Correlazione tra apprendimento e psicomotricità


Innanzitutto sarebbe bene distinguere tra difficoltà di attenzione e problemi di apprendimento, ma questa è un’altra storia che affronteremo in seguito. Quello che mi spinge a fare questa puntualizzazione è il pensiero di un bambino, C., che ha dovuto sopportare per un anno e mezzo per una disgnosi di deficit di attenzione una notevole dose di Depakin e Abilify. Ebbene, C. è “semplicemente” discalculico. Ma in primis ha una prevalenza motoria non affermata e una conseguente dislateralità.

Il punto di vista da cui partire è che i disturbi di apprendimento sono affrontati in un’ottica funzionale, collegati alla mancanza di prerequisiti psicomotori e linguistici. I disturbi di apprendimento, quindi, si possono affrontare, e senza l’uso dei farmaci.

Ma è importante sapersi orientare tra i vari disturbi, perchè dire disturbi dell’apprendimento è dire tutto e niente. Di cosa stiamo parlando nello specifico? I più noti disturbi specifici sono dislessia, disortografia, discalculia. Molti di questi possono essere riconosciuti con semplicità anche da genitori e insegnanti attenti.

Qualche informazione in più:

La prima forma d’intelligenza è quella senso-motoria che corrisponde a una proprietà del Sistema Nervoso Centrale e che agisce tramite il meccanismo d’integrazione sensoriale (funzione di aggiustamento), funzione nervosa che consente alle sinapsi di dirigere l’informazione sensoriale verso il livello corticale, o il livello adeguato per trattare l’informazione stessa ed elaborane in conseguenza una risposta. La funzione di aggiustamento si presenta quindi quale base dell’intelligenza senso-motoria e delle funzioni cognitive; all’esperienza motoria si sovrappone il linguaggio corrispondente.

Fattori psicomotori di base per gli apprendimenti scolastici

Gli apprendimenti metodici di lettura, scrittura e calcolo, pongono i bambini all’inizio della scolarizzazione primaria nella necessità di possedere particolari condizioni di base che sono i prerequisiti.

Le funzioni psicomotorie e le funzioni cognitive corrispondono a due insiemi funzionali differenti. Lo sviluppo delle funzioni psicomotorie è fondamentale per l’educazione cognitiva del soggetto in quanto l’evoluzione delle seconde, è tributaria dello sviluppo della prima.

Esiste un collegamento tra lo sviluppo delle funzioni psicomotorie, in particolare quelle collegate all’intelligenza sensomotoria e all’aggiustamento motorio globale e quello delle funzioni cognitive mentali. Ciò può avvenire tramite la rappresentazione mentale, prima funzione mentale, ma risultato dell’arricchimento percettivo – motorio. La funzione simbolica e la logica, quindi fondandosi sulle potenzialità di rappresentazione mentale beneficiano dell’evoluzione delle funzioni psicomotorie associate al linguaggio.

Disturbi di apprendimento

Le problematiche evolutive e i ritardi di sviluppo psicomotorio, psicolinguistico e relazionale spesso non consentono al bambino il confronto positivo con i contenuti dell’apprendimento scolastico generando inevitabili lacune cognitive.Attenzione! I bambini con disturbi di apprendimento hanno un Q.I. nella norma.

Dislessia

La dislessia non è solo un disturbo del linguaggio, bensì del funzionamento vestibolo-corticale, quindi coinvolge più funzioni del sistema nervoso centrale, e trova in quelle linguistiche le manifestazioni più penalizzanti a livello sociale.

Le tre manifestazioni più frequenti sono la dislessia visivo- semantica o superficiale, la dislessia fonologica e la dislessia mista dove si trovano compresenti sia errori visivo- semantici, sia errori fonologici. Spesso, manifestazione del primo tipo di dislessia, sono una lettura per intuizione e, a volte per invenzione, delle parole o delle frasi del testo.

La lettura può quindi essere scorrevole o fluttuante, ma il testo letto, viene inventato, quindi non viene compreso nel suo significato reale. La seconda forma di dislessia corrisponde alla difficoltà di associare automaticamente i fonemi ai rispettivi grafemi in modo coerente e stabile: questo fatto comporta difficoltà fonetico-fonologiche nella lettura, lentezza, anche se il significato del testo, inspiegabilmente, il più delle volte viene compreso. Sembra comunque che anche i soggetti che presentano una dislessia visivo- semantica abbiano di base una difficoltà di automatizzazione di decodifica fonologica.

Disortografia

La disortografia è, invece, la difficoltà nel tradurre in segni grafici i suoni corrispondenti, pur possedendo un linguaggio adeguato sul piano della pronuncia lessicale e delle capacità espressive. Quindi a livello ortografico vengono manifestati gli stessi errori che la dislessia presenta nel leggere.

