri avete fatto voi genitori con gli specialisti? Sapete qual è l’attività che viene svolta con il bambino? Siete stati “formati” ovvero vi è stato dato un metodo per favorire il bambino anche a casa? Perchè se così non fosse credo che il primo passo sia quello di chiedere-pretendere proprio questo. Infatti va bene lavorare con il bambino, ma bisogna sempre di più lavorare con i genitori, formandoli, per poter dare continuità al lavoro svolto con il bambino.
- Com’è il bambino sul piano motorio? Lateralizzato, ha coordinazione o culo-manuale, percezione di sé? Perchè è sempre importante ricordate che sviluppo motorio e linguistico sono molto correlati.
- Frequenta l’asilo? Qualche doposcuola? Ludoteca? Quanto tempo trascorre con gli altri bimbi? Da quando ha iniziato?
- L’ascolto. E’ un bambino che ascolta storie? Guarda l’adulto che parla? E’ attento? Gioca con la voce? Con i rumori e i suoni?
E’ molto importante avere più informazioni possibili per aiutarvi nel pianificare le esperienze con il bambino. Ma mi creda questo dovrebbe essere il compito di qualsiasi specialista che vi ha in carico.

Grazie mille dottoressa per avermi risposto ,lei giustamente si chiede come mai mi rivolgo a lei se mio figlio e’ seguito da due specialisti, ha ragione ,e’ che finora non avevo ben chiaro quale fosse il nostro ruolo di genitori nell’aiutare il nostro piccolo,mi riferisco proprio alla quotidianità e ho trovato le sue risposte così dirette e “semplici “che mi sono sentita di avere anche il suo parere anche per sapere se secondo lei il percorso intrapreso e’ quello giusto ! Lo psicologo lo segue da novembre Dell’anno scorso con una pausa di tre mesi ,io e mio marito abbiamo avuto due incontri con il terapista nel primo ci ha fatto domande sul bimbo sulle sue capacita’ e problematiche ha fatto varie domande sulla quotidianità ,giochi preferiti,rapporti con gli altri bimbi ecc,nel secondo richiesto da noi perche’ dopo aver iniziato l’asilo a settembre ha ,cambiato atteggiamento soprattutto da quando e’seguito dalla maestra di sostegno e’molto più capriccioso si butta spesso per terra non collabora ne a scuola ne con la logopedista cosa mai successa prima,così ci ha dato alcuni suggerimenti su cosa fare a casa come dargli sempre un rinforzo positivo quando non vuole fare le cose e ignorare i capricci ingiustificati.Per le attività svolte,finora ha lavorato molto con le immagini per associazione nome -figura ,appaiamento,riconoscimento di verbi e esercizi di psicomotricità fine tutte attività che noi proviamo a ripetere a casa per quanto possibile..
Sta facendo logopedia da tre mesi anche li sta lavorando sui verbi sempre per immagine e proprio stasera la logopedista mi ha detto di fargli fare giochi di imitazione come,imboccare le bambole metterle a nanna e cercare di fargli condividere i giochi per imparare la turnazione dei ruoli(cosa che non fa) ,se giochiamo a palla non la tira mai verso di me ma da un altra parte e poi vuole che io la riprenda;se facciamo le costruzioni oltre a non amarle affatto,vuole mettere i pezzi solo lui non si fa aiutare….
Un altro grande problema e’il computer e la televisione da cui non si staccherebbe mai e’ rapito da questi strumenti rimane imbambolato e si estranea da tutto noi cerchiamo di evitare l’uso di questi apparecchi ma non e’ semplice distrarlo perche’ non si interessa quasi a nient’altro non ascolta le favole ,non ascolta quando gli si parla,ama sfogliare i suoi giornalini,ma se provo ad avvicinarmi magari descrivendo le figure mi allontana oppure chiude tutto e se ne va via ..per questo chiedevo come aiutarlo,devo trovare il modo di interessarlo …
Non frequenta molto altri bimbi tranne all’asilo,d’estate lo portiamo spesso ai giardini ma ora con il freddo le uscite sono rare e comunque il suo interesse verso gli altri bambini e’limitato forse condizionato dai problemi di linguaggio ,ma spesso si isola e gioca da solo ;non le ho detto che conosce le lettere e i numeri dall’età di due anni e mezzo e nutre proprio una passione per entrambi non so perche’..poi a breve dovrebbe iniziare a fare psicomotricità ha iniziato a camminare a 15mesi ,corre senza difficoltà,ma sembra un po’ impacciato quando deve arrampicarsi ,non si rotola e salta solo da fermo,non per scavalcare un oggetto Ecc
Il dubbio forte che ho e’ sull’atteggiamento da avere con lui al di la’ degli esercizi ,nel senso,sarebbe bene parlargli continuamente anche se non risponde o meglio non forzarlo;e’ giusti che io gli proponga tutti gli animaletti facendo i versi (che conosce)e tenti di giocare quando lui appena li vede dice”a potto a potto”,ho paura di fare la cosa sbagliata quando vorrei solo aiutarlo…
Spero di averle fornito qualche elemento in più e anche se so che dovrei rivolgermi ai terapisti che lo seguono sarei felice di avere un suo consiglio Buonanotte

La ringrazio molto per la stima e fiducia che ha in mente e sono felice che alcuni miei articoli possano aiutare genitori di tutta Italia!
Ha spiegato molto bene il percorso che sta facendo e con grande chiarezza. Vorrei sottolineare solo alcune cose:
- “Dell’anno scorso con una pausa di tre mesi ,io e mio marito abbiamo avuto due incontri con il terapista”. Mi sento di consigliarvi di chiedere una frequenza maggiore negli incontri. Solitamente io i genitori preferisco vederli soprattutto all’inizio anche una volta al mese. E’ un momento prezioso sia per il riabilitatore che dai genitori può avere molte informazioni sul bambino che altrimenti non saprebbe sia per i genitori per trovare uno spazio comune per condividere il percorso (che è sempre un percorso di tutti per il bambino) dove nascosto idee e dove molte domande trovano risposta.
- 2per imparare la turnazione dei ruoli(cosa che non fa) ,se giochiamo a palla non la tira mai verso di me ma da un altra parte e poi vuole che io la riprenda;se facciamo le costruzioni oltre a non amarle affatto,vuole mettere i pezzi solo lui non si fa aiutare….” Nel gioco della palla provi a giocare con due palle: quando il bambino lancia la palla da un altra parte. Lei tiri fuori la sua pallina e inizi a giocare per conto suo dimostrando che si diverte a giocare da sola e inviti il bambino a prendere lui la SUA palla quella che ha lanciato da un’altra parte. Se il bambino non lo fa e le si avvicina per giocare con la palla n.2 lei potrà coinvolgerlo lanciandogli la palla. Se il bambino nuovamente la manderà altrove lei vada a riprendere la palla n.1 e giochi con quella, con lo stesso atteggiamento. E così via. In questo modo lei non andrà mai a prendere la palla che LUI lancia via ma quella che lei decide di prendere per giocare quando lui non vuole giocare insieme a lei. Dopo un po’ anche un bel po’ il bambino impara che per giocare bisogna essere in due. La stessa cosa la può applicare alle costruzioni. Provi a dargli attenzioni quando lui fa in modo di avvicinarsi e si allontani per giocare per conto suo quando lui dimostra di fare tutto da solo. E’ importante insegnargli a prendere l’iniziativa e per questo ci vuole tanta pazienza.
- “Un altro grande problema e’il computer e la televisione da cui non si staccherebbe mai e’ rapito da questi strumenti rimane imbambolato e si estranea da tutto” Mi spingo molto in là nel dirle che alcuni genitori hanno regalato i propri televisori e ben nascosto i pc. Una soluzione estrema. Ma se ci pensiamo bene per stimoli ambientali non possiamo intendere questi mezzi, bensì le nostre sollecitazioni. Non s interesserà mai a lei o alle cose che propone quando sa che esiste una valida alternativa nella televisione. –
- “Il dubbio forte che ho e’ sull’atteggiamento da avere con lui al di la’ degli esercizi ,nel senso,sarebbe bene parlargli continuamente anche se non risponde o meglio non forzarlo;e’ giusti che io gli proponga tutti gli animaletti facendo i versi (che conosce)e tenti di giocare quando lui appena li vede dice”a potto a potto”,ho paura di fare la cosa sbagliata quando vorrei solo aiutarlo…” Sì parlargli continuamente ma senza aspettarsi delle risposte! Parlargli perchè si parla anche ai neonati, si parla sempre perchè parlare è stimolare. Fare versi, mimare, raccontare storie, soffiare, giocare con la bocca fare le bolle sott’acqua, le pernacchie, perchè tutto è comunicazione. Non solo le parole. Non chiedergli di ripetere sempre, perchè non sarebbe più un gioco e lei da genitore ha il compito principale di giocare con lui. :)
Un abbraccio

Grazie per i consigli e non mi sbagliavo affatto nel sentire il bisogno di un suo parere perché sarò ripetitiva,ma la trovo chiara ,diretta ,comprensibile niente paroloni giganti o altisonanti … Grazie davvero!Provero’ a mettere in pratica ciò che mi ha suggerito però ho un dubbio e approfitto della sua gentilezza,mi sono accorta di aver tralasciato alcuni particolari forse volevo dire troppe cose insieme;mio figlio ha difficoltà ad interessar si alle cose ,alle persone, ai giochi bisogna fare veramente molta fatica per avere la sua attenzione quindi mi chiedevo se nel fare come mi ha detto lei con la palla rischio di perdere la poca attenzione che mi da perché lui va continuamente coinvolto,da solo non gioca non organizza niente ;io ho provato ad esempio con le costruzioni a farmi vedere giocare da sola se lui non mostrava interesse ,ma lui o non mi guarda affatto o viene mette un pezzo e se ne va ; un altra cosa molto importante e.’ Che cammina o meglio saltella avanti e dietro continuamente e.’ Difficile distoglierlo ,poi non sostiene lo sguardo e la comunicazione e’ molto compromessa da questo,ho sentito parlare anch io della terapia Aba ma non so bene cosa sia se vorrà darmi un aiuto anche in questo le sarò grata anche via mail ! Buonanotte

Gentilissima Claudia,
mi spingo oltre per chiederle se forse non è stato preso in considerazione una nuova valutazione da parte del neuropsichiatra per capire se si tratta solo di ritardo del linguaggio o se il quadro manifesta nel tempo e dopo gli interventi qualche spunto di riflessione in più. Diciamo che alcune caratteristiche porterebbo a prendere in considerazione un disturbo nello sviluppo più generalizzato rispetto al solo linguaggio (la relazione con gli altri, l’attenzione, lo sviluppo degli interessi, lo sguardo, lo sviluppo motorio)
La terapia ABA è tra le più note per il trattamento dell’autismo e si basa su un approccio comportamentale. Esistono specialisti educatori formati per applicare questo metodo. Si basa essenzialmente sull’individuazione precoce della diagnosi di autismo (neuopsichiatrica) per un intervento il più possibile tempestivo in modo da ottenere i migliori risultati. Esistono tuttavia altre metodologie per l’autismo.
Per capire come meglio intervenire è tuttavia essenziale la corretta diagnosi della situazione del bambino.

Salve,
sono il padre di una bambina di 2 anni appena compiuti che sta seguendo tutte le tappe canoniche dell’apprendimento linguistico. Tuttavia, siccome da quando è nata io le parlo esclusivamente in inglese, volevo stimolarla di più a parlarlo. Essendo l’esposizione alla seconda lingua limitata (infatti l’inglese lo sente solo da me e da canzoni e programmi tv per bambini) mi rendo conto che non posso pretendere che tenga il passo con l’apprendimento dell’italiano per cui anche se capisce l’80% di quello che dico continua a rispondere in italiano (forse perchè ha capito che lo parlo). Mi hanno sconsigliato però di far finta di non capirla se parla in italiano. Ho visto che se stimolata usa parole in inglese (per esempio stranamente non ha mai usato il termine “palla” italiano, ma usa sempre quello inglese “ball”) ma mi è difficile capire come e fino a dove posso spingermi senza forzare le cose ed ottenere l’effetto opposto. Ha dei suggerimenti sull’approccio in generale che dovrei avere e qualcuno più specifico da poter mettere in pratica?

