SOS PEDAGOGIA di Giovanna Giacomini

Disgrafia, un problema di organizzazione percettivo-motoria

Posted on: giugno 8, 2010


Nella mia esperienza con  bambini che manifestano difficoltà grafo-percettive e grafo-motorie ho potuto osservare che il bambino vive un senso di disagio e frustrazione di fronte al “compito” scrittura. Questo perchè i metodi convenzionali e la scuola, spesso (non sempre) offrono esercizi il più delle volte basati sulla ripetizione all’infinito di forme e microforme, ma privi di alcun significato per il bambino. Mi sono sempre chiesta cosa pensa il bambino in quel momento “noia, noia, noia, noia, male, male, male, male, uffa, uffa, uffa, non sono capace, non sono capace, non sono capace….” . Forse io penserei questo, se fossi quel bambino.

Eppure disegnare, scrivere è l’attività per eccellenza dei bambini. E anche di noi “grandi”. Non è forse vero che quasi senza motivo amiamo scarabocchiare cerchietti, fiori, barrette e quanto altro ancora , che ci piace lasciare un nostro pensiero, fare luce sui nostri pensieri, organizzare le idee. Il bambino ama disegnare e scrivere, ma questa sua abilità va LIBERATA affinchè si possa manifestare in tutta la sua pienezza.

L’apprendimento della lettura-scrittura è un atto volontario che esige il perfezionamento di più sistemi funzionali ed una reale integrazione cognitiva del linguaggio parlato. L’atto di scrivere è una prassi costruttiva complessa, che esige un’ottima organizzazione percettivo-motoria e di movimenti.

Spesso bambini con difficoltà nella lettura incontrano anche delle difficoltà nel modo di scrivere la parola.Oggi, la maggior parte degli Autori, considera le alterazioni della scrittura dipendenti da diversi elementi: fattori motori e percettivi.

I disturbi grafo-motori si sviluppano con modalità e stile personali: non esiste una disgrafia standard, ma molti tipi di disgrafici. La disgrafia quindi, non è una realtà unica, ed anche quando ci si imbatte in caratteristiche comuni, si riscontrano differenze che è difficile valutare al di fuori della storia del soggetto, del modo con cui si sono evoluti in lui i processi maturativi e di apprendimento, le relazioni affettive e sociali.

E’ importante quindi partire dal bambino, da quel bambino, conoscere i sui gusti e offrirgli delle esperienze motorie gratificanti che lo possano liberare dagli impacci che ne limitano il piacere di accedere al mondo della scrittura.

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Dott.ssa Giovanna Giacomini, pedagogista e formatore 366.3539929

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