Discalculia

La discalculia corrisponde alla difficoltà nell’eseguire calcoli aritmetici anche semplici. I bambini discalculici possiedono un’intelligenza normale e non hanno problemi nel compiere i ragionamenti matematici.

Tuttavia a questi bambini risulta difficile riconoscere e scrivere i numeri, infatti a volte li scrivono speculari, a volte li invertono. Altra difficoltà è incolonnare le operazioni e automatizzare il compito di iniziare dalla colonna di destra, e che il riporto si somma a sinistra. Inoltre incontrano problemi nell’utilizzare e ancora memorizzare l’andamento da destra verso sinistra della collocazione di unita, decine, centinaia, migliaia, ecc: mentre la scrittura si sviluppa da sinistra verso destra, la quantità numerica si muove in senso opposto ( m c d u ).

La quantità minore si trova simbolizzata dalla cifra più a destra e l’aumento di quantità si esprime con uno spostamento verso sinistra. Spesso può essere collegata a mancata lateralizzazione.

Disgrafia

Si manifesta come incapacità o maldestrezza nel realizzare il gesto grafico collegata a difficoltà nel dosare la pressione per tracciare i segni sul foglio, controllare la dimensione e la grandezza delle lettere, a coordinare il segno grafico in modo armonico. Inoltre spesso la grafia è obliqua o spostata in alto o in basso. Si tratta quindi di un disturbo della psicomotricità collegato, il più delle volte, alla non affermazione della prevalenza motoria manuale, o a difetti nell’organizzazione percettivomotoria del movimento o alla destrezza manuale.

Disgnosia

E’ un disturbo più ampio delle capacità d’apprendimento e riguarda la combinazione di ritardi nell’evoluzione del linguaggio verbale, in particolare nelle sue potenzialità semantiche, unite a un ritardo nello sviluppo percettivo- rappresentativo delle informazioni sensoriali e dello sviluppo psicomotorio funzionale. I soggetti disgnosici, quindi cominciano a avere lacune nei prerequisiti all’apprendimento che, se non vengono colmate, si trasformano in lacune cognitive gravi riguardanti, le abilità di base del percorso di alfabetizzazione e scolarizzazione in generale. Spesso alla disgnosia si trova collegata la dislessia, in questo modo entrambe i disturbi si rinforzano vicendevolmente, e si associano a gravi difficoltà attenzionali, rendendo ancora più difficoltose le possibilità d’apprendimento del soggetto.

Come riconoscere questi disturbi?

Alla scuola materna è importante constatare se il bambino ha difficoltà di coordinazione nei movimenti, maldestrezza, difficoltà motorie in genere, se è indeciso su quale mano usare e quindi le utilizza alternativamente entrambe per le attività quotidiane, se confonde i nomi degli oggetti, se ha difficoltà fonetico-fonologiche.Inoltre è utile individuare se incontra difficoltà nel battere le mani o più generalmente muoversi a ritmo. Attenzione!!! E’ importante non dare la matita direttamente in mano al bambino forzandolo in questo modo ad utilizzare la destra. Può essere utile invece cercare di capire quale delle due parti è più forte.

Alla scuola elementare, invece bisogna osservare se lo standard della lettura e del lavoro scritto di un bambino cade al di sotto delle aspettative rispetto alle sue capacità; se ha difficoltà nel copiare e soprattutto dalla lavagna, se ha difficoltà di concentrazione, soprattutto dopo aver eseguito un compito scritto; se non riesce a essere preciso nel disegnare soprattutto nel disegno geometrico; se ha difficoltà o lentezza nella lettura; se i suoi compiti sono sempre pieni di errori di ortografia. Se sembra distratto, svogliato, se ha problemi di concentrazione.

Alla scuola media, infine, è opportuno controllare se il soggetto ha particolari e ripetitive difficoltà nella lettura, se è insolitamente maldestro, se non riconosce ancora la destra dalla sinistra, se risponde oralmente bene alle domande, ma ha difficoltà a scrivere le risposte, se legge una parola e poi non la riconosce in seguito nella pagina, se ha difficoltà a prendere appunti mentre l’insegnante spiega, se riesce meglio nelle verifiche orali piuttosto che in quelle scritte, se ha difficoltà ad incolonnare i numeri in matematica e forti difficoltà in ed.tecnica.

Questi sono solo alcuni campanelli d’allarme. Quando l’insegnante ci dice “è svogliato”, “disturba e non è mai attento”, “non copia mai dalla lavagna”, “è disinteressato”, “è lento”, ecc… forse è un bambino con poca motivazione, ma potrebbe essere anche un disturbo dell’apprendimento.

Annunci

2 pensieri su “Correlazione tra apprendimento e psicomotricità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...