Buongiorno,
ecco di seguito alcune mie considerazioni.
Lo sviluppo del linguaggio nel bambino è legato al suo bisogno di interagire con il mondo esterno. Se il bambino è già in grado di comunicare in una lingua, tuttavia, la necessità di utilizzarne una seconda viene meno, in quanto egli potrà già comunicare le proprie esigenze nella lingua conosciuta.
Naturalmente, per agevolare il processo di apprendimento nel bambino, è importante seguire alcune regole nell’esporre il bambino alle due lingue, scegliendo una strategia linguistica specifica ed evitando di “mischiare” le lingue.
E’ importante creare un ambiente stimolante, presentando la lingua minoritaria come interessante e divertente, e creando occasioni in cui il bambino senta l’esigenza di utilizzare questa lingua. E’ importante fare delle scelte: l’inglese per esempio può essere associato al gioco, alla musica, alla tv, al momento del pasto, ai viaggi. In ogni caso, è essenziale ricordare che l’apprendimento di una lingua è un processo lungo e graduale, che si sviluppa nel corso di anni, non certo di pochi mesi. Il “mischiare” le lingue (definito in linguistica code mixing, o commutazione di codice) è una normale fase dell’apprendimento linguistico, assolutamente fisiologica nei bambini, che viene in genere superata spontaneamente intorno ai 4 o 5 anni.

ho un bimbo di 3 anni con disturbo misto dello sviluppo. lui dice solo mamma e papà vorrei sapere come aiutarlo a parlare.fa psicomotricità 2 ore a settimana .ma non vedo molti risultati. ho sentito parlare del metodo A B A ma non so di cosa si tratta mi darebbe un consiglio.grazie
Vorrei gentilmente una tua risposta sulla mia email da poterla seguire bene.francap69@libero.it

Risponderò via mail
Cordiali saluti

Buongiorno,
sono la mamma di due splendide bambine Anna di quasi 6 anni e Emma di due anni e mezzo.
Emma lunedi è rientrata dalle festività natalizie all’asilo nido senza alcun problema, alcun capriccio ma sia io che le maestre abbiamo riscontrato in questa settimana che la piccola ha cominciato a balbettare all’inizio di ogni frase.
Premetto che Emma è una bambina molto attiva, solare, ha cominciato presto a parlare, ed ad oggi mi formula frasi con senso.
Durante le festivià non l’ho mai sentitabalbettare……… cosa può essere successo? devo preoccuparmi?
Grazie

Salve,
ho un bambino di 4 anni e 4 mesi che parla poco e male.Non articola le frasi,quando proviamo a dire l’alfabeto e ripetiamo la kappa dice pakka e cosi via.Purtroppo un logopedista ancora non ce l’abbiamo ancora ci siamo trasferiti da poco da Trieste a Monfalcone e abbiamo fatto domanda a settembre dell’anno scorso,siamo risusciti a fare il test audiometrico e livemente non sente per via del cerume persistente gia da bebe ma dicono che non dovrebbe incidere e test della vista pare buono poi abbiamo fatto un test con il neuropsichiatra e ha detto che sembra emotivamente bloccato e che ci saranno bisogno delle sedute da fare ma che ce’ molto da aspettare,noi aspettiamo ma quanto io ho paura non ce la faccio piu’ e il bambino con me non fa’ molto,non saro ‘brava ma mi impegno,ho notato che non distingue neanche i colori e quando gioca da solo parla un suo linguaggio,io non so’ come non lo valutino un problema grave o ce ne sono tanti cosi gravi ,comunque tra un paio di mesi compira 5 e cosa faremo,come faro’ con la scuola se lui non fa’ ah e si poi dimenticavo non guarda spesso negli occhi quando gli parlo e non ha prorpio concentrazione ,non riesce a stare fermo su un gioco per piu’ di 5 minuti!Mi hanno consigliato anche in privato di fare ma quando siamo stati da una logopedista mi chiedeva 45 euro a seduto per 2 volte alla settimana che sarebbero quasi 400 euro al mese e io madre singol con lavoro part time che a volte prende 450 euro al mese come a volte potrebbe prendere 700 come faccio a pagare qualcuno anche se lo vorrei tanto. Ma perche’ ce’ cosi tanto da aspettare io non capisco e vorrei tanto aiutare mio figlio mi fa’ male il cuore non poter fare nulla!!

Buongiorno,
purtroppo questa situazione di lunghe attese è molto comune. Non ho capito se si è rivolta alla neuropsichiatria infantile o alla Nostra Famiglia. Per quanto riguarda la situazione così da come me la descrive anch’io ritengo sia utile un intervento tempestivo. L’unico consiglio che le posso dare se la sua domanda non viene accolta è di cercare un logopedista o un pedagogista esperto di linguaggio che faccia qualche incontro e le permetta di partecipare per spiegarle una eventuale metodologia da poter poi mettere in atto con suo figlio anche successivamente.
Un abbraccio

salve, le scrivo da Milano, di un problema che ho con mia figlia di 9 anni.freguenta la 4 elementare,e ancora oggi ha difficolta nell’apprendere le lezioni che gli vengono spiegate,non riesce a studiare,ad esempio stiamo chiuse in camera a leggere e rileggere la storia,,poi al momento di spiegarmele scena muta,e pensare che alla prima elementare era la piu’ brava nelle verifiche aveva sempre 10,e nessun errore,forse a volte penso che ho sbagliato io ,che dalla seconda elementare ci siamo trasferiti in un altro paese,se e possibile vorrei qualche consiglio su come fargli avere un metodo di studio,,,,,,,,,grazie .a presto

Buongiorno,
non mi ha dato tante informazioni su come studiate tranne il “leggere e rileggere” che solitamente non è la strategia più efficace. Le consiglio due letture. la prima libera, la seconda sottolineando con il colore giallo (un unico colore e poche sottolineature le parole chiave). Poi prendete un quaderno e scrivete le parole chiave provando a collegarle tra loro. In questo modo si formerà una mappa. Potete poi integrare il tutto cercando delle immagini appropriate a ciò che p stato studiato che andranno inserite nella mappa.
A questo punto faccia spiegare a sua figlia il contenuto della mappa, anche tenendola a portarta di mano con l’obittivo di motivarla, farla sentire più sicura ed efficace. Quando non ricorderà qualcosa allora tornate al libro/testo rileggete la parte e cercate una nuova parola o frase chiave.
Questo è un metodo. Ma naturalmente ce ne possono essere diversi. :)

salve,sono rita chiamo perche’ mia figlia di 21 non dice quasi niente :mamma, be,ma,pa e quando faccio finta di non capirla piange affinche’ non gli dai quello che vuoi .come posso fare per stimolarla?

Buongiorno,
è abbastanza comune che i bambini che iniziano a capire di non essere compresi inizino a piangere. Bisogna stare molto attenti a non comunicare loro la nostra ansia di volerli sentir parlare. Allenarsi quindi a lunghe attese e silenzi nei quali rispettare il “loro turno di parola” anche se questo non c’è. In tutti i momenti invece proporre delle situazioni di gioco con i suoni e i rumori della natura, degli animali per stimolare l’abilità articolatoria e fonetica. Giocare a soffiare e emettere un suono. Tanti giochi di ascolto sonoro, di storie, mimica facciale.

grazie di avermi risposto eseguiro’ i suoi consigli.

Buonasera Dottoressa, mia figlia ha sedici mesi e dice “mamma” (a volte dice mamammma) che utilizza ripetutamente non solo per rivolgersi a me, “tatà” supponiamo per dire papà e “abba” per dire acqua. Non dice altro. Ha iniziato a camminare a un anno, indica le cose che vuole,se non sa fare qualcosa mi prende la mano perché la faccia io, fa ciao con la manina, fa il gesto del “no” con l’ indice, su richiesta indica le parti del corpo(nasino, orecchie, piedini), batte le mani già da molti mesi con la consapevolezza che si tratta di un gesto di approvazione. Se chiamata si gira, guarda negli occhi. E’ una bimba allegra, mangia e mastica senza nessun problema, socievole con i bimbi, diffidente con gli adulti estranei. Sono preoccupata per la limitatezza del linguaggio e perché non si sforza neanche di ripetere le parole. Le canto spesso canzoncine, la sera le leggo dei libri, ma mi sembra poco interessata alla narrazione, anche semplicissima, e attratta invece dai giochi con luci e suoni, molto attratta dalla musica in generale che ascolta ballandola. Le è stato diagnosticato il frenulo linguale breve. MI chiedo se il ritardo nel linguaggio possa dipendere da questo, dal fatto che non vada ancora al nido e frequenti pochissimi contesti sociali o da non so cos’altro. Come posso aiutarla? Quanto devo aspettare per rivolgermi a uno specialista?e quale specialista?La ringrazio del tempo che vorrà dedicarmi.

Buonasera,
per il momento è abbastanza presto per poter fare una valutazione della situazione. Tutto quello che mi descrive può essere naturale per una bambina di quella età. Per quanto riguarda il frenulo corto. In questo caso potrebbe ma dico potrebbe avere qualche difficoltà ad articolare alcuni suoni e/o avere un tipico difetto di pronuncia. Non sempre però si manifesta. Ricordo una bambina che a circa 4 anni prounciava le parole come se avesse qualcosa in bocca per l’impossibilità a muovere bene la lingua e quindi ad articolare i suoni che comportano una motilità linguale. In alcuni casi i medici consigliano di fare una piccola operazione e di incidere il frenulo. Ma è una decisione del tutto soggettiva. E’ bene chiedere consiglio prima al pediatra e poi eventualmente ad uno specialista.
Per tutto il resto invece per sollecitare la competenza di comunicazione anche se non frequenta l’asilo può essere d’aiuto portarla in ambienti dove possa incontrare altri bambini, ludoteche e centri per l’infanzia organizzazano spesso corsi brevi per bimni per socializzare o di lettura animata ecc.

Grazie mille Dottoressa,seguiro i suoi consigli

Buongiorno! Ho un bambino di 23 mesi che pronuncia poche parole. Dal punto di vista motorio e’ molto dotato, ha cominciato a camminare a 9 mesi, ora si arrampica dappertutto, gioca a palla molto frequentemente, riesce persino a colpire la palla con il piede al volo. Dimostra di comprendere quanto gli viene richiesto e di conoscere il significato di molte parole, che indica senza problemi sui libricini che leggiamo frequentemente nell ultimo periodo, visto che ha dimostrato molto interesse in Tale senso. La sua produzione linguistica però è ancora molto limitata. Dice peppa che è il suo cartone preferito, gol quando gioca a palla,otto per dire rotto, caduto, uno, due,tre riconoscendo tali numeri quando li vede e poco altro. Per il resto nell ultimo periodo ha cominciato a fare dei lunghi discorsi che però per noi genitori sono completamente incomprensibili mentre per lui sembrano avere significato.
Dobbiamo preoccuparti e attivarci per qualche intervento particolare o crede di tratti solo di un parlatore tardivo? La ringrazio per la risposta

Buongiorno, ho letto con attenzione e mi sembra davvero positivo. Se osserviamo la produzione linguistica sono presenti tutti i suoni principali: p, g, t, d, n, e via dicendo. La R non compare sempre ed è la più tardiva. Rielabora le parole “otto per rotto” dimostrando di aver compreso la parola e il suo significato. E dal punto di vista motorio è adeguato “calcio al volo”, “indicare” (coordinazione oculo-manuale).
I lunghi discorsi incompresibili sono tipici del soliloquio e dimostrano lo sviluppo del pensiero che successivamente diventarà capacità di piaificazione. Benissimo quindi!
Spero di avervi rassicurato un po’. Continuate a stimolarlo e a leggere con lui. Un caro saluto

salve dottoressa
sono paola una mamma di un bimbo di quasi 20 mesi…che non parla..non dice proprio nulla ,solo qualche mughito (come lo chiamo io)..questa mattina l ho portato dal pediatra e la dottoressa mi ha consigliato una visita da uno specialista ..il perchè sospetta che possa essere “autistico”…al solo suono di questa parola il mio cuore si è fermato per qualche istante…eppure il bambino ride, gioca con i giocattoli che suonano,gioca a nascondino..adora ascoltare e vedere i video su you tube..si a volte non si gira quando è chiamato..a volte appare distratto sopp.. dalla televisione..sembra incantato anzi rapito da quest ultima..La dottoressa è rimasta molto colpita da un attegiamento che ha assunto mio figlio..praticamente x far girare una sedia l ha allontanata dal tavolo x sviare l ostacolo..secondo lei è una cosa da bambini prodigio e che fanno i bambini più grandi ..l ha persino chiamato “genio”, dicendo anche che i più importanti scienziati avevano una leggera forma di autismo…Io ho tanta paura..ma voglio andare a fondo..Ma secondo lei potrebbe avare solo un ritardo della parola?…o è associato il ritardo per forza all autismo?…grazie

Buongiorno,
ci sono tante cose e tanti spunti di riflessione nel suo messaggio.
- la pediatra sicuramente conosce il bambino e quindi non mi è possibile dirle diveramente proprio perchè io non lo conosco. Però posso dirle che per fare una valutazione di autismo non bastano alcune considerazioni ma ci sono dei criteri oggettivi che il neuropsichiatra potrà valutare. Quindi non pensiamo subito al peggio ma sicuramente il primo passo è attivarsi per una valuatazione specialistica. Solo a quel punto sarà possibile fare delle considerazioni. L’episodio della sedia di per se stesso non ci dice nulla e non mi fermerei a quello. Non ho mai sentito fare diagnosi di autismo sulla base di una azione finalizzata come quella di spostare una sedia da un ostacolo. Tuttavia segua il consiglio della sua pediatra e vada a fondo.
- il ritardo della parola non è per forza associato ad autismo. Sono due cose distinte. Per quanto rigarda la sua situazione avendo già avuto una indicazione dalla pediatra non posso che dirle di seguire l’iter diagnostico per capire meglio di cosa si tratta.
Un caro saluto

Buonasera Dottoressa, sono la mamma di una bimba di 2 anni e mezzo. Mia figlia parla poco ultimamente ripete tanto ma poche parole in modo corretto, costruisce le frasi ma anche quelle tutte a modo suo. Ad esempio lei dice i tiori (i fiori), cacqua (acqua), niau (miao), Tais nome della nostra gattina che si chiama Grace, pae (pane), cudi (chiudi), cae (giocare) e cosi via. Le parole quelle che pronuncia bene sono poche: mamma, papà, nonna, nonno, bimba, zia, le bolle, la pappa, tata, Titti, ninna, ciao. Abbiamo un problema con il “grazie” a posto di ringraziare dice “ciao” io la correggo sempre “Amore volevi dire grazie” ma niente da fare torna sempre “ciao”. C’è da dire che bimba cresce nella famiglia bilingue anche se la lingua principale è l’italiano lei comunque una volta a settimana sente parlare il russo (la mia madre lingua) quando parliamo con la sua nonna russa via web. La nostra pediatra per il momento non vede necessità di nessun controllo e dice di aspettare i 3 anni, ma io sono preoccupata specialmente quando sento i bimbi della stessa eta fare veri e propri dialoghi e vedo mia figlia molto indietro. Vorrei il suo parere.
Grazie

Carissima mamma, anch’io le direi di non preoccuparsi. I bambini sono tutti diversi tra loro e sicuramente ci dobbiamo preoccupare se il bambino non vuole parlare, non si esprime per nulla, non gioca, non ci guarda. Ma il bambino che sperimenta le parole va più che bene. A questa età mi scusi il gioco di parole ma non conta molto l’età e quindi tutti i bambini sono molto diversi tra loro. Se per di più c’è una seconda lingua non mi stupisce che ci possa essere un po’ di confusione. Bisogna pazientare ancora un pochino. Piuttosto quello che dico spesso ai genitori è di favorire le esperienze dei bambini. Se si ha qualche dubbio, se si pensa di voler fare il possibile per il bambino inserirlo in un gruppo. Ci sono moltissime esperienze ludiche che stimolano la comunicazione. Ho scritto qualche consiglio in un altro post poco sopra (o sotto).
Un abbraccio.

Buongiorno sono la mamma di un bambino di 5 anni ad aprile abbiamo fatto molte valutazioni dal neuropschiatra con risultati negativi cioe non ha nulla solo pigrizia per un forte ritardo del linguaggi ad agosto ci dissero che parlava come un bambino di 18 mesi ora invece dopo sedute dalla logopedista e dall’osteopata ci hanno detto che ha fatto progressi parla come un bambino di 3 anni siamo contenti ma non abbastanza perche vorremmo che nostro figlio parlasse per il tempo che ha.
La mia domanda se e’ collegato che il bambino non vuole ne disegnare e ne colorare non vuole che gli insegni niente con il ritardo del linguaggio ?le premetto che non puo frequentare la materna perche ha subito ad ottobre un intervento alla schiena per scoliosi ad un altro lo dovra fare a marzo . La ringrazio anticipoatamente della risposta grazie

Carissima mamma, sicuramente la parte motoria e quella dello sviluppo del linguaggio sono indissolubili soprattutto nei primi anni di vita del bambino e fino al compimento dei 6 anni le acquisizioni fatte nell’una diventano fondamentali anche per l’atra. Sicuramente un bambino che ha dovuto subire un intervento alla schiena con relativa difficoltà di moviemento naturale e con conseguente mancanza di frequentazione della scuola è un bambino a cui è venuta meno una parte importantissima e basilare per il suo sviluppo. Quando ci sono questi “intoppi” l’età cronologica conta relativamente. E’ più importante capire dove il bambino si colloca per quanto riguarda le esperienze. So che i genitori desiderano il meglio per il proprio bambino e nulla esclude che tutto ciò potrà arrivare. Ma ciò che è importante è favorire le esperienze: la socializzazione con gli altri bambini (i bambini che frequentano la scuola imparano molto velocemente) in primis e la stimolazione della abilità motorie e fine motorie (disegni, ma non solo). Potrebbe essere utile inserire il bambino condizioni permettendo in un gruppo. Ci sono molti laboratori per bambini di durata variabile che offrono esperienze gratificanti e di sviluppo: musicoterapia, psicomotricità, laboratori di manualità e creatività, laboratori per lo sviluppo delle senso-percezioni. Ci si può rivolgere a pedagogisti, educatori specializzati, psicomotricisti, musicoterapeuti, ludoteche e doposcuola per bambini, centri polivalenti.
Un caro saluto

La ringrazio molto della sua risposta infatti la logopedista ha intenzione di mettere mio figlio in un gruppo e non piu da solo perche reputa che sia molto piu importante che ora socializzi e si relazioni con altri bambini grazie di nuovo

Buongiorno sono Patrizia e ho un bimbo di 3 anni. Ha iniziato a parlare a 2 anni e 8 mesi in maniera esplosiva. Memerizzava un sacco di vocaboli, ma dopo due settimane circa ha iniziato a balbettare.In questi 6 mesi la sua capacità libnuistica è cambiata di continuo. Dopo il balbettino fonico si è trasformato in tonico.gli usciva l’aria senza la parola. Poi ci sono stati periodi che sembrava passato il problema. Insomma ha sempre alternato alti e bassi. Ora più che un problema di balbettio ha problemi a far uscire il suono, sembra che non sappia dove mettere la lingua e come fare a far uscire il suono.Quindi prima di partire con la frase fa: “aaaaaa” e con un pò di fatica riesce a dire più o meno bene la frase. Io dopo gli ripeto la frase che voleva dire e ci riesce meglio. E’ un bimbo molto sveglio e vivace. Conosce tanti vocaboli. Dal punto di vista motorio è molto sveglio e sciolto nei movimenti.Ha un fratello di quasi 6 anni.
Non so cosa pensare perchè invece di migliorare sembra stia peggiorando.Mi dia qualche consiglio. Grazie

Buongiorno,da quello che leggo la situazione si protrae da un po ‘di tempo. Per questo motivo le consiglio di chiedere una consulenza in modo che si possa valutare la situazione specifica e darle quindi le indicazioni migliori.

Buonasera dottoressa, sono il papà di una bimba di 30 mesi che ha difficoltà nel parlare. dice solo mamma, pa, no, fa il verso degli animali, e pochissime altri versi per farsi capire da noi genitori.
Da pochissimi giorni ha iniziato il nido. Senza nessuna difficoltà si è inserita nel gruppo, è molto socievole, ama stare insieme ad altri bimbi.
Si cerca quanto più possibile di parlargli, di cantargli canzoncine di spronarla ma non dice nulla di più di quanto riportato sopra.
E’ necessario fargli fare dei corsi specifici? C’è da preoccuparsi? CI sono degli esercizi particolare che potremmo fargli fare a casa per aiutarla a sbloccare?

Buongiorno,
penso che per il momento visto che è stata inserita da poco al nido è meglio aspettare un po’ di tempo e vedere come procede anche grazie alla socializzazione. Continuate a parlarle, con tono calmo e tranquillo, frasi brevi, storie ripetitive e semplici, le prime rime, ma senza forzature.

Gentile Dott.ssa,
mio figlio ha 3 anni e due mesi, parla molto costruendo frasi, facendo domande ecc. Il problema è che pur essendo migliorato rispetto ad un anno fa, ancora capita spesso che non capiamo cosa dice (e lui ovviamente si innervosisce sentendosi incompreso). La R so che arriva anche più avanti, anche se comunque non ci crea problemi di comprensione, la difficoltà invece nasce con la G dolce che lui pronuncia C idem succede con la P che sostituisce la B. Altri suoni come SCI, GN sono altrettanto problematici. Cosa ne pensa ? Logopedia, o siamo ancora tutto sommato nella media ? Ci sono esercizi che potrei fare con lui (oltre che ripetere nella maniera corretta quando sbaglia, insistendo forse un pò troppo…) ? Preciso che non ha problemi di udito o masticazione o motorici o altro.
La ringrazio infinitamente per una sua risposta.
P.S.
abitiamo in Austria a 14 km. da Tarvisio (UD) dove va all’asilo col fratello di 3 anni più grande.

Buongiorno,
considerate le cosìdette sostituzioni potrebbero essere risolti velocemente con un po’ di logopedia. A questa età è difficile dire se una difficoltà rientrerà da sola o se invece permane con il tempo. E’ certo che comunque intervenendo spesso e volentieri il porblema si risolve. Per quanto riguada la ripetizione quando sbaglia. Il genitore ripete il suono e la parola, ma probabulmente il bambino non ha ben assimilato il punto di fonazione e l’articolazione e in questo caso la sola ripetizione non basta. Meglio invitare il bambino a osservare e provare la differenza degli organi fonetici che entrano in gioco nell’impostare una P anzichè una B (per esempio far percepire al bambino lo scoppio d’aria quando si importa la P, le labbra che si serrano nell’emettere la B).
Cordiali saluti

salve dottoressa sono lulu ho un bimbo di 3anni e mezzo sono molto preoccupata lui capisce tutto cio che gli di dice manon parla oltre a dire mamma ;papá non dice altro e attivo gioca e la sua attenzione non va sulle fiabe o altro spiegatogli da me anche in modo gipcoso sembra che lui non voglia imparare lui ripete e parla solo in sillabe ma non riesce a dire il suo nome per intero la prego mi aiuti e molto intelligente satutti i versi degli animali sa. tutto a parte i colori i numeri non ne vuole proprio sapere mi dica cosa potrei fare per poterlo aiutare la prego

Buongiorno,
purtroppo in questa sede posso solo azzardare delle risposte a carattere prevalentemente educativo. A volte i bambini percepiscono la preoccupazione dei genitori e i loro desideri. Quando sono piccoli alcuni bambini assorbono talmente tanto queste emozioni da esserne pervasi e addirittura da rimanerne bloccati. Mi spiego meglio. Ho visto un bambino con una mamma nel mio studio, un bambino di 3 anni che dice solo poche paroline e per il resto una sorta di gergo proprio. La mamma era molto preoccupata e ogni volta che cercava di interagire con il bambino gli proponeva di ripetere delle parole (saluta, sì ciao, come si chiama quello? ecco le scarpine, dopo d-o-p-o e via dicendo). Il bambino non diceva nulla, anzi sembrava ostinatamente silenzioso e perso nei suoi giochi. Rimasti soli dopo qualche incontro è un bambino che attualemente guarda il volto e ha imparato ad osservare la bocca per impostare il suono. Il mio consiglio è di dimenticare per un po’ le parole e cercare invece di lavorare sulla sua attenzione, fare in modo che il bambino ci guardi mettendoci sempre alla sua altezza per favorire l’interazione, portando le sue manine al nostro volto mentre articoliamo noi i suoni per lui senza chiedergli all’inizio di ripetere. Sarà per lui un’occasione di contatto e via via potrà venire anche il suono.
Naturalmente lo dico sempre con attenzione. Perchè se ne riscontrate il bisogno (parlatene anche con il pediatra) rivolgetevi ad un professionista pedagogista o logopedista che vi aiuti.

Salve, mi chiamo Adriana e sono la mamma di un bambino di 4 anni che parla tanto ma parla male. Da piccolino ha saltato la lallazione. Sono stata dal logopedista che mi ha spiegato si tratta di ritardo semplice dello sviluppo del linguaggio. Io stessa ho iniziato a parlare tardi e nella mia famiglia più di un bimbo ha avuto questa difficoltà.
E’ un bambino molto sveglio, attento. Conosce il nome di ogni cosa e sa distinguere una balena da un’orca (mi corregge se sbaglio) solo che dice tutto a modo suo. Solitamente dice l’inizio della parola. Credo di aver sempre sbagliato io anticipandolo o finendo per lui la frase incompleta. Traducendo agli altri le sue parole. Ora siamo in attesa di esser chiamati per fare qualche seduta di logopedia ma nel frattempo vorrei un consiglio. Come posso aiutarlo? E’ un bimbo molto socievole ed intelligente. Molto autonomo. Vuol fare tutto da solo. Solo che parla male. Non sono preoccupata ma vorrei aiutarlo perchè mi fa tenerezza quandop non lo capisce nessuno. La ringrazio Adriana

Buongiorno, le propongo un gioco con i cerchi. Sa quelli per l’oula op (si scrive così??) :)
Per esempio: CA-SA (mostro la figura) metto a terra due cerchi uno corrisponde a CA uno a SA. In questo modo il bambino percepisce meglio l’inizio e la fine di una parola e potrà portare maggiore attenzione anche alla parte finale.

SONO la nonna di una bambina di tre anni e 8 mesi….
sana felice di buon appetito , chiaccherona ….. ma a modo suo
un linguaggio incomprensibile da quando aveva un anno….. mamamamamamamamama e con questo fa lunghe chiaccherate monologhi e telefonate
è stata controllata e ritenuta sana, frequena l’asilo( mai al nido..l’ho tenuta io..ho sbagliato?)ci mangia e socializza
gli unici disegni che fa sono rappresentati di facce tonde dei genitori e sue, quindi scarabocchi
da dversi mesi frequenta una logopedista, di un famoso centro locale

qualche miglioramento è avvenuto
e qualche parolina ne è uscita, alcune buone altre ancora molto abbozzate

discorsi veri e propri non ne va
o almeno quelli che fa sono ancora incompresnibili per la gente..
per noi traducibili per esperienza
vede molta tv
cartoni di cui è innamorata
e in quei momenti si distrae dal mondo intero
sono molto preoccupata…. cosi’ come lo sono i genitori
temo possano prendrerla in giro e farla soffrire

non abita con me
ma ho modo di tenerla molte volte per ragioni di lavoro
dove sbagliO?
LE HO SEMPRE CANTATO CANZONCINE E RACCONTATO FIABE..FORSE NEL MODO SBAGLIATO?
grazie di avermi ascoltato….

voglio precisare alcune cose…. da quando la bambina fa riabilitazione linguistica( cosi’ si dice?)nel centro pubblico da oltre 9 mesi. le paroline che ha aggiunto sono aumentate ma non soddisfacenti per una frase intera di tre lettere( prima oltre mamama mamama con diverse intonazionie mimica sia facciale che gesticolare, con gestualita’ molto accentuata da permetterle di essere capita, diceva poche parole . e queste mamma , babbo . pappa
, i nonni erano ancora MAMMA e BABBO
il gatto MAO
il cane BU
l’acqua AU
il ciccio da cui ancora non si stacca del tutto DIDI
e cosi’ anmcora qualche altra parolina
mentre ora dopo l’intervento della logopedista che agisce due volte la settimana anche con una seduta collettiva, la bambina dice
NONNO NONNA PAPPA e molte parole non chiarissime Come GATTO GRANDE E GROSSO( GANDE E GOSSO)ZITTADIN DON DAN (la canzoncina che canta spesso di san martino)e molte altre molto confuse
ripeto che la bambina con sbava
e come indicato dalla logopedista , fa le pernacchie le bolle e soffia suelle candeline
va in bicicletta con le ruotine,sulle automobiline elettriche e i genitori la portano spesso in gite che con bambini amici
da un anno si seve da sola del bagno
mangia da sempre in maniera corretta a tavola e di tutto

cosa altro dirle..
le cose sono moltissime , ma ora attendola sua risposta per darmi un nuovo indirizzo
la ringrazio anticipatamente
francesca

Cara nonna,
che bello sentire una nonna nel blog!
Andiamo con ordine:
frequena l’asilo( mai al nido..l’ho tenuta io..ho sbagliato?) Assolutamente no! E perchè mai? Quanti bambini sono tenuti dai nonni, è comprensibile e non bisogna colpevolizzarsi per questo.
gli unici disegni che fa sono rappresentati di facce tonde dei genitori e sue, quindi scarabocchi In questo caso vista l’età della bambina mi viene in mente che il disegno (che comunque sta evolvendo. C’è il cerchio. Nello scarabocchio sono presenti solo dei segni concentrici) potrebbe maggiormente evolvere in stretto collegamento con lo sviluppo della sua percezione corporea. Vale a dire che non ha ancora integrato bene dal punto di vista motorio il suo corpo, il fatto di essere costituita da diverse parti che tutte insieme formano la figura umana. Questo significa che ha bisogno di fare attività motoria in genere o meglio ancora se ne avete la possibilità un po ‘di psicomotricità.
vede molta tv
cartoni di cui è innamorata Compatibilmente alle vostre esigenze date uno stop alla tv che non aiuta. Piuttosto datele libri (anche quelli tattili dei bambini più piccoli), leggete per lei delle storie, guardate le figure, fatele ascoltare musica di vario genere). Ci sono in commercio dei cd molto carini che riproducono i rumori (degli animali, dell’ambiente ecc…) per favorire l’attenzione uditiva e stimolare la comunicazione.
dove sbagliO?
LE HO SEMPRE CANTATO CANZONCINE E RACCONTATO FIABE..FORSE NEL MODO SBAGLIATO? Non si deve preoccupare, ha sicuramente fatto del suo meglio. Può cercare di parlare ai genitori della bambina per creare un ambiente accogliente tutti insieme che possa stimolarla al meglio. Non sottovalutate l’attività psicomotoria. Fa dei veri e propri miracoli e dovrebbe sempre essere legata agli incontri per il linguaggio.
Cordialmente

Sono ancora io, la nonna un pò apprensiva….
per prima cosa debbo ringraziarla per l’aiuto e i consigli che mi ha elargito…
la bambina infatti sta lentamente abbandonando la sua primaria balbettazione fatta di solo mammmam e da un pò aggiunge paroline nuove al suo scarso vocabolario
e questo ci fa ben sperare….
anche se io come nonna noisa, anche se taccio e non lo dico, soffro nel vederla ancora cosi’ poco sciolta e “diversa”
LE parole che aggiunge ogni con buona frequenza non sono del tutto ben scandite, e spesso fatichiamo a capirle…. cosa che la fa arrabbiare moltissimo, sino a diventare un pò troppo aggressiva…
per poi ridiventare poco dopo dolcissima e affettuosa
continua nelle sua sedute nel centro di logopedisti che la coinvolgono anche con una seduta di gruppo…
a me che l’ho accompagnata non ha fatto un bell’effetto,
vedere bambini molto indietro o addirittura con grossi problemi

NELLA mia ignoranza penso che lo sviluppo si ottenga di piu’ nello stare con chi è meglio di noi….
e questo non solo quando si hanno problemi come questo
ma anche nella vita di ongi giorno

ma certo mi sbaglio
e come al solito debbo tacere

sta per arrivare il caldo…e due mesi di mare penso farebbero bene alla bambina piu’ di due sedute settimanali da cui per il momento non è che abbia ottenuto granche’

Cosa consiglia lei?
interrompere sino a settembre sarebbe dannoso….?
ancora ringraziandola
le auguro una felice estate
Francesca
la nonna

Cara nonna apprensiva ma non troppo,
le riporto la mia esperienza professionale. Io a giugno chiudo sempre le attività con i bambini. Ritengo che i mesi estivi debbano essere dedicati soprattutto al gioco, af fare esperienze, al mare e alla montagna, alla propria famiglia. Sono ancora di quelle che amano i centri estivi parrocchiali, le gite tra bambini, le giornate all’aria aperta, i giochi con la terra e via dicendo.
Detto questo quindi se un bambino ha già tra l’altro seguito un percorso sarebbe l’ideale sospendere per un po ‘anche perchè ci sia il tempo per far maturare le acquisizioni e le sollecitazioni ricevute a contatto con l’ambiente e nelle relazioni tra pari.
Sono perfettamente d’accordo con lei. Altrettanto le auguro una serena estate.
Giovanna

GENTILE DOTTORESSA, sono ancora la nonna della bambina….
forse risultero’ noiosa, ma si sono aggiunti problemi ai problemi…
o almeno per noi nonni è cosi

forse invecchiamo e siamo permalosi, ma il rifiuto di noi quando è coi genitori è grande e ci ferisce

premetto che abitano vicini a noi, e che noi evitiamo di invadere il loro campo con grande educazione , addirittura bussando prima di entrare, anche se è la casa di mia figlia
Teniamo la bambina quando è necessario e quando ce lo chiedono…alle volte quasto va benissimo e i giochi e gli interessi che propongo vengono accettati con piacere( come quello di far mangiare i gatti, raccogliere chiocciole e sistemarle in un sacchetto con tanta erbetta per la pappa
raccolgiere margheritine che porta poi alla mamma, ed altro ancora)
tutto questo con grande amore e felicita’ da parte mia e di mio marito, ma certo sbagliamo qualcosa se quando lei è coi i genitori ci chiude la porta in faccia in malo modo e urla se solo la tocchiamo, gesti davvero poco felici
se si pensa che noi l’amiamo e basta
…Noi due siamo persone sotto settanta , ancora ben portanti
facciamo bagni al mare passeggiate in bici, e anche nel vestire io ho atteggiamenti ancora giovani, questo per dare di noi un’ immagine che le possa presentare il tipo di nonni che segue da vicino la figlia della loro figlia
LE dico anche che quando incontra l’altra nonna, che invece vede circa una volta al mese e con cui noi abbiamo un gran rapporto di amicizia,allontana noi come sempre e si butta nelle sue braccia, addirittura non vuole che le sieda vicina….
ecco questo è il quadro
e certo mi fa sentire una volta in piu’ colpa…
CERTO puo’ immaginare che dolore la cosa ci dia e in particolare a me che da quando è nata l’ho accudita con amore , ma forse sbagliando tutto

cosa posso fare?attendere che cresca e che prenda coscienza che anche noi siamo nonni e che l’amiamo?

intanto pero’ cosa faccio?
mi ritiro definitivamente nelle mie stanze e lascio che l’amore folle che ha per i genitori e in particolare per la madre ( a me pare eccessivo) occupi tutta la vita senza dare spazio a noi?
attendo un suo indirizzo…ora ho piu’ bisogno io che la bambina e proprio per aiutarla a superare il suo grande probelma…

la ringrazio di nuovo…francesca nonna

Cara nonna,
mi dispiace se rispondo in ritardo ma in questo periodo c’è molto lavoro e a volte mi rendo conto trascuro un po’ il blog che invece ritengo molto importante per essere vicina alle persone.
Vorrei riprendere alcuni passi della sua lettera (mi piace definirla così e non messaggio perchè è ricca di verità, personalità e intimità, assai rare al giorno d’oggi con l’avvento di facebook e dei messaggini).
“ma certo sbagliamo qualcosa se quando lei è coi i genitori ci chiude la porta in faccia in malo modo e urla se solo la tocchiamo, gesti davvero poco felici”. Questa frase e soprattutto l’atteggiamento che mi descrive è di solito tipico del bambino nei confronti del genitore più ancora che del nonno. Quando i genitori lasciano il bambino ai nonni o all’asilo spesso si assiste ad un vero e proprio atteggiamento di stizza da parte dei bambini che possono anche aggredire fisicamente la mamma e il papà. A volte ho visto bambini che non volevano più tornare a casa dopo l’asilo, piangevano, facevano i capricci. Eppure, naturalmente, sono bambini che amano i propri genitori. Ma è il loro modo di attirare l’attenzione, di sentire quanto sono importanti per l’altro. Lo so sembra molto contorto ma per i bimbi è davvero semplice. Se ti respingo e tu ci stai male o insisti allora so che sono importante per te.
E’ proprio il grande amore che ha per voi, quasi come a figure genitoirali, che porta la bambina ad assumere questi atteggiamenti. Inoltre “sente” (ovvero percepisce le emozioni intorno a sè) le aspettative dell’adulto. La mamma a cui DEVE amore, la nonna che vede poco che si aspetta totale abbandono tra le sue braccia e via dicendo. E questi nonni che la amano incondizionatamente e comunque.
E’ meglio ignorare questi gesti, non cercarla e aspettare che sia lei ad avvicinarsi. I bambini in questo modo si sento meno carichi di aspettative nei loro confronti e si comporteranno in modo più sereno.
Un caro saluto

Salve Dottoressa, sono Paola e sono mamma di 2 bimbi: Edoardo che ha 5 anni ed è un bambini splendido che ha parlato subito, a 18 mesi ripeteva tutto e a 2 anni si colloquiava con lui benissimo, e Victoria che ha 18 mesi però ancora non parla. Ha iniziato a camminare a 15 mesi, è una bambina vivace, gioca con il fratellino, è coccolona, ha un carattere timido, difficilmente da confidenza agli estranei a meno che non le piacciono a primo impatto…è sempre stata una bambina tranquilla, non iperattiva, ma sempre accomodante….da tempo si fa capire in tutto, indica tutto ciò che vuole con il dito…Dice MAMMA e chiama così anche gli altri identificandolo secondo me come le persone che la possono aiutare se ha bisogno di qualcosa; quando fa la cacca e le chiediamo :”cosa ha fatto Viki??” lei risponde CACCA; quando inizia il suo cartone preferito che è PEPPAPIG ha subito lo slancio di dire PEPPAAA misto a PAPPA; quando vuole dire No, a volte dice NO_NO…ma solo a volte; per il resto, qualche altra sillaba che prova a dire la dice quasi sottovoce cn un sorrisino come se si vergognasse. Il fatto di fare il confronto con il mio primogenito che già era aperto a ripetere tutto chiaramente mi sta ponendo in una posizione di preoccupazione da qualche giorno. Non so in effetti se preoccuparmi, per questo ho deciso di chiedere almeno un parere professionale.
Spero possa darmi dei piccoli chiarimenti in proposito pertanto la ringrazio anticipatamente.
Mamma Paola

Buongiorno,
non si deve preoccupare. E’ la seconda, ha un fratellino loquace alle spalle e tante aspettative. Come scrive lei è un po’ timida (“prova a dirle sottovoce con un sorrisino” è il chiaro esempio che ci fa capire come i bambini capiscano che noi ci aspettiamo qualcosa da loro e allora scatta l’insicurezza, la vergogna, il senso di prestazione e frustrazione). Quando cerca di fare da sola prestarle meno attenzione e lasciare spazio allo sviluppo del soliloquio (parlerà da sola con bambole e durante il gioco in genere), ma in genere gratificarla sempre per lo sforzo (brava!. Quando c’è il suo cartone lei si lancia nel dire pepaaa. Questo perchè la ripetizione (immagino veda e riveda la sigla o il cartone in genere più volte) è la strada per imparare. Allora proponiamo un o al massimo due semplici libretti con parole di uso comune per bambini e leggiamo al bambino sempre e solo quelli. La routine crea apprendimento.
Un caro saluto

Grazie dottoressa, la sua risposta è stata esaustiva e anche molto confortante….in realtà, da quando vi ho scritto ad oggi, la bambina ha aggiunto 2 o 3 parole al suo vocabolario…per tutte le altre pian piano si sta facendo uscire la voce almeno per ripeterle per assonanza…vi ringrazio ancora per la vostra chiarissima risposta!

Mi chiamo Maria Grazia e ho un bimbo di 2 anni e mezzo pultroppo non parla tanto dice solo mamma,papá e nonno/a poi dice parole con poco senso cone brumbum e quando deve bere fa bebe sto impazzendo xké vedo bimbi allasua etá ke diconopiccole frasi e lui niente.Ho parlato con la pediatra e mi ha detto ke é un bimbo intelligente e nervoso non so ke fare e come comportarmi aiutatemi!!!

Gentile MariaGrazia,
ci vuole un po’ di tempo e pazienza con i bambini piccoli perchè ognuno ha tempi di sviluppo differenti. Infatti non è detto che un bambino che inizia tardi a parlare abbia delle difficoltà poi nel linguaggio o negli apprendimenti. Certo è utile vigilare e farsi consigliare dal pediatra. Se ciò non basta vista l’età e se le preoccupazioni da parte sua persistono può rivolgersi ad un pedagogista che saprà valutare la situazione. Nel frattempo posso consigliarle di leggere molto e di chiedere al bambino l’attenzione: mettersi alla sua altezza, chiedere al bambino di guardare la bocca mentre si parla perchè possa assimilare la corretta articolazione dei suoni.

Buongiorno dottoressa,il mio bambino compirà 2 anni il 30 giugno. E’ un bambino vivacissimo e allegro. Ci sono però, alcune cose che mi preoccupano. Ha cominciato a dire le sue prime parole intorno ai 10 mesi: mamma,nonna,nonno, zio(iio),papà. Poi ha cominciato a dire parole più complicate:buongiorno, pannolino…,quando gli si chiedeva il suo nome lo diceva. Ha cominciato molto presto anche a pronunciare la g e la c. Adesso però,da un paio di mesi ha gradualmente quasi smesso di parlare, dice pappa, pappaiettoe(cioè,la pappa di Ettore),Freddi(il nostro cane) e pochissimo altro. Non ripete le parole, le dice solo quando vuole lui. Non indica, ma se vuole qualcosa mi spinge verso l’oggetto che gli interessa. Non sono mai riuscita a leggergli una favola, perché afferra il libro e ci gioca, senza neanche guardare le figure. La televisione non lo interessa(e non mi dispiace). Ha cominciato a camminare poco prima di compiere 1 anno e non ha quasi mai gattonato. Adesso corre come un fulmine e sa già salire le scale. E’un terremoto, non lo si può lasciare libero per casa,perché arriva dovunque e getta a terra tutto. Sta imparando ora a mangiare da solo,con le posatine. Non so… il fatto che parli così poco e che abbia smesso di usare le parole che già diceva,mi preoccupa un po’.. Vorrei capire se devo cercare di forzarlo un po’, con dolcezza,oppure lasciarlo fare a modo suo. Non va al nido,perché io non lavoro,ma pensavo di portarlo ogni tanto in ludoteca. Al parco non mostra problemi con gli altri bambini ed è socievolissimo con tutti, grandi e piccoli.
Credo di aver scritto un papello,ma spero che sia almeno comprensibile.
Grazie per qualunque suggerimento mi possa dare.

Tina

Buongiorno, mi sento di rassicurarla. E’ un bambino ancora piccolo ed è normale attraversare delle fasi. Nello sviluppo il bambino fa delle veloci conquiste, ma poi rallenta, quasi regredisce. Ha bisogno di assimilare quello che ha imparato.
Il tempo dell’attesa è più difficile per un genitore. Ma è molto importante per cristallizzare gli apprendimenti.
Un caro saluto

Buongiorno,
la pediatra ha parlato di pigrizia ma bisogna capire in base a quali criteri. Vorrei capire meglio se la bambina conosce tutti i suoni ovvero se sa imitare i versi. A breve pubblicherò un articolo con l’elenco dei versi e suoni utili per capire la maturità del linguaggio del bambino. Provi a confrontare e poi mi faccia sapere qualcosa. Nel frattempo anche se vivace cerchi di trovare spazio per la lettura magari quando si sta per addormentare. Le consiglio di usare poche frasi ridotte ai minimi termini: due o tre parole. La bambina indica il frigo. Dico: vuoi acqua o succo? Cercò di dare due alternative e di farmi vedere bene quando pronuncio le due parole. Per acqua per esempio posso sostare a lungo sulla A ad esempio aaaaaaacqua e le dico ” apro bene la bocca grande grande per l’acqua” così le spiego da dove iniziare per dire la parola. È così via.
A presto

buongiorno e grazie x aver risposto… lui si è basato sul fatto che lei capisce tutto e che che come dice lui lei è furba xchè sà che anche se non parla otterà sempre quello che vuole col gesto…mi ha consigliato di farle ascoltare musica di cantare con lei di parlare con lei quello che comunque faccio da sempre…e di aspettare i 2 anni e mezzo e di vedere se ci sono miglioramenti che x ora è piccola come dice lui! comunque no non imita nessun verso di animale infatti ho la fattoria coi vari giochi da fare ma lei nulla non gli interessa si stufa dopo poco … riconosce i suoni …x esempio se sente un camion se sente un aereo o elicottero mi segna col dito l’orecchio x farmi capire e lei vuole che le dica sempre di cosa si tratta… poi adesso indica tutto col dito e vuole che gli dico che cosa è? anche se lei lo sà io invece ora le dico : prova a dirmelo tu … poi lentamente x esempio inica divano gli dico d-i-v-a-n-o scandisco bene le parole ma lei nulla ….grazie ancora buona giornata

Gentile dottoressa
Il suo aiuto ci è stato caro
E la ringraziamo per ogni momento che ci ha dedicato
La bambina fa piccoli progressi, ma la cosa ci fa felici
Ha aggiunto nuove parole e formula frasi anche se incomplete di vocaboli corretti
Al mare ha ritrovato vecchie amichette e le ha riconosciute e festeggiate

Sta attualmente facendo anche un corso di nuoto in piscina con molto profitto

Insomma tutto sarebbe abbastanza sereno
Se…
I capricci che ha acuito in questo ultimo periodo non ci facessero sentire molte volte in grande imbarazzo
A questo si aggiunge anche il problema di non sapere come reagire….

Pensi che ogni bizza dura anche mezz’ora
E che gli urli che tira sono tali da infastidire chi le sta vicino
E tutto si scatena anche per piccolissime cose
Tipo un gelato non comprato
O un bagno in piscina quando magari fa freddo
La cosa si è ingrandita negli ultimi tempi
Ed ora lascia i genitori molto avviliti e stanchi
Cosa fare’
LASCIARLA PIANGERE PER TUTTO QUEL TEMPO IN MEZZO AD UN PUBBLICO CHE LA DERIDE O CHE CHIEDE COSA LE SIA STATO FATTO?
Mi creda la cosa non è facile

In piu’ ogni tanto ultimamente ha preso a dire che piccola e che quindi vuole l’aiutiamo a fare la normali cose che svolgeva da tempo da sola. Quali mangiare la pasta o fare pipi’
Tirare su un piccolo essere non è sempre facile…
La ringrazio anticipatamente….e la saluto cordialmente…..
UNA NONNA IN ANSIA

Buongiorno dottoressa. Mio figlio appena compiuto 5 anni.
Lui è uno bilingue. Fin dalla nascita gli parlo solo in russo e mio marito solo in l’italiano. Mio figlio frequenta la scuola materna. Guarda i cartoni animati in tutte le due lingue.
So bene che un bambino bilingue inizia a parlare piu tardi degli altri bambini. Però ormai ha 5 anni e ancora pronuncia male le parole. Non parlo della lettera “R” che è difficile, ma ad esempio non pronuncia bene la “S” dice “kucco” anziche “succo”. Ha un vocabolario modesto e spesso facciamo fatica a capire cosa dice.
Ha un vizio notevole, ciuccia la lingua (mai usato un ciuccio). Ma mia preoccupazione che questo vizio non gli permette di parlare bene.
Non saprei come toglierglielo.
Mi servirebbe un parere di un esperdo dottoressa come lei.
La ringrazio. Elena

Buongiorno Elena,
forse c’è un problema di impostazione del suono. di solito in questi casi è bene avere un parere logopedico perchè è molto difficile valutare una situazione di tipo fisiologico se non osservando il bambino e il modo in cui imposta i suoni e articola (il succhiare la lingua potrebbe essere un indicatore).
Se avete la possibilità senza aspettare troppo vi consiglio di affidarvi a qualcuno per avere un parere.
Cordiali saluti

65 | francesca
luglio 22, 2013 a 13:58

Gentile dottoressa
Il suo aiuto ci è stato caro
E la ringraziamo per ogni momento che ci ha dedicato
La bambina fa piccoli progressi, ma la cosa ci fa felici
Ha aggiunto nuove parole e formula frasi anche se incomplete di vocaboli corretti
Al mare ha ritrovato vecchie amichette e le ha riconosciute e festeggiate

Sta attualmente facendo anche un corso di nuoto in piscina con molto profitto

Insomma tutto sarebbe abbastanza sereno
Se…
I capricci che ha acuito in questo ultimo periodo non ci facessero sentire molte volte in grande imbarazzo
A questo si aggiunge anche il problema di non sapere come reagire….

Pensi che ogni bizza dura anche mezz’ora
E che gli urli che tira sono tali da infastidire chi le sta vicino
E tutto si scatena anche per piccolissime cose
Tipo un gelato non comprato
O un bagno in piscina quando magari fa freddo
La cosa si è ingrandita negli ultimi tempi
Ed ora lascia i genitori molto avviliti e stanchi
Cosa fare’
LASCIARLA PIANGERE PER TUTTO QUEL TEMPO IN MEZZO AD UN PUBBLICO CHE LA DERIDE O CHE CHIEDE COSA LE SIA STATO FATTO?
Mi creda la cosa non è facile

In piu’ ogni tanto ultimamente ha preso a dire che piccola e che quindi vuole l’aiutiamo a fare la normali cose che svolgeva da tempo da sola. Quali mangiare la pasta o fare pipi’
Tirare su un piccolo essere non è sempre facile…
La ringrazio anticipatamente….e la saluto cordialmente…..
UNA NONNA IN ANSIA

Cara nonna in ansia,
eh sì, anche se sembra molto brutto e frustrante è importante che nel momento in cui il bambino fa un capriccio immotivato, seppur imbarazzante e faticoso per il bambino stesso, è importante non dargli importanza. Il messaggio sarebbe “per avere la nostra attenzione devi piangere e urlare”. E’ invece importante in quel momento non fare nulla, cercando il più possibile di fare i conti con il proprio stato d’animo (imbarazzo, vergogna, paura, ansia). E’ fondamentale occuparsi delle proprie emozioni cosicchè non siano trasmesse ai bambini. Cercamio di impegnarci in un altra attività, come un gioco. Potrebbe essere la bambina stessa, che incuriosita da ciò che stiamo facendo con grande interesse, smette di piangere e si avvicina curiosa. E’ in questo modo che dobbiamo catturare la sua attenzione e solo in quel momento quando è calma possiamo spiegarle cosa stava succendendo e darle conforto. Piccole regressioni sono normali nel corso dello sviluppo del bambino ma dobbiamo saper valutare se è una richiesta di affetto o un modo per “tenerci in scacco”. Attenzione alla stanchezza dei genitori. Scatena un circolo vizioso. La bambina sta sempre il uno stato di tensione e allerta. Bisogna cercare di “sbollire” tale stanchezza, darsi il turno, qualcuno rimane, qualcuno va a farsi un giro e ritorna più sereno per dare il cambio. Non vale la pena stare tutti concentrati sul capriccio perchè questo finirebbe per durare un tempo infinito.

Dott buon giorno. O una bimba di 19 mesi che non parla molto dice solo mamma papà nonno nonna. Di rado dice zia,(bau cane) azie(grazie) ele(Gabriele) ate(latte) sono abbastanza preoccupata cerco di parlare con lei continuamente ma alcune volte osserva la mia faccia altre nonne vuole sapere e inizia ad urlare buttando di per terra fin che non ottiene quello che vuole. Come posso comportarmi

Buongiorno,
sicuramente è una bambina che ha voglia di parlare o meglio di comunicare e la difficoltà che prova la porta ad avere una reazione forte. In questi casi la rassicuri in modo che non abbia la percezione che parlare è un’attività frustrante e che potrebbe generare un blocco.
In queste situazioni e vista l’età si può continuare a giocare con lei con il linguaggio, a nominare le cose che indica per offirle stimoli sonori. Per favorire la sua voglia di comunicare trovare altre strategie di comunicazione: come giocare con i suoni, usare gli strumenti musicali in modo che abbia un canale per sfogare la sua voglia di entrare in relazione con noi. Altri giochi utili sono: i versi degli animali e tutti i giochi che favoriscono l’articolazione (sbadisgliare, fare pernacchie, soffiare, muovere la lingua in tutte le direzioni, far scoppiare le guance, mandare baci, risucchiare la bocca, ecc.).
Un caro saluto

Grazie mille dottoressa per il consiglio. Proverò a fare così e poi le faro sapere

Vorrei mandarla all asilo a settembre che ne pensa dottoressa magari parlando con le maestre x il problema che a mia figli. Grazie Monica

Potrebbe essere un’ottima idea. La socializzazione spesso aiuta moltissimo. :)

Sono Mamma di Ettore (23 mesi) io sono francese e da quando è nato parlo con lui solo in francese, papà e nido (che frequenta da un anno) italiano.Premetto che è nato con 3 settimane d anticipo, la placenta presentava diversi infarti placentari, ha fatto tutto tardi (seduto da solo a 11 mesi, camminare fine 18) Al momento non dice nulla, solo ma come suono (sembra dire mamma) e per il resto nessuna lallazione, solo urli differenti x attirare l ‘attenzione (ogni urlo ormai sappiamo a cosa corrisponde) capisce perfettamente entrambe le lingue, è un bimbo sveglio, attento, osservatore, di natura mite e gentile.Quando vuole qualcosa sa farsi capire ne dettagli.Resta il fatto che non parla.Sono preoccupata….cosa mi consiglia?
grazie
Magali

Buongiorno,
si è già rivolta a qualcuno per una valutazione? Il pediatra che dice?

Buongiorno e grazie di avermi risposto…poco prima dell’estate, Ettore è stato visto da una dottssa neoropsicologa da cui era già stato per il ritardo motorio.Ha detto che Ettore è un bimbo sveglio, si vede e si percepisce che capisce perfettamente le due lingue, risponde ed esegue semplici richieste (prendi questo, fai quello) quindi a suo parere non ha ritardi diciamo “mentali”.Per precauzione, essendoci una lunga lista d’attesa, mi ha inserita in quella per il logopedista; eravamo rimaste daccordo che se a settembre Ettore avesse iniziato a parlare l’avrei aggiornata, ma purtroppo così non è stato.A questo punto mi contatterà lei quando si libererà un posto con la logopedista.Io dal canto mio, non voglio forzare le cose, a me sembra che, come su tutto, abbia solo bisogno dei suoi tempi…

Ricordo di aver visto un bambino qualche anno da alla scuola materna quindi ne ho seguito la maturazione durante i 3 anni di permanenza. I genitori erano americani trasferiti in Itslia in quanto il papà era un militare e qui vicino al Treviso c’è una base. Il bambino parlava pochissimo anzi quasi per nulla. Era un bambino sveglio, intraprendente, direi sopra la media per la sua età ma di parlare nulla.. Non se ne parlava. Ho poi notato che seppur molto piccolo era consapevole di aver acquisito un accento particolare e di conoscere una lingua diversa dagli altri e provava vergogna nel cimentarsi a parlare. Comprendeva tutto perfettamente ma non voleva provare a parlare. È andato alla scuola primaria così senza aver fatto nessun intervento. Parlava con un perfetto accento americano. :)

Dott.ssa buona sera
Mio figlio compie 3 anni il 31 dicembre, ha iniziato la scuola materna da una settimana e le maestre si lamentano perché iperattivo, non ascolta, non sta alle regole e non parla…dice solo mamma e papà!
Tutti i bimbi rientrano alle 16 e invece mio figlio devo prenderlo alle 11 perché dicono che è troppo piccolo.
Che devo fare? Lo ritiro da scuola?
È giusto che non lo vogliano ?
Grazie in anticipo
Saluti

Buongiorno,
sono rimasta molto colpita dalla sua lettera.
Vorrei fare qualche precisazione:
. definire un bambino “iperattivo” è un errore molto comune. Si tratta infatti di una diagnosi complessa e certi comportamenti non fanno necessariamente di un bambino un bambino iperattivo. E’ stato inserio da poco, bisona dargli e darsi del tempo.
. il periodo di inserimento alla scuola materna è da considerarsi pari ad almeno due mesi. In tutto questo periodo si deve considerare come fisiologico l’adattamento del bambino. ci vuole tempo, pazienza e soprattutto bisogna ricordarsi che non tutti i bambini sono uguali.
- ritirarlo da scuola a mio parere sarebbe un azzardo. Il bambino e voi stessi potreste avvertire questa scelta come una “sconfitta”, un “fallimento”, lesivo dellìautostima del bambino. Il fatto che rientri prima invece in questa prima fase potrebbe essere positivo. Non tutti i bambini hanno gli stessi tempi e si può portare alle ore 16 molto gradualmente.
Cordiali saluti

Buonasera Dottoressa,

sono sempre la mamma della bimba di sedici mesi che non diceva granché. La volevo aggiornare e chiederle nuovamente una parere. La bimba ora ha due anni. Rispetto ai sedici mesi oltre che mamma, appa (per dire acqua) ora dice papà (anziché tatà), nanna, uva, tatu tatu (per dire tanto tanto), butta (per dire brutta). Mi pare dica apu per dire apri. La “d” è comunque presente in sillabe che pronuncia ma non riconducibili a nessuna parola. Le uniche vocali che esistono per lei sono solo la “a”, la “u”, niente e, i, o. Le consonanti che nn pronuncia per nulla sono molte, la c, f, g, l, q, r, s, z. Aggiungo che beve dal bicchiere, sa mangiare da sola, salta, va all’asilo volentieri e con gli altri bimbi è socievole.Mangia, masticando bene. Di giorno non porta più il pannolino da 4 settimane; capita che qualche volta se la faccia ancora addosso, ma sempre più raramente. Generalmente mi fa capire che le scappa chiamandomi e dandosi pacchette sul sederino. Ormai fa la doccia assistita da noi, ma cerca di lavarsi da sola. La sera si addirmenta da sola senza nessun problema. Nel complesso è una bimba con un carattere autonomo.Tra due mesi ha la visita al bambin gesù per il frenulo linguale breve finalizzata a capire come intervenire. Lei cosa ne pensa? Che per la sua età dica poco è fuori ogni dubbio; ma a suo avviso è davvero troppo poco e nasconde un problema su cui è il caso di intervenire quanto prima? Oppure si tratta di aspettare pazientemente, stimolandola il più possibile?

Mi sembra di capire che ci sono stati dei progressi e questo è positivo, è segno di maturazione. A questo punto sicuramente è bene avere un riscontro dalla visita fisiologica. Sicuramente avrete delle indicazioni dopo la visita stessa. Può darsi che sia consigliabile un intervento logopedico per aiutare la pronuncia di alcuni suoni, tuttavia non preoccupatevi. Dimostra sotto molti punti di vista (autonomia, motorio ecc) di essere in una fase di sviluppo e maturazione. Continuate a stimolare sia queste funzioni che il linguaggio attraverso il gioco.

Grazie Dottoressa,
è quello che faremo. A dirle il vero quello che non capisco è soprattutto il fatto che non pronunci per nulla nè la “i”, né la “o”, poco la “e”; giacché essendo vocali, non dovrebbero essere interessate e quindi impedite, nella pronuncia, dal frenulo linguale breve. Cioè, se dice papà, perché non dice anche pipì? E se dice nanna, perché non dice nonna o nonno(con cui, tra l’altro sta ogni giorno per una parte della giornata)? E non capisco neanche perché non pronunci la c o la g, che, (suppongo, al contrario della r, s) non impegnano più di tanto la lingua. In ogni caso, negli ultimissimi giorni mi pare che cerchi di ripetere le parole per assonanza. Es: se le dico “gelato”, lei ripete “eatu”; lo stesso con cioccolato; se le dico banana, magari la prima volta dice “banana”, poi la seconda “anana, la terza “ana”, come se dopo un pò si stancasse e si accontentasse di imitarne il suono. Ieri sera, nel far finta di parlare al telefono (lo fa spesso), ad inizio conversazione un paio di volte ha detto “potu”, come a dire “pronto”. Oppure, nel rompere un pastello di cera, me l’ha portato e ha detto: “mamma, ottu”, credo per dire “mamma, si è rotto”. In entrambi casi la “o” è stata talmente accennata, che ho avuto l’impressione più che di averla sentita, di essermela immaginata. Mi chiedo se abbia realmente una difficoltà a pronunciare la “o” e la “i” (che non ho le ho veramente mai sentito pronunciare neanche in forma accennata) , quale potrebbe essere la causa di questa difficoltà, oppure se magari semplicemente non ha ancora acquisito queste vocali. Per sua conoscenza, aggiungo che la bimba non ha mai voluto il ciuccetto, ha usato il biberon per poco tempo e ha assunto il mio latte, in modo esclusivo fino a 4 mesi e successivamente accompagnato dal cibo fino a 13 mesi (mai preso latte in polvere). Mi scusi, sono stata prolissa. La ringrazio veramente e molto del servizio che ci offre.

L’assenza delle vocali in effetti e interessante. Ma anche in forma pura? Ossia pronunciate da sole come un vocalizzo: iiiiiiiiiiiii
Oppure lei intende che sono omesse se contenute in una parola. È importante capire se si tratta di assoluta non pronuncia o di omissione perché sono due concetti diversi. Nel primo caso interessa prevalentemente l’udito, la capacità di discriminare e associare al suono un’enissione sonora. Potrebbe anche avere a che fare con la capacità respiratoria. Ecco perché le chiedo se emette il suono da solo. Nel caso di omissione il lavoro e diverso: non è scontato che se sa associare MA lo sappia fare anche con MI. Richiede di sicuro un lavoro e in ogni caso si riscontra indipendentemente dal frenulo breve come lei sottolinea perché appunto non coinvolto. Tuttavia la capacità articolatoria in generale viene un po’ ad essere compromessa. Può essere magari sufficiente un po’ di esercizio specifico che rafforzi certe articolazioni e muscoli. O ancora potrebbe essere un problema disprassico che ha più a che vedere con il mettere insieme i singoli pezzetti di una parola suono. Ma purtroppo per me è molto difficile valutare la situazione. Spero che sia seguita bene e che le possano fare una valutazione.

Gentile Dottoressa, sono Anna la mamma di un bimbo di 3 anni compiuti ad agosto e uno di 7, il piccolino ancora non parla bene, fino a luglio diceva circa 20 parole, in questi ultimi mesi invece ha fatto dei notevoli miglioramenti ,fortunatamente non passa giorno che non impara nuove paroline tutte pero’ quasi di 4-6 lettere, io gliele devo ripetere spesso prima che lui le memorizza, ma se le impara non le dimentica più. Invece non fa per niente dei discorsetti, se vuole il latte: mi dice mamma latte etc.
E’ un bambino normalissimo, vivace, allegro, adesso va all’asilo contentissimo, gioca coi bimbi, capisce cosa io gli dico, mi ascolta, ha imparato a fare il bisognini a 2 anni insomma tutto nella norma tranne il linguaggio.Come faccio a stimolarlo a fare discorsi?
Interaggisce bene con fratello, giocano (e litigano ).
La sua maestra mi ha consigliato di portarlo da una logopedista perchè per lei il bimbo è bloccato nel parlare.
Grazie per il suo aiuto.

Buongiorno rispetto a quanto mi ha raccontato e considerando che ha appena iniziato la scuola ( grande fonte di stimoli) io aspetterei un pochino. Di solito anche alle mie insegnanti che seguo consiglio di dare qualche indicazione ai genitori non prima di novembre quando termina l’inserimento e/o reinserimento. I bambini hanno bisogno di tempi lunghi a differenza dell’adulto dobbiamo considerare che quello che noi assimiliamo in qualche giorno per un bambino è necessario almeno uno o due mesi. Diventa importante la routine e la ripetizione. Consiglio di puntare su poche frasi brevi massimo tre. E per il momento puntare a ripetere in diverse circostanze sempre è solo quelle.
Un caro saluto

Buongiorno Dottoressa,

la “i” non la pronuncia mai neanche in forma pura,ossia come vocalizzo. la a e la u sono sempre presenti nelle parole, la o mi pare che cominci ad esserci nelle parole, la e, molto nei vocalizzi e qualche volta nelle parole. ma la i proprio mai. c’e’ qualcosa che possa fare io per aiutarla?grazie mille

L’assenza delle vocali e una situazione diciamo insolita perché sono i primi suoni a manifestarsi già dai primi mesi di vita. Credo sia importante un approfondimento non saprei cosa consigliare senza capire meglio la situazione se non naturalmente una migliore articolazione con esercizi di mimica facciale che possano riprodurre la posizione che si assume nel pronunciare il suono. Mi spiace nn essere di maggiore aiuto ma a volte a distanza nn e facile

Cara Dottoressa, mio figlio di 19 mesi non dice una parola. Dice solo sillabe a caso o ripetute (tete, apr,) o fa dei discorsi di lettere a caso. Non associa nessun verso a un’oggetto e quasi sempre se lo chiamo non si gira. Molto raramente esegue semplici comandi (portami questo oppure scendi ecc..) per il resto e’ un bimbo allegro, corre, si arrampica, gioca con le costruzioni. va al nido da oltre un anno. Non capisco se c’e’ un problema di fondo. Il mio pediatra mi da risposte del tipo: ha mai visto un bimbo che non parla? No. quindi stia tranquilla.
Che devo fare?
Grazie

Mi scuso per il ritardo.
Le rispondo che questo pediatra dovrebbe forse metetrsi in discussione se non altro per la poca acurattezza.
Le consiglerei di rivolgersi privatamente a uno specialista per avere un parere serio e certo.

Salve dottoressa sono la mamma di un bimbo di un anno e quattro mesi che ancora non ha detyo nient’altro che gnamgnam un paio di giorni fá e ddada intorno ai nove mesi, il pediatra dice cge non mi devo preoccupare che é ancora piccolo e c’é tempo, ecco vorrei sentire anche il parere di qualcun altro e siccome gk visto che a tante mamme che hanno voluto un suo consiglio lei le ha sempre aiutate e le sarei grata se mu darebbe un suo consiglio.grazie

Buongiorno,
sono concorde con il pediatra. E’ ancora piccolo e moltissimi bambini hanno iniziato “tardi” e con ottimi risultati. :)

Buongiorno Dottoressa, sono la mamma di un bimbo di 3 anni e 2 mesi: Leonardo. Apprezzo molto le sue risposte e mi piacerebbe avere un suo parere.
Verso i suoi due anni e mezzo ho iniziato a preoccuparmi…non diceva nemmeno una parola..nemmeno mamma e papà. Ho parlato con la pediatra che lo segue e mi ha rassicurato dicendomi di aspettare almeno l’inizio dell’asilo.
Prima dell’inizio dell’asilo, verso la fine dell’estate, Leo ha iniziato a dire un po di paroline..finalmente mamma papa’ nonno nonni zia…ecc..
A settembre ha iniziato l’asilo, un esperienza nuovissima per lui che non ha frequentato il nido e giocato ben poco con i coetanei.
L’inizio all’asilo e’ andato benissimo, non ha sofferto il distacco..ci va tutte le mattine molto volentieri.
Ha iniziato a ripetere a casa le parole che diciamo ma senza mai formare una frase, e senza usarle per fare un discorso comprensibile. Conosce tutti i colori chiamandoli per nome e conta fino a dieci. Alcune parole sono chiare altre comprensibili solo per noi che lo conosciamo.
E’ un bambino caratterialmente molto testardo..dai nonni e all’asilo esegue le regole, a casa protesta per qualsiasi richiesta gli viene fatta. Non e’ un bimbo spericolato o troppo attivo..prima di buttarsi dallo scivolo ci ha messo dei mesi. E’ molto riflessivo, tranquillo, un osservatore.
Non risponde alle domande, solo raramente con dei NO decisi quando gli chiediamo se gli scappa pipi o cacca. Non gli piace stare seduto ad ascoltare favole..sembra non capisca o non voglia capire. Capisce benissimo gli ordini (per esempio: andiamo in doccia, andiamo a lavare i denti, ecc..). Gioca con le macchinette, colora, corre e solo alla sera per mezzora segue il suo cartone preferito.
Al colloquio con le maestre mi hanno consigliato il logopedista..vedono Leo passivo e le parole che dice a casa non le dice all’asilo..
Notano una sua difficoltà nel giocare con i compagni di classe (la maggior parte di loro e’ tra i 4-5 anni) proprio per questo suo problema nel comunicare con la parola. Gli unici momenti in cui lo vedono attivo e partecipe e’ durante le ore di psicomotricità.
Io preoccupata sono ritornata dalla pediatra. Lei e’ stata ferma nel dire che ogni bambino ha i suoi tempi e che le maestre sono eccessive nel dare giudizi dopo solo due mesi di asilo e senza considerare il carattere del bimbo. Comunque dopo aver insistito mi ha fatto fissare un appuntamento per una consulenza psicologica prima di procedere con un eventuale logopedia.
Mi scuso per la lungaggine..ma oltre ad essere preoccupata sono un po confusa e divisa tra i vari pareri diversi. Mi piacerebbe anche avere il suo.
Grazie mille!!

Mi scuso per i lritardo nella risposta. Probabilmente avrete già preso una decisione in merito, ma ho avuto qualche problema con il mezzo (computer).
Volevo dirvi che concordo con la pediatra soprattutto sul fatto che mi sembra che gli insegnanti siano un po’ troppo veloci nei loro giudizi.
In secondo ordine avrei voluto suggerire che forse a volte si sbaglia specialista. Quando i bambini sono piccoli, non sembrano manifestare disturbi del comportamento o dello sviluppo, quando le indicazioni sono di carattere educativo (comunicazione, gioco con i compagni, routine di casa ecc…) a mio parere è preferibile un osservazione pedagogica anzichè psicologica. Altrimentidovremmo pensare di avere tanti troppi bambini già valutati fin da piccoli dentro a punteggi di test.
Ma la poca informazione è degli insegnanti e dei pediatri in primis.
Ad ogni modo spero che le cose stiano migliorando. Magari anche un po’ di tempo fa la sua parte… :)

Sono contenta della sua risposta..anche se in ritardo ;)
In questi mesi il piccolo ha fatto dei passi avanti..ripete tutto e anche se con difficoltà ha iniziato ad usare 2 parole insieme (es voglio biscotto, macchina rossa ecc..)
Abbiamo continuato la strada con la psicologa..l’ha già visto due volte esclude al 100% problemi di autismo. Ci saranno come di prassi visita npi e più avanti logopedia…anche se con i tempi della sanità pubblica arriveremo ai 4 anni senza fare nulla. La psicologa in ogni caso dice che la cosa più importante è stimolarlo a casa.
Per quanto riguarda l’asilo..prima delle feste di natale la maestra seccata mi ha detto che a gennaio avrebbero voluto fare richiesta della maestra di sostegno perché con troppi bambini in classe non riuscivano a dargli le giuste attenzioni.
Perplessa ho chiesto consiglio alla pediatra che mi ha consigliato di cambiare scuola,secondo lei il sostegno era fuori luogo nel nostro caso..e così ho fatto.
Nella nuova scuola (privata) ho trovato un ambiente completamente diverso,le maestre disponibili e il bambino si è ambientato anche qui senza problemi. Proprio ieri la sua nuova maestra mi ha fatto notare che non vede il bambino isolarsi..anzi, sta molto volentieri in mezzo ai coetanei e ogni volta che vado a prenderlo lo vedo giocare tranquillo con altre due bambine.
Ora le chiedo un ennesimo consiglio….abbiamo una bella opportunità di lavoro all’estero. Dovremo trasferirci alla fine di quest’anno scolastico, il bambino dovrebbe iniziare il prossimo anno in una scuola in lingua francese. Ovviamente stiamo valutando..siamo frenati dalle difficoltà di linguaggio del piccolo e non vorremo creargli ancora più confusione. So che è difficile dare un consiglio..ma mi piacerebbe sapere qual’è la sua opinione in merito..grazie in anticipo!

Buongiorno, sono molto contenta dei cambiamenti .
Rispetto a quanto mi chiede credo che una scelta di questo tipo (trasferimento) deve essere innanzitutto dettata dalle vostre esigenze familiari e fatta quindi il più serenamente possibile. Questa è la cosa più importante per un bambino perchè se voi per primi siete ansiosi di fronte a ciò questo renderebbe la situazione un vero e proprio problema. Va chiarito che non necessariamente i cambiamenti e ancorpiù il subentro di un altra lingua aggravano per forza una situazione di difficoltà di linguaggio. La cosa più importante è sostenere al massimo il bambino in questa fase. Certo sarà impegnativo e forse avrà bisogno di trovare un professionista in loco per accompagnare il bambino in questa nuova fase di vita e nell’uso della lingua.

buonasera dottoressa,
sono Monica ho 28 anni sono mamma di 2 splendidi bambini una di 7 (e nn ho mai avuto problemi) è uno di 3 anni sta avendo problemi nel linguaggio vedo che cerca di sforzarsi nel parlare ma riesce solo a dire mamma, papà,aurora ,nonna e no nn riesce neanche a pronunciare il suo nome è un bambino molto sveglio vivace allegro si fa capire con gesti sto vivendo questa cosa molto male è nn so più cosa fare per favore avrei bisogno di un consiglio attendo una sua risposta
cordiali saluti

Buongiorno,
a 3 anni il linguaggio dovrebbe essere un po ‘più consolidato. Bisognerebbe però capire se ha difficoltà a pronunciare dei suoni oppure a mettere tutto insieme per formare una parola perchè sono due situazioni molto diverse. Prima di tutto verifichi che sappia pronunciare bene tutti suoni: le vocali e le consonanti (attenzione a pronunciare il suono non il nome della lettere. La B per esempio si pronuncia com b-anana e non BI come nell’alfabeto). Nel linguaggio sono importanti i suoni. L’alfabeto non ha alcuna valenza.
Se invece ha difficoltà a mettere insieme i suoni per formare le parole. Provi a giocare alle parole saltate. PEr esempio: C-A-N-E ogni salto un suono e alla fine si prova a dire la parola intera.
Spero di averle spiegato bene il gioco.
Un caro saluto

Salve, sono mamma di una bimba di 22mesi, la prima parola l’ha detta a 6 chiara e forte, mamma. Dopo un periodo di silenzio a otto mesi aveva ricominciato a dire altre parole come mamma, papà, cacca. Sempre a 8 mesi ha iniziato il nido che frequenta tuttora ma adesso di parlare non ne vuole proprio sapere, si rifiuta…mamma è diventata memme….è sveglia, capisce e si fa capire molto bene, chiacchiera a modo suo tutto il giorno e a volte mi fa discorsi guardandomi a bocca chiusa e gesticolando. Quando le chiedo di ripetere qualche parole a volte si innervosisce….per il resto ci cerca quando vuole che le leggiamo qualcosa, lo fa anche spesso, riconosce i disegni e li sa indicare…sarà che si vergogna? Grazie!!

Buongiorno,
è una situazione molto comune nei bambini nel corso dello sviluppo del linguaggio. Dopo le prime acquisizioni e la grande soddisfazione dei genitori il silenzio e poi le parole confuse. Non si preoccupi succede a moltissimi bambini.
Voi parlatele sempre, leggete e cantate molto, trasmettendole il piacere della parola ma senza chiederle una prestazione in cambio. Vedrete che verrà da sè. Un caro saluto

Grazie!!

Buongiorno, mia figlia ha 3 anni e 3 mesi e parla male… cerco di spiegarmi meglio: conosce un buon numero di parole ma non le pronuncia bene, spesso si dimentica di pronunciare la prima lettera e quando pronuncia le frasi sembra che voglia parlare in fretta e si intuisce solo cosa vuole dire. Le lettere S e R non riesce a pronunciarle nella maggior parte dei casi . Inoltre e’ una bambina timidissima, e se c’e’ qualche estraneo o qualcuno con cui non ha piena confidenza, non parla. Non so se dovrei portarla da uno specialista o se questo puo’ peggiorare le cose dato il suo carattere estremamente introverso e sensibile. Grazie.

Buongiorno,
da come mi descrive la situazione sembra sia in piena fase di sviluppo del linguaggio. Attenderei un po’ per vedere l’evoluzione della situazione. In ogni caso fino ai 3 anni e mezzo di età circa gli specialisti offrono comunque solitamente indicazioni alla famiglia sulla base della raccolta dati. Ci si occupa poco dei bambini piccoli e di solito solo nelle situazioni davvero urgenti per dare il tempo ai processi di maturazione e di sviluppo.
Per quanto riguarda le lettere S e R la rassicuro. Sono le ultime a comparire nel linguaggio. Per la R ben acquisita si aspetta anche i 4 anni e mezzo. Quindi c’è ancora tempo.
Continuate a stimolarla soprattutto attraverso la lettura di storie molto brevi, scandendo bene le parole nella lettura e facendole apprezzare le pause con momento per riprendere fiato. Molto spesso bisogna insegnare ai bambini a respirare bene e a prendersi i tempi perchè da soli non lo sanno fare.
Un caro saluto

Salve, Mia figlia ha 3 anni e 8 mesi,e’ bilingue tedesco-italiano.Impara l’italiano da me e mio marito ed il tedesco all asilo dove passa 8 ore al giorno,Lunedi-Venerdi.Considerata la bassa esposizione all’italiano,ritengo parli piuttosto bene, con difetti su alcune consonanti,tipo la R e la S. Il problema e’ che da 3 settimane ha iniziato a balbettare in Italiano.Ha eliminato parole corte tipo gli articoli, i verbi ausiliari e le preposizioni.Sembra avere difficolta nel posizionare la bocca correttamente per poter generare il suono voluto. soprattutto nelle consonanti come la Q per “quando” che viene pronunciata come “puando” e fabdo una strana smorfia. Inoltre sembra aspirare l aria all inizio delle parole.Quando ha difficolta’ nel pronucniare una parola, si tocca la bocca, abbassa lo sguardo, cerca di nascondersi il volto e rinuncia a dire la porala che non riesce a produrre. ho notato che quando canta non balbetta.caratterialmente e’ molto allegra ed espansiva,ed una grande chiacchierona. E’ pero anche molto sensibile ai cambiamenti, ed ama la routine e le sue abitudini. Questo problema di balbuzie (o almeno credo sia tale) e’ coinciso con una breve vacanza in italia dai nonni, io sono rimasta per 2 giorni e mia figlia si e’ trattenuta con mio marto per altri 5. Lei non ha mostrato nostalgia, non ha mia pianto, ne mi ha mai cercato, pero poco prima della partenza (io l avevo informata del fatto che sarebbe rimasta col papa’ e non con me) ha iniziato a balbettare. Sara’ una coincidenza? Inoltre, mi chiedo se questo episodio di balbuzie coincida con una fase dello sviluppo cognitivo che richiede risorse cerebrali che “tolgono spazio operativo” alle aree del linguaggio o dell articolazione oppure se sono di fronte ad un problema del linguaggio e se dunque devo intervenire. Non so se devo correggerla quando balbetta o se devo ignorarla.Infine il fatto che sia bilingue non esclude la la possibilta’ che stia attraversando una sorta di overload di informazioni da processare simultaneamente. Attendo con ansia una sua opinione.Grazie. Cordiali Saluti.

Buonasera,
rispondo per punti come spunto di riflessione per tutti:
- in caso di bilinguismo èpossibile che si verifichi un arresto del percorso con manifestazione di balbuzie
- l’assenza di R e S o la non precisione sono comuni fino ai 4 anni e mezzo
- nella balbuzie ha notato uno spasmo del labbro?
- quando si canta, si recita (filastrocche ecc..) non si presenta la balbuzie perchè è presente un ritmo implicito che aiuta
- Non la riprenda, nè la corregga. La abitui invece a sillabare alternando la respirazione. Es. (inspira) VA (INSPIRA) DO (inspia) AL (inspira) MER (inspira) CA (inspira) TO (inspira). Questo gioco è utile per dare un ritmo e abituare a respirare frequentemente e con calma. Pian piano lo potrà trasferire a intere frasi. Le chieda sempre di prendere un bel respiro e le sorrida in modo rassicurante. In modo da farle capire che c’è tempo per ascoltarla.
Un caro saluto

Salve Dottoressa, ho letto il suo articolo e forse io mi stò “preoccupando” troppo…

Prima di iniziare le devo dire che mia figlia ha 15 mesi, è nata con labiopalatoschisi monolaterale sinistra completa operata a giugno ed è sorda (neurosensoriale bilaterale) Porta le protesi acustiche.

Avendo 15 mesi non la si può forzare a parlare o a farle fare tutto quello che vogliamo e diciamo che non è neanche molto giusto…fa sedute di logopedia una volta a settimana e piano piano comincia ad articolare qualche parola…

La domanda che mi pongo sempre è: è abbastanza? per i suoi mesi, per la sua “storia” è abbastanza per lei? è se non in linea almeno vicino ai suoi coetanei?

Dice mamma, papà. tata, tato, vari versi di animali, come fa l’auto e altre paroline.

Vedo che capisce ed esegue i “comandi” che le vengono richiesti…

A casa facciamo vari esercizi ma dopo un pò si stanca o il pc la distrae e non vuole più collaborare…la mia fortuna è avere un maschietto più grande che ogni tanto riesce a coinvolgerla…

La domanda è: posso in qualche modo stimolarla di più?

La ringrazio moltissimo e mi scuso per il disturbo arrecatole

Valentina

Buonasera Valentina,
credo che la sua situazione sia davvero “Speciale”. E da quello che mi racconta la sua bambina è davvero molto brava: Comprende e si esprime. Le dirò ci sono tantissimi bambini di 15 mesi che parlano a stento, poche parole e a fatica. Non si preoccupi. In questa fase il vissuto, le emozioni, quello che provano è molto più importante per porre le basi dell’apprendimento. Se trova piacere a comunicare con voi, se fa quello che le si chiede in modo sereno allora siamo sulla giusta strada. Vedrà che le acquisizioni ci saranno. Comprendo la sua preoccupazione soprattutto da mamma. Ma credo che quello che fate sia la cosa migliore senza iperstimolare la bambina. Anche l’eccesso a volte non è cosa positiva e provoca un sovraccarico al sistema neurologico e cognitivo del bambino. Ascoltare i suoi bisogni. Sarà lei a farvi capire QUANTO fare.
Un caro saluto

Buongiorno Dott.
sono la nonna di una bimba di quasi 21 mesi che frequenta il nido fino alle 13 e poi passa il pomeriggio con me.
La bambina ha avuto degli episodi dall’età di circa 8/10 mesi di imbambolamento.Da poco è stato fatto un eeg risultato negativo,e il Npi esclude problemi di epilessia,ma ha richiesto una visita audiometrica.
La piccina dice poche parole:mamma,,pappa,gia (zia),nonna,acie (grazie),papà per dire innumerevoli cose.Parla a modo suo tutto il giorno introducendo in questi discorsi pieni di consonanti le parole che conosce.La cosa che mi preoccupa è che non associa le parole alle persone,se le chiedo io chi sono risponde a caso.Non l’ho mai sentita chiamare mamma,non ha slanci di affetto quando la mamma la viene a prendere e spesso quando le dico “guarda chi è arrivato” lei la guarda e dice giaa o papà.(stessa cosa con il papà).Non riconosce il gatto dal cane che chiama bav o maav a caso.Non riconosce le figure sui libri,stenta a indicare qualche cosa quando le viene chiesto e non risponde al suo nome.
Non riesco a farle dire pipì.Ripeto ogni giorno la parola quando va sul vasino e lei mi guarda e dice papà.
E’ molto attiva,ha molta mimica facciale,si fa capire e comunica con questo suo linguaggio incomprensibile guardandoti e muovendo le mani.
Il Npi per il momento ha detto di attendere la visita audiometrica,e che il fatto che non ci sia associazione nomi / persone non è una buona cosa.
Io non sono per nulla tranquilla,la cosa che piu’ mi fa pensare è il fatto che non chiami mai la mamma e che non abbia mai slanci verso nessuno.
Lei cosa ne pensa?
La ringrazio

Cara nonna,
ho letto con attenzione quanto mi ha scritto. I punti più importanti per me sui quali prestare molta attenzione sono “non indicare” “non rispondere al nome”e la dimensione affettiva.
E’ sicuramente una situazione da approfondire. Se i tempi fossero troppo lunghi per una valutazione non esitate. Il tempo nei primi anni di vita è prezioso e intervenire precocemente significa poter fare molto. Anche se non avete una valutazione alla mano potete comunque per esempio cercare uno psicomotricista che può lavorare sul piano dello sviluppo relazionale per esempio. Per la parte affettiva in particolare con la mamma può essere utile un percorso di massaggio infantile madre-bambino o alcune piscine propongo corsi mamma-bambino di acquaticità.
Spero di averle dato un piccolissimo aiuto.
Giovanna

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Dott.ssa Giovanna Giacomini, pedagogista e formatore 366.3539929

Inserisci il tuo indirizzo e mail. Riceverai le news direttamente nella tua casella di posta.

Unisciti agli altri 97 follower

Oggi

dicembre: 2009
L M M G V S D
    gen »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 97 